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Ambrì Piotta

Una sconfitta per chiudere il preseason, l’Ambrì sa che il lavoro è ancora molto

Jeff Taffe segna la prima rete in biancoblù, ma un Bienne infarcito di giovani riesce ad avere la meglio. L’Ambrì si esprime bene solo a tratti, ancora tanti gli errori evitabile

Una sconfitta per chiudere il preseason, l’Ambrì sa che il lavoro è ancora molto

AMBRÌ – BIENNE

3-5

(1-2, 1-1, 1-2)

Reti: 11’40 Taffe (Lauper, Collenberg) 1-0, 13’23 Fuchs (Baud) 1-1, 18’55 Pedretti (Pouliot) 1-2, 22’21 Schmutz (Jecker) 1-3, 27’36 Jelovac (Chiriaev) 2-3, 41’43 Schmutz (Fey, Kreis) 2-4, 46’33 D’Agostini (Plastino) 3-4, 56’48 Sutter (Wetzel, Matthys) 3-5

Note: Bellinzona, 1’278 spettatori. Arbitri Boverio, Stricker; Ambrosetti, Küng
Penalità: Ambrì 7×2′, Bienne 9×2′

BELLINZONA – L’Ambrì Piotta di Luca Cereda ha chiuso il cerchio del preseason sabato sera a Bellinzona, incassando un 5-3 da un Bienne rimaneggiato che ha ben evidenziato le aree in cui i biancoblù sono ancora chiamati a migliorare prima di poter rendere davvero efficace il loro gioco.

Che la macchina biancoblù non abbia le pretese di essere perfetta è chiaro a tutti, ma è altrettanto evidente che il gruppo leventinese può eseguire i dettami del suo coach in maniera più veloce e precisa rispetto a quanto mostrato in questa ultima uscita, giocata tra alti e bassi.

D’altronde il coach biancoblù aveva già ammonito chi si attendeva una metamorfosi immediata. I cambiamenti portati nel sistema di gioco sono radicali e le otto partite di preparazione disputate non sono abbastanza per rendere naturali tutti quegli automatismi necessari per giocare “l’hockey dei Rockets”, fatto di veloci ripartenze, un forecheck asfissiante ed un attacco dritto sulla porta avversaria.

Insomma, quanto mostrato sinora dall’Ambrì Piotta non è sicuramente abbastanza, ma è chiaro che il gruppo ha bisogno ancora di tempo per progredire e trovare una certa stabilità. Quella di Bellinzona era infatti la prima partita (!) in cui i biancoblù hanno potuto schierare tutti i loro quattro stranieri, e solamente la terza che ha visto in pista sia Emmerton che Taffe, elementi fondamentali per la struttura del lineup.

Sul fronte straniero, se da un lato Emmerton e D’Agostini stanno dando ciò che ci si poteva attendere, bisognerà aspettare il banco di prova del campionato per decifrare sul serio Taffe e Plastino, il primo ancora un po’ lento ma supportato da una buona visione di gioco, mentre il secondo nell’occasione ha invero commesso qualche errore di troppo.

Le prime partite della stagione daranno però importanti indicazioni in senso lato, visto che il Bienne – unico avversario di NLA nel preseason biancoblù – si è presentato a Bellinzona con una formazione priva di nove giocatori, tra cui il portiere Hiller, gli stranieri Earl e Rajala, ed alcuni elementi importanti come Forster e Hachler. Per sostituirli McNamara ha mandato in pista una squadra infarcita di giovani, che contava quattro elementi classe 2000 e un 1998.

Anche alla luce di questo, hanno fatto suonare un campanello d’allarme alcuni errori pagati caro dai leventinesi, come ad esempio quelli in occasione delle reti di Fuchs oppure Pedretti dopo azione di Pouliot, circostanze queste che hanno visto un bernese infilarsi nella difesa biancoblù con troppa facilità. Sulla quarta rete è stato invece Fora a perdere malamente un puck in uscita dal terzo, uno dei tanti errori evitabili commessi dall’Ambrì. Nulla di incorreggibile, ma ci vorrà del tempo.

Sul fronte offensivo le occasioni più pericolose i biancoblù le hanno create in superiorità numerica, opportunità a cui si sono aggiunte alcune fasi di buona pressione nel secondo e terzo tempo. Ad aprire le marcature è stato Jeff Taffe con la sua prima rete in biancoblù, mentre le altre segnature locali hanno portato le firme di Jelovac (tiro nel traffico) e D’Agostini (“classica” sua botta dalla media distanza in powerplay).

Complessivamente chi si aspettava di vedere un Ambrì Piotta oliato a puntino e pronto a presentarsi a pieno regime alla Resega ha dovuto ricredersi, ma questo non è mai stato nel ruolino di marcia dello staff tecnico. Su per giù i leventinesi sono dove credevano di essere a questo punto della preparazione, ma ora il lavoro continua… E come ha dimostrato la partita di sabato, da migliorare c’è ancora parecchio.

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