
(Andrea Branca | HSHS)
MILANO – È stata una gioia immensa quella che ci sono guadagnate le giocatrici svizzere, che con una grande prestazione hanno conquistato la medaglia di bronzo battendo la Svezia.
“Quando ho visto che Alina aveva segnato, mi sono alzata immediatamente dalla panchina e ho iniziato a piangere e correre verso di lei. Ma non ricordo bene cosa è successo. Tutte abbiamo iniziato a saltare e festeggiare, è stato pazzesco”, ha raccontato la ticinese Nicole Vallario.
Le giocatrici svizzere si sono guadagnate questa soddisfazione, dopo aver mostrato grande convinzione su tutto l’arco del torneo. “Ci abbiamo creduto sin dal principio – ha confermato la 24enne – e non abbiamo mai nascosto le nostre ambizioni, nemmeno ai media. Sapevamo che era un traguardo raggiungibile, e ce l’abbiamo fatta. Tutto ha funzionato, siamo davvero felicissime per questo finale di olimpiade”.
Pazzesco anche vivere l’episodio decisivo con il gol di Alina Müller, che come 12 anni fa a Sochi ha trovato la giocata che è valsa la medaglia d’oro. “Lei è incredibile, davvero la migliore”, ha proseguito Nicole Vallario. “È una grandissima persona e giocatrice. Una vera leader, che ci ha trascinato per tanto tempo. Sono davvero felice che abbia ottenuto lei questo gol. Ogni giorno per noi ragazze è un’ispirazione ad essere la miglior versione di noi stesse”.
Un successo del genere sul più grande palconscenico internazionale esistente potrebbe avere un significato che andrà oltre la medaglia, con magari altre ragazze che seguiranno l’esempio della Vallario e tenteranno l’avventura oltre oceano in PWHL. “Spero che in futuro vedremo più giocatrici svizzere in Nordamerica. Penso che giocare in quella lega mi stia aiutando molto, ci ho passato solo tre mesi ma ho già imparato davvero molto. Se altre faranno lo stesso, potremo solo crescere”.


