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Ambrì Piotta

5 spunti dalle partite del weekend di Ambrì Piotta e Lugano

Dopo ogni weekend di campionato HSHS vi proporrà una rubrica “semiseria” dedicata agli ultimi impegni di Ambrì Piotta e Lugano, da cui abbiamo tratto una serie di spunti che vi lasciamo di seguito.

Verranno selezionati cinque episodi o fatti interessanti che hanno caratterizzato i match delle squadre ticinesi, a volte con l’obiettivo di analizzare quando successo sul ghiaccio, altri semplicemente per strapparvi un sorriso!


spuntiambri

uno DA SETTEMBRE, ALLA CACCIA DEL DRAGO
Saranno in tantissimi a rimpiangerlo da settembre, Daniele Grassi. Il 23enne è uno di quelli che ci ha sempre messo il cuore, e l’ottimo bottino di 12 gol rappresenta per lui la ciliegina sulla torta di una stagione ad alto livello. Segnando contro il Losanna, Grassi ha ottenuto in carriera almeno un gol contro tutte le squadre di NLA, tranne il Friborgo! Per completare la “collezione” dovrà però aspettare di vestire la maglia dei Flyers, con cui potrà finalmente andare alla caccia di quel drago che gli è sempre sfuggito… Ma cercherà anche di segnare contro l’altra squadra che non ha mai perforato: il suo Ambrì Piotta.

due SPREZZANTI DEL PERICOLO
Quando, nella mattinata di sabato, la neve cadeva copiosa su tutto il Ticino e non accennava a fermarsi, in molti si aspettavano il rinvio della sfida tra Ambrì Piotta e Losanna, sia per le grandi difficoltà che giocatori e tifosi avrebbero incontrato nel raggiungere la Valascia, sia per l’ubicazione della pista stessa, in zona rossa valangaria. Non è però bastato un allarme valanga “grado 4” per convincere la Lega a spostare il match – ad esempio a giovedì – ed i vertici dell’hockey svizzero hanno imposto all’Ambrì di giocare comunque. Sicuramente non il massimo a livello economico, visto che gli spettatori presenti erano appena 2’280… Ma se l’attuale Valascia dovrà essere smantellata proprio perchè in una zona rossa, perchè chiudere entrambi gli occhi in situazioni del genere?

tre DALL’INFERNO AL PARADISO, SEMPRE IN EQUILIBRIO
Dopo la sciagurata prestazione di Bienne, la situazione non sembrava promettere nulla di buono in visto di sabato sera, con una sconfitta contro il Losanna e la contemporanea vittoria del Langnau che avrebbe risucchiato l’Ambrì in una situazione delicatissima. Dopo la tempesta – almeno metaforicamente – è però ritornato il sole per i biancoblù, che battendo i vodesi si sono portati ad un solo passo dalla salvezza. Occhio a non distrarsi però, perchè si fa presto a cadere dalle nuvole!

quattro BASTA TUFFI, NON È ANCORA TEMPO DI VACANZE!
Avrà pensato di essere già in vacanza il portiere dell’Ambrì, Sandro Zurkirchen, autore sabato di un tuffo degno delle più spettacolari gare di Acapulco, che ha favorito l’unica rete della serata di sabato messa a segno dal Losanna. Autore di una buona prestazione, il cerbero leventinese in quell’occasione ha fatto una mossa avventata, che fortunatamente non ha avuto alcuna conseguenza concreta. Ancora un po’ di pazienza Sandro, per i tuffi veri ci sarà tempo durante l’estate!

cinque SCONFITTI, SENZA RIBELLARSI TROPPO
Battuto per 3-1 alla Valascia, il Losanna non è perso troppo convinto nella serata di sabato. Partiti sin dal primo minuto con Caminada tra i pali al posto del titolare Cristobal Huet, i vodesi hanno assunto un atteggiamento non troppo battagliero in diverse occasioni della partita. Ha infatti colpito la passività di Ehlers nel finale, che non ha nemmeno cercato di richiamare il proprio portiere in panchina per giostrare a sei uomini e tentare un ultimo assalto!


spuntilugano

uno IL KILLER CHE NON TI ASPETTI
Alla fine la sfortuna ha colpito Lorenz Kienzle, uscito con un dito fratturato dalla Resega dopo gara 2 dei quarti di finale. Non prima però di aver lasciato il segno decisivo per la vittoria dei bianconeri valsa il 2-0 nella serie in favore degli uomini di Shedden. Al minuto 52 il difensore futuro burgundo si è lanciato fuori dalla panchina dei penalizzati, venendo atterrato da Schlumpf davanti a Stephan, facendo decretare all’arbitro il rigore. Ci ha provato Shedden a farlo tirare a Klasen, ma per l’arbitro non c’era nulla da fare, doveva tirarlo Kienzle. Soli 8’ al termine, un vantaggio di una rete, un rigore che può essere decisivo in una gara di playoff contro Stephan e con tutta la Resega che ti sbuffa sul collo: per il numero 16 il compito sembrava veramente difficile. Le mani però, anche se non magiche come quelle di Klasen, non hanno tremato, lo hanno fatto pochi secondi dopo i muri della Resega, quando il disco alle spalle di Stephan è valso il 4-2 che ha steso i tori. Un momento di quelli da ricordare e raccontare in futuro.

due IN FONDO È UN BRAVO RAGAZZO
Le scazzottate in cui si era esibito Maxim Lapierre nelle ultime giornate di regular season avevano fatto parecchio discutere sulla “calma” mentale dell’attaccante canadese del Lugano, ma alla fine tutti si stanno ricredendo. Quelle risse cercate con Giroux e Zgraggen al derby avevano dei compiti: lanciare i famosi messaggi allo Zugo e probabilmente tastare il polso degli arbitraggi in Svizzera, per vedere fino a dove il numero 25 poteva spingersi. Poi, come sono iniziati i playoff contro lo Zugo, Lapierre si è trasformato in pura efficienza, senza nemmeno prendere una sola penalità minore nelle prime due gare dei quarti, risultando duro ma parecchio pulito nei suoi interventi. Una percentuale agli ingaggi pazzesca, lavoro nello slot a quantità industriale, tiri bloccati, provocazioni e trash talking. Se lo si osserva quando è in panchina lo si vedrà mandare sorrisi beffardi e saluti provocatori agli avversari, con quella sua faccia da schiaffi che è tutta un programma. Per chi ama i playoff e riesce a vedere queste cose dentro la partita, Maxim Lapierre è spettacolo puro

tre CON IL CUGINO PIÙ GRANDE È UN’ALTRA COSA
Negli scorsi playoff Klasen e Pettersson vagavano al largo dalla porta avversaria, faticavano a pungere e le puntate offensive risultavano millesimate. In questa stagione però è stato chiamato dalla Russia Tony Martensson, che avrebbe dovuto far valere la sua esperienza e il suo mestiere in favore delle due punte di diamante bianconere. Il numero 9, dopo una stagione regolare in crescendo ha disputato due ottime prime partite dei quarti, soprattutto quella della Resega, mettendo a disposizione la sua calma, l’intelligenza e il sacrificio nel recupero dei dischi per le scorribande dei due fenomeni. I risultati si sono visti subito, con la doppietta del buon Tony dopo la preparazione dapprima di KlasenBlaser lo sta ancora cercando – e di Pettersson, e così sia il topscorer che il numero 71 hanno potuto aprire il gas e far vedere che anche loro nei playoff sanno alzare la voce.

quattro NON DITE CHE NON FA NULLA!
A volte vien da pensare erroneamente che il portiere nell’hockey si stanchi meno dei giocatori di movimento. Niente di vero, soprattutto nei playoff. Chiedete per esempio a Elvis Merzlikins, che in gara 1 alla Bossard Arena ha tenuto in piedi il Lugano per 80 minuti di gioco e i rigori. Alla fine del match avremmo voluto intervistare proprio il portiere bianconero per chiedergli delle impressioni sulla prima vittoria del Lugano a Zugo, ma ci è stato riferito che il povero Elvis era distrutto e aveva assoluto bisogno di riprendersi. Un riposo assolutamente meritato, vista la prestazione da 50 e oltre tiri parati.

cinque LA GUERRA INTERNA DEI CASCHI GIALLI
Pierre-Marc Bouchard contro Linus Klasen. Zugo contro Lugano è anche questo, una sfida tra attacchi fenomenali guidati da due tra i più talentuosi giocatori presenti in Svizzera e pure su suolo europeo. Il topscorer e MVP della regular season in questi playoff non è ancora riuscito a lasciare il segno come vorrebbe, e nonostante un minutaggio altissimo di gioco non riesce a guidare la sua squadra come faceva prima del postseason. Linus Klasen invece ci ha messo una 70’ di minuti per ingranare e dopo quell’incredibile occasione mancata nell’overtime, ha deciso gara 1 con due suoi splendidi rigori. Tornato alla Resega, ha fatto girare la testa a Blaser per l’azione del pareggio di Martensson e ha regalato diversi spunti pericolosi anche in power play. Per intanto il Lugano è avanti 2-0, e non è un caso se pure Bouchard è rimasto indietro rispetto al suo diretto avversario.

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