Ogni inizio settimana, per tutto il corso del campionato, HSHS vi proporrà la rubrica dedicata ai “top e flop”, ovvero ai giocatori che secondo noi si sono distinti negli ultimi turni di campionato, così come a coloro da cui ci si aspettava invece qualcosa in più.
Vengono selezionati un portiere, due difensori e tre attaccanti tra chi ha fatto particolarmente bene e chi, invece, ha deluso le aspettative.
Di seguito la selezione basata sui turni di campionato giocati nell’ultima settimana.

Ludovic Waeber (Kloten): Alla ripresa dopo la pausa olimpica il Kloten ha firmato un’ottima operazione, vincendo tre partite che hanno permesso agli aviatori di allontanare lo spettro del penultimo posto e di riaprire uno spiraglio in ottica play-in. Determinante nell’ultima settimana l’apporto tra i pali di Waeber, nettamente il miglior portiere con appena due reti incassate in tre partite, il 97.22% di parate e 4.14 GSAA. Il futuro giocatore del Friborgo ha vissuto la sua miglior settimana stagionale, firmando anche il primo shutout in casa della capolista Davos.
Fabian Heldner (Losanna): Il numero 91 del Losanna è reduce da una settimana molto positiva, chiusa con un bilancio di +7 nelle tre partite giocate contro Ambrì Piotta, ZSC Lions e Lugano, con in particolare la sfida della Cornèr Arena terreno di conquista anche per il trentenne. Il difensore biancorosso ha infatti spadroneggiato a livello fisico contro il Lugano, vincendo praticamente ogni duello alle assi e nello slot, uscendo con un bilancio di +4 (sempre in pista su tutte le reti ospiti) e segnando di persona lo 0-3 che ha di fatto chiuso la sfida a favore degli uomini di Geoff Ward già nel secondo periodo.
Vili Saarijärvi (Ginevra): Nella prima parte di stagione l’ex difensore del Langnau aveva faticato a esprimersi sui livelli a cui aveva abituato, ma con il passare del tempo il suo rendimento è cresciuto fino a toccare standard eccellenti. Nell’ultima settimana ha segnato contro il Berna e messo a referto due assist nelle sfide di Zurigo e Rapperswil, portando a sette la striscia di partite consecutive concluse a tabellino.
Jesse Puljujärvi (Ginevra): Il finlandese è un po’ l’immagine di questo Ginevra, una squadra dal potenziale altissimo ma capace di alternare il meglio al peggio. Nell’ultima settimana la presenza, anche fisica, dell’ex attaccante NHL si è però fatta sentire in modo evidente, tanto da risultare il giocatore di maggiore impatto dell’intera lega con sette punti, di cui quattro gol, in tre partite. La sua precisione e la rapidità d’esecuzione hanno mandato in crisi le difese avversarie, mentre la sua presenza nello slot è stata costantemente difficile da contenere. Insieme a Granlund e Manninen forma una delle linee più forti del campionato.
Lias Andersson (Bienne): Giocatore poco elegante e raffinato ma di grande efficacia e soprattutto difficilissimo da “spegnere” nei suoi cambi sempre energici ed elettrici, lo svedese sembra rinato grazie alla cura Dubé. Mattatore già alla ripresa del campionato alla Cornèr Arena con un gol, un assist e un rigore segnato, Andersson si è ripetuto alla grande nel derby bernese alla Postfinance Arena, dapprima costruendo l’azione per il primo gol dei seeländer, e poi trovando di persona il gol vincente a poco più di tre minuti dal termine che ha rimesso in discussione tutto quanto nella zona in cui si lotta per la qualifica ai play-in.
Mike Künzle (Zugo): L’ex Bienne è un attaccante poco “pubblicizzato” ma che ricopre un ruolo importantissimo grazie alle sue caratteristiche, risultate preziose anche con la maglia dello Zugo. In una stagione poco brillante dei tori, Künzle sta mantenendo un buon rendimento, e nella scorsa settimana si è distinto come uno degli attaccanti più prolifici sulle tre partite disputate. Un assist in casa contro il Friborgo è stato il la per le altre due sfide contro Bienne e Ambrì Piotta in cui ha messo a segno in entrambi i casi una rete e due assist, timbrando il game winning gol sia contro i seeländer che di fronte ai leventinesi.

Gilles Senn (Ambrì Piotta): Già prima della pausa olimpica aveva vissuto un momento in cui la gerarchia interna lo vedeva chiaramente alle spalle di Philip Wüthrich, basti pensare che ha giocato solamente sei delle ultime 15 partite (una vittoria), e che dal 1 novembre ad oggi ha portato la squadra a soli due successi. La tendenza non si è invertita con la sua prima presenza con Tapola in panchina, visto che Senn contro il Davos ha vissuto una serata difficile, regalando il pesantissimo 1-3 con un’uscita sbagliata e risultando insicuro in molteplici occasioni. Con Wüthrich che invece è stato il migliore dei suoi il giorno successivo a Zugo, per Senn rischia di prospettarsi un finale di stagione in panchina.
Brian Zanetti (Lugano): Verso il postseason escono le gerarchie nelle squadre che ambiscono a qualcosa di importante e nel Lugano si è sentito il peso di alcune assenze, soprattutto in difesa. Brian Zanetti in queste ultime giornate non ha ancora saputo approfittare del maggior ghiaccio a disposizione, commettendo qualche errore di troppo sia sotto pressione che a spazio libero, mostrando quali sono i prossimi passi da fare. Qualche incertezza contro il Bienne era già un campanello d’allarme, gli errori pesanti nella sfida contro il Losanna – come in occasione dello 0-2 – confermano che l’ex Langnau deve ancora crescere.
Jesse Zgraggen (Ambrì Piotta): Il weekend ha messo nuovamente in chiaro risalto alcune debolezze dell’Ambrì Piotta, che pur avendo mostrato qualcosina di meglio in termini di organizzazione, non ha potuto fare nulla per compensare l’evidente divario tecnico con gli avversari. Zgraggen è stato tra i giocatori ad avere le maggiori difficoltà contro Davos e Zugo, venendo spesso messo in imbarazzo dalla velocità avversaria, oppure cercando delle chiusure con dei tempi totalmente sbagliati. Non è ovviamente stato il solo ad aver vissuto dei momenti di tilt, ma il bilancio di -4 nel weekend (e -8 nelle ultime sei) è la conferma che è stato uno dei leventinesi in maggiori difficoltà.
Jimmy Vesey (Ginevra): La pausa non sembra aver permesso all’americano di ritrovare le sensazioni migliori, con Vesey che ha sostanzialmente ripreso da dove aveva lasciato, ovvero con un gioco poco efficace in entrambe le zone della pista. Con la sua ultima rete arrivata quasi due mesi fa – era il 6 gennaio, a cui hanno fatto seguito 11 partite senza gol – l’attaccante ha chiuso la passata settimana con un bilancio di -5, dando indicazioni poco incoraggianti allo staff dopo la riformazione della linea con Jooris e Praplan.
Miro Aaltonen (Berna): Il Berna è in difficoltà in questo rush finale, e sta rischiando di venire risucchiato fuori dalla zona play-in. A mancare sono le prestazioni di alcuni suoi leader, su tutti un Miro Aaltonen che con la maglia degli orsi non ha mai trovato il feeling giusto. Nelle ultime otto partite il finlandese non ha trovato la via della rete, ha tirato in porta solamente quattro dischi nelle tre partite della scorsa settimana trovandosi impantanato in diversi errori banali nel derby contro il Bienne. A Berna solo raramente si è visto l’Aaltonen che sapeva trascinare il Kloten nelle scorse stagioni.
Drake Caggiula (Losanna): L’attaccante del Losanna non sta vivendo un momento particolarmente brillante, dato che la sua ultima rete in campionato risale ormai al 22 dicembre, ben quindici partite fa. Nel frattempo il canadese ha messo a referto solo tre assist, distinguendosi soprattutto per gli sprechi davanti ai portieri avversari, anche di occasioni clamorose. A Lugano si è distinto semplicemente per un’occasione in break e per le continue provocazioni – mai raccolte – verso i bianconeri, e in generale come un giocatore un po’ fuori dagli schemi di un Losanna tornato a macinare come ai tempi migliori.


