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RAPPERSWIL – Il Rapperswil, sconfiggendo il Berna, ha staccato l’ultimo biglietto disponibile per i playoff. La qualificazione è meritata, soprattutto visto quanto di buono mostrato in regular season, come conferma il portiere Melvin Nyffeler, uno dei protagonisti della magica serata sangallese.
“Credo proprio di sì, trovo che la nostra stagione sia stata molto buona e abbiamo giocato bene. C’è stato solamente un unico periodo di calo, che però siamo riusciti a superare con bravura. Pure nelle ultime due sfide contro il Berna siamo stati la squadra migliore, abbiamo lavorato molto duro. Nella prima serie di play-in contro lo Zugo abbiamo invece pagato quella decina di minuti pessimi nel terzo periodo della sfida di andata”.
È stato difficile ritrovare positività e ottimismo dopo la prima serie appunto persa di fronte ai Tori?
“Non credo, sapevamo che tutto sarebbe ricominciato dall’inizio e quanto accaduto nella serie precedente, sia nella nostra che in quella del Berna, sarebbe stato cancellato. Inoltre il nostro secondo match contro lo Zugo era stato buono e quindi eravamo consapevoli che se avessimo ripetuto una simile prestazione avremmo potuto sconfiggere qualsiasi avversario”.
In questa sfida di ritorno nel primo tempo sei stato fondamentale. La squadra ha avuto bisogno di te, con le tue parate hai impedito un potenziale recupero del Berna…
“Sì, ma è il mio lavoro (Melvin ride di gusto, ndr). A volte abbiamo concesso qualche spazio di troppo davanti allo slot, è così, per fortuna il Berna non ha concretizzato. Con il passare dei minuti però siamo riusciti ad avanzare il baricentro, a performare in fase offensiva e a segnare le reti necessarie per centrare i playoff”.
Negli ultimi 5 minuti la vostra qualificazione era ormai assodata. Sei riuscito a goderteli, eri magari un po’ distratto guardando gli spalti e le tribune festeggiare o sei rimasto concentrato al massimo?
“In qualità di portiere vai avanti a testa bassa per tutti i 60 minuti. Io penso sempre al prossimo tiro, è la mia filosofia, non penso mai al passato né oltre la prossima azione avversaria. Vale per qualsiasi match, indipendentemente dal risultato”.
Per il Rapperswil è la quarta qualificazione ai playoff in sei anni. Per una realtà come la vostra è un bilancio incredibile…
“Credo proprio di sì, facciamo un buon lavoro. Due anni fa abbiamo avuto un po’ un calo, con l’arrivo di Lundskog siamo riusciti a riprenderci. Lui è un allenatore sensazionale ed è una grandissima personalità. L’intero staff tecnico fa un enorme lavoro. Abbiamo molta fiducia in lui, facciamo di tutto per i nostri coach e per avere successo, e la cosa è reciproca. Il nostro staff riesce sempre a convincerci. Lundskog è uno che lascia anche un po’ di spazio ai giocatori e tratta ogni giocatore individualmente. Questo è il punto principale che ci ha portato sino a qui, sono le fondamenta. Penso poi che la nostra squadra sia comunque buona, siamo anche stati bravi a mostrare il carattere quando le cose non andavano sempre bene. Infine combattiamo, qui a Rappi si può solo avere successo se si combatte tutti insieme e se si ha la volontà”.
Ora arriva il Friborgo. Sulla carta evidentemente sono i burgundi i favoriti, ma in regular season ci sono state sempre e solo delle vittorie esterne e il bilancio è equilibrato. Come vedi la sfida? Da fuori direi che in fondo ora non avete più nulla da perdere e potete giocarvela con la mente libera…
“Capisco che per leggere una serie e per lanciarla si faccia riferimento anche a quanto accaduto durante la stagione regolare, ma i playoff sono decisamente un’altra cosa. Non serve a nulla guardare a ritroso, importante per noi sarà recuperare le forze dopo i play-in e provare a giocarci le nostre carte”.
Intendiamoci, non che tu non ne abbia già abbastanza, ma arrivare ai playoff con uno shutout ti aiuta a incamerare ulteriore fiducia in te stesso?
“Sicuramente fa bene, ma alla fine è il successo della squadra che conta, poco importa il mio shutout”.
Hai giocato 4 partite in 8 giorni, sai di essere il numero 1 in questa fase decisiva della stagione. Ora si continuerà con questo ritmo, non è un problema per te?
“No, ci si allena per questo in estate, il giorno dopo mi accorgo che c’è magari qualche piccolo risentimento, ma ci sono i rimedi per tornare subito in forma, grazie al recupero e al preparatore atletico che ci prepara a puntino. È sempre meglio giocare che allenarsi, questo è il modo con cui bisogna affrontare il tutto”.


