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Coppa Spengler

Seconda sconfitta filata per il Davos, battuto dal Team Canada

TEAM CANADA – DAVOS

2-0

(0-0, 2-0, 0-0)

Reti: 25’35 Giroux (Lombardi, Cundari) 1-0, 31’27 DiDomenico (Pyatt) 2-0

Note: Vaillant Arena, 6’300 spettatori (tutto esaurito). Arbitri Kimmerli, Vinnerborg; Kovacs, Tscherrig
Penalità: Team Canada 3×2′, Davos 2×2′

DAVOS – La scoppola subita contro i russi dell’Avtomobilist ha deluso parecchio i tifosi grigionesi, e quale maniera migliore (o peggiore, a seconda dei punti di vista) per cercare di rifarsi se non quella di affrontare gli eterni rivali del Team Canada?

La grande classica della Spengler ha visto alcuni cambiamenti nelle formazioni, in particolare Del Curto ha deciso un po’ a sorpresa di lasciare fuori i fratelli Wieser e Walser, oltre a Jörg e Paschoud. Cambiamenti da parte anche di Boucher, che ha lasciato a riposo Clark e Foucault e facendo partire come portiere titolare Glass al posto di MacIntyre.

Chiamato abbastanza presto in causa, Glass ha subito risposto presente agli attacchi dei grigionesi, che ben presto si sono spenti di fronte ai più grintosi e compatti canadesi. Un primo tempo abbastanza equilibrato, ma con le migliori occasioni in favore di Giroux e compagni non è bastato a riportare i gialloblù sulla retta via, perché già nel periodo centrale Del Curto ha dovuto chiamare un time out.

A quel punto Giroux e DiDomenico avevano portato lo score sul 2-0, e il Team Canada spadroneggiava in pista, sfruttando i numerosi errori del Davos in fase di uscita dal terzo. Per Ambühl e banda non è andata di certo meglio sul fronte d’attacco, dato che i tiri rintuzzati dal cerbero della Dinamo Minsk sono stati solo 3 in tutto il periodo centrale.

Pochi i miglioramenti rispetto alla brutta sconfitta contro l’Avtomobilist, e nella seconda pausa Del Curto ha fatto di sicuro tremare i muri degli spogliatoi, anche se la mossa non ha sortito il benché minimo effetto. Troppo compatti i canadesi, troppa differenza tecnica sui quattro blocchi, e poche idee grigionesi a fronte di quelle molto in chiaro di Conacher e soci.

Solo Genoni è stato all’altezza della situazione, spesso in balia degli eventi ma capace di sfoderare qualche big save che ha tenuto in partita – puramente dal lato numerico – i sui compagni, disarmati e disarmanti. Ben 7 reti subite in 2 partite e una sola segnata, 19 tiri parati da Genoni nel solo secondo periodo contro il Team Canada contro i 3 rintuzzati da Glass. Numeri che la dicono lunga sullo stato di forma attuale del Davos nel suo torneo.

L’impressione è che questa squadra non sia sufficientemente attrezzata per giocarsi anche la Spengler fino in fondo, con molti infortuni, giovani che devono mantenere il ritmo su tre competizioni e dei rinforzi – Moss e Picard, perché Koistinen almeno il compitino lo esegue – assolutamente nulli e incomprensibili.

Il Davos ora è atteso al difficile impegno del quarto di finale contro i finnici, quello Jokerit che contro il Lugano ha dimostrato di essere di una gran pasta. Arno deve fare una delle sue magie, altrimenti saranno dolori e delusioni.

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Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa di articoli e interviste relative all’HC Lugano e ai Ticino Rockets, con un occhio verso l’hockey europeo.

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