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Ambrì Piotta

Sconfitti ma promettenti, l’Ambrì non sfigura nel KO di Davos

DAVOS – AMBRÌ

3-1

(1-0, 2-2, 0-0)

Reti: 10’51 Paschoud (Corvi) 1-0, 25’10 Spylo (Dino Wieser) 2-0, 25’52 Lauper (Hall) 2-1, 31’54 Berthon (D’Agostini) 2-2, 39’31 Marc Wieser (Forster, Heldner) 3-2

Note: Vaillant Arena, 5’694 spettatori. Arbitri Staudenmann, Stricker; Abegglen, Progin
Penalità: Davos 1×2′, Ambrì 2×2′

DAVOS – La prima sconfitta dell’era Dwyer sulla panchina dell’Ambrì Piotta ha avuto un sapore decisamente diverso rispetto al passato, perchè due buone prestazioni nel primo weekend agli ordini del nuovo coach ed un bottino di tre punti rimangono una base interessante per iniziare ad imbastire un lavoro più articolato. Non ci si potevano attendere miracoli, ma i passi avanti mostrati dai biancoblù nel giro di pochi giorni sono di quelli che fanno alzare le sopracciglia e ridimensionare un pochino le preoccupazioni.

L’Ambrì ha infatti disputato una buona partita, in cui ha confermato i progressi fatti in uscita dal terzo ed in generale con una manovra caratterizzata da un certo ordine e struttura, basata su concetti tanto basilari quanto fondamentali. Decisamente meno panico rispetto al passato, insomma, tendenza questa che si è tradotta in pochi dischi gestiti in fretta e furia e la possibilità di osare un pochino di più, grazie ad una ritrovata capacità di alzare la testa e ragionare.

Ne è così nata una partita in cui i leventinesi hanno saputo giocare alla pari del Davos, subendo in alcune circostanze la loro velocità d’esecuzione ed il comparto tecnico sicuramente superiore, ma mai si ha avuto l’impressione che l’Ambrì non fosse in partita.

A far pendere l’ago della bilancia è così bastata una sbavatura, nata da un bel passaggio di Forster dalle retrovie che ha tagliato in due tutta la squadra ospite. Fora e Collenberg non sono riusciti a fermare la progressione di Marc Wieser, che ha insaccato il decisivo 3-2 dopo aver fatto sedere Zurkirchen.

Peccato, perchè la squadra di Dwyer aveva reagito bene al 2-0 firmato del debuttante Spylo – dopo che Paschoud aveva sbloccato il risultato a metà primo tempo – accorciando le distanze grazie a Lauper e a un gol sporco ma fondamentale di Berthon, dopo puck messo in mezzo da D’Agostini. La terza rete locale a soli 29 secondi dal termine del periodo centrale ha un po’ ridimensionato l’agonismo dell’intera partita, tagliando le gambe all’Ambrì ed inducendo i grigionesi a proteggere il vantaggio.

Pesonen e compagni non sono infatti più riusciti a trovare quella carica che aveva contraddistinto un ottimo inizio di partita, anche se nel finale Emmerton, Lauper e Hall sono andati ad un nulla da un pareggio che se ottenuto non avrebbe certo fatto scalpore.

All’Ambrì è però mancata anche un po’ di fortuna, unitamente da un forecheck che con lo svolgersi della partita ha perso un po’ di mordente, impedendo anche di generare quel possesso che spesso e volentieri costringe gli avversari al fallo. Questo è uno degli aspetti centrali su cui Dwyer ha dichiarato di voler lavorare, e proprio alla Vaillant Arena si è visto quanto possa essere determinante.

Complessivamente però l’Ambrì ha giocato un incontro promettente, questo nonostante la presenza di sei difensori di ruolo – Mäenpää era uscito acciaccato dal derby – e dei cambi ai terzetti offensivi, operati anche in corso di match e che hanno visto D’Agostini rientrare nel primo blocco di Emmerton e Pesonen. Il numero 36 questa volta si è ben difeso ed ha regalato anche alcune buone giocate, che si sperano possano venir amplificate dopo la pausa dalla presenza in panchina del nuovo coach.

Buona anche la partita di Zurkirchen, che soprattutto nel secondo tempo è riuscito a non farsi sfuggire la partita di mano e a permettere ai suoi compagni di rimettere tutto in discussione, parando complessivamente 35 tiri.

Addentrarsi in altre conclusioni dopo le prime due prestazioni con Dwyer alla guida sarebbe affrettato, ma perlomeno nel giro di poche ore questo Ambrì Piotta ha dimostrato di non essere poi così scarso, pur ammettendo che una certa differenza in pista è venuta a galla anche domenica. Alcuni problemi cornici della squadra, come la fase di transizione oppure l’entrata nel terzo offensivo, hanno però già evidenziato degli evidenti passi avanti, conseguenza di una maggior fiducia nei propri mezzi ed un clima più disteso in squadra.

La squadra ora avrà il tempo di lavorare con maggior calma e di conoscere meglio il nuovo allenatore e la sua filosofia, ma i segnali sono incoraggianti. La sconfitta nei Grigioni ha matematicamente relegato l’Ambrì Piotta nei playout, ma dopo quanto visto in questo settimana forse questa squadra è davvero pronta a ricominciare. Forse, con l’arrivo dei playout, questo Ambrì sarà davvero pronto a giocare.

fattore2LA CLASSE DI SFRUTTARE UN EPISODIO: L’organico del Davos ha saputo mostrare una velocità di pattinaggio ed esecuzione che non sempre l’Ambrì è stato in grado di contenere, ma complessivamente la differenza tra le due squadre non è poi stata molta.

È però proprio in queste partite che la classe del singolo può fare la differenza, ed infatti la sbavatura in zona neutra sul finale di secondo tempo ai biancoblù è costata l’intera partita.

Passaggio al laser di Forster e killer instinct implacabile di Marc Wieser, anche se la coppia difensiva leventinese poteva fare meglio. Azione da rivedere, prendendo appunti per il futuro

highlights

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all’Università della Svizzera italiana.

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