
LUGANO – Assieme a Olle Lycksell, anche il finlandese Jere Innala ha avuto un primo assaggio della sua nuova realtà. L’attaccante finlandese si prepara ad aprire un nuovo capitolo della sua carriera con il Lugano, dopo un percorso che lo ha portato a imporsi a livello europeo e internazionale.
“Arrivando a Lugano ho subito trovato un bel gruppo di ragazzi – ha debuttato il 28enne, di poche parole come molti suoi connazionali – la squadra mi ha accolto a braccia aperte, e la città sembra davvero stupenda. Sono arrivato martedì e sicuramente per me sono stati giorni eccitanti, sarà bello giocare qui”.
Cosa ti ha convinto ad accettare la proposta del Lugano?
“So che il Lugano ha giocato davvero bene la scorsa stagione, hanno vissuto una buona annata. Di questo club ho sempre sentito solamente cose positive, e questo mi sembrava un buon momento per trasferirmi qui. È stato iniziato un percorso con un nuovo GM e allenatore, i primi feedback sono stati buoni, qui c’è un gruppo a cui sono eccitato all’idea di aggiungermi”.
Nella tua decisione hanno avuto un peso anche i consigli di persone che conoscono bene il Lugano?
“Sì. C’è ad esempio Ville Peltonen, che mi ha allenato quando giocavo a Helsinki. Ho discusso un po’ con lui, anche nelle occasioni in cui ci siamo incontrati in Nazionale. Mi ha consigliato di accettare la proposta del Lugano, raccontandomi diverse belle cose di questo club. Ho inoltre giocato anche per Roger Rönnberg, che ha appena vinto il campionato con il Friborgo, e posso dire che – pur considerandolo un buon coach – mi ha impressionato il fatto che sia riuscito a farlo nel suo primo anno in Svizzera”.
Che tipo di giocatore pensi di essere e cosa vuoi portare al Lugano?
“Mi considero un attaccante two-way, con un buon pattinaggio, ed in zona offensiva trovo le occasioni giuste per mostrare maggiormente le mie abilità. Voglio però lavorare sempre duro e lottare per ogni disco, il tutto mantenendo alta la mia pericolosità offensiva. Mi vedo principalmente come un finalizzatore, e spero di farmi notare soprattutto per questo. Sono pronto alla sfida rappresentata dal fatto di rivestire il ruolo di straniero in Svizzera, so che qui si chiede molto agli imports, e questo è normale. Da me stesso mi aspetto di fare bene”.
Al Frölunda giocavi anche con Arttu Ruotsalainen, hai parlato con lui della sua esperienza a Lugano?
“Sì, ho parlato parecchio con Ruotsalainen, siamo buoni amici e gli ho chiesto della sua esperienza qui. Nonostante le cose per lui non siano andate come sperato, mi ha descritto il suo periodo in bianconero in maniera positiva”.
Il Lugano ambisce a tornare tra le grandi della NL. Tu arrivi dal Frölunda, che rappresenta un top club in Europa. Cosa lo rende così vincente?
“Credo che non ci sia nulla di segreto. Ciò che permette a un club di avere successo è il duro lavoro, che deve essere portato avanti ogni giorno. Questo deve essere la base e lo standard in tutto ciò che si fa nel quotidiano, perché altrimenti è impossibile arrivare al livello delle migliori squadre in Europa. Lo spirito deve essere quello di voler progredire ogni giorno”.
Non sei stato convocato dalla Finlandia in vista del Mondiale. Ti aspettavi di far parte della selezione?
“Diciamo che c’è tanta concorrenza, lo staff ha convocato davvero una buona squadra, e inoltre con la mia compagna sono in attesa in questo periodo di diventare papà. Per me questo è dunque un momento particolare anche dal punto di vista personale”.


