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Mondiali 2019

Un paio di distrazioni tradiscono la Svizzera in un grande match

I rossocrociati disputano una partita di altissimo livello e ci mettono grande determinazione ma gli svedesi non perdonano il minimo errore

Un paio di distrazioni tradiscono la Svizzera in un grande match

SVEZIA – SVIZZERA

4-3

(1-1, 2-1, 1-1)

Reti: 4’09 Andrighetto (Haas) 0-1, 18’44 Wennberg (Klingberg) 1-1, 25’20 Nylander (Hörnqvist, Larsson) 2-1, 27’58 Genazzi (Josi) 2-2, 28’28 Gustafsson (Nylander) 3-2, 50’27 Haas (Scherwey, Bertschy) 3-3, 51’47 Ekman-Larsson (Nylander, Wennberg) 4-3

Note: Bratislava, 9’085 spettatori. Arbitri: Gouin, Nikolic; Jensen, Ondracek
Penalità: Svezia 6×2′, Svizzera 3×2′

BRATISLAVA – Fino all’ultima sirena la Svizzera ci ha provato e ci ha creduto, a ragione oltretutto vista la prestazione di altissimo livello che i rossocrociati sono stati capaci di mettere in pista sotto la spinta di migliaia di tifosi accorsi a Bratislava.

C’era forse un po’ di timore – forse nemmeno così tanto – che dopo quattro partite “facili” al primo avversario di livello top si potessero incontrare delle difficoltà iniziali. Invece no, gli elvetici hanno dimostrato soprattutto a livello mentale (ma non poco su quello tecnico) di aver fatto un grosso e ulteriore passo avanti, giocando contro la Svezia senza alcun timore di sorta e rispondendo a tono sul piano del gioco e del ritmo.

La rete di Andrighetto che ha aperto il risultato dopo una grande uscita dal terzo con assist a seguire di Haas ha fatto capire a tutti una cosa, che la Svizzera era lì per vincere, senza se e senza ma, nonostante poi la Svezia abbia saputo trovare il pareggio.

E a partire dal secondo periodo Josi e compagni hanno anche voluto imporre il proprio gioco, fatto di uscite rapide dal terzo e inserimenti nello slot per puntare dritti su un Lundqvist non sempre molto sicuro ma molto ben protetto dai suoi compagni.

Purtroppo, il miglior tempo giocato dalla Svizzera è coinciso con quello in cui la Svezia ha saputo ribaltare il risultato, con due reti su altrettante distrazioni dei rossocrociati, prima con Diaz e poi con Weber, i quali si sono persi in marcatura uno Nylander e l’altro Gustafsson, il tutto con in mezzo il momentaneo 2-2 di Genazzi.

Spinti da una Ondrej Nepela Arena vestita quasi totalmente di rossocrociato e da un grandissimo tifo che ha fatto sembrare la pista di Bratislava in territorio svizzero, i ragazzi di Fischer hanno lavorato con pazienza nel terzo conclusivo, arrivando al nuovo pareggio grazie ad Haas.

Ancora una volta però questo risultato è durato poco, con Hischier (piuttosto in ombra) e Fiala a farsi portare via un po’ ingenuamente sul tipico schema di ripartenza svedese, lasciando Ekman-Larsson tutto libero di aggiungersi all’attacco tagliando completamente fuori la difesa svizzera, polsino preciso e 4-3 definitivo.

A nulla è valso l’assalto finale, se non per far sobbalzare dalle sedie le migliaia di tifosi svizzeri per un paio di occasioni, alla fine la Svezia rimane maledetta.

Fa male sicuramente il risultato, ma la Svizzera ha dimostrato di essere ancora la Svizzera cresciuta negli ultimi anni, anzi, forse ancora più consapevole e più forte mentalmente e caratterialmente.

Gli elvetici hanno fatto gioco pari alla Svezia, pagando però a grandissimo prezzo due distrazioni e una sbandata in contropiede ma, se si guarda alla prestazione, c’è da essere sicuri che questa squadra se la giocherà con chiunque.

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Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa di articoli e interviste relative all’HC Lugano e ai Ticino Rockets, con un occhio verso l’hockey europeo.

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