Social Media HSHS

Lugano

Natale amaro per il Lugano, i Lions infliggono la terza sconfitta filata

ZSC LIONS – LUGANO

4-2

(1-1, 0-0, 3-1)

Reti: 8’02 Gardner (Wilson, Hofmann) 0-1, 15’39 Chris Baltisberger (Geering, Rundblad) 1-1, 45’03 Rundblad 2-1, 47’31 Pestoni (Trachsler, Nilsson) 3-1, 54’41 Bürgler (Klasen, Furrer) 3-2, 59’34 Suter (Phil Baltisberger, Blindenbacher) 4-2

Note: Hallenstadion, 10’392 spettatori. Arbitri Eichmann, Hebeisen; Obwegeser, Wüst
Penalità: ZSC Lions 3×2′ + 1xrigore (Seger), Lugano 4×2′

ZURIGO – È successo proprio quello che ci si augurava non accadesse, e quello che prima della settimana di pausa per la Nazionale non si credeva potesse ripetersi. Con la sconfitta dell’Hallenstadion (a livello di gioco molto più netta di quanto il risultato non faccia trapelare) il Lugano fa degli auguri amari per Natale e si prepara ad affrontare la Coppa Spengler con tre sconfitte filate sul groppone, di cui due piuttosto pesanti ai fini della classifica.


(© Berend Stettler)

Dopo l’incredibile sconfitta patita la sera prima alla Resega da parte del Losanna, avendo sprecato di tutto e di più sul vantaggio di 3-1, i bianconeri si sono presentati alla scomoda trasferta di Zurigo con il rientrante Zackrisson al posto dell’impalpabile Lapierre e con Manzato un po’ a sorpresa tra pali. Trasferta scomoda intesa come appuntamento appena prima delle feste, in una situazione che il Lugano avrebbe fatto decisamente a meno di dover attraversare di nuovo.

E dire che le cose sembravano essere partite nella giusta maniera per i bianconeri, passati in vantaggio con Gardner in power play nel primo tempo e piuttosto accorti in difesa, capaci di chiudere il primo tempo sul risultato parziale di 1-1, frutto della sesta rete stagionale del numero 51 e del pareggio di Chris Baltisberger in situazione di penalità differita.

Purtroppo quel discreto primo tempo è stato solo fine a se stesso, dato che dal periodo centrale in avanti è sceso in pista un ben altro ZSC. Gli uomini di Walsson hanno cominciato ad operare in velocità, prendendo pieno possesso della zona neutra con un forecheck molto alto e installandosi praticamente in maniera continua nel terzo di difesa bianconero, mettendo sotto pressione Chiesa e compagni senza troppe possibilità di respiro.


(© Berend Stettler)

Solo un errore di Marti ha permesso a Walker di involarsi tutto solo verso Schlegel e conquistarsi un rigore poco dopo metà partita, ma il portiere di casa ha avuto la meglio sul numero 91 del Lugano. Questa occasione e solo un paio di altre sull’asse ZackrissonBürgler hanno permesso ai bianconeri di rendersi pericolosi ma, nonostante il risultato sia arrivato sempre sull’1-1 anche alla seconda sirena, le forze in campo dicevano ben altro.

Sul ghiaccio si sono viste due squadre completamente diverse, con i Lions padroni assoluti del gioco, capaci di muoversi in velocità ad occhi chiusi e di produrre occasioni a getto continuo con quattro blocchi, mentre il Lugano si è chiuso sempre più cercando sterili ripartenze.

C’è una certa differenza di potenziale tra le due squadre ma vedere il Lugano, che aldilà di tutto ha possibilità tecniche decisamente alte, esprimersi su livelli così bassi e soprattutto incapace di essere propositivo quel minimo per contrastare lo ZSC si fa piuttosto preoccupante.

Una squadra come il Lugano non può assolutamente permettersi di semplicemente essere in pista, con il potenziale a disposizione è impensabile che gli avversari abbiano così vita facile contro i bianconeri.


(© Berend Stettler)

Il Lugano attualmente è una squadra che può raggiunger buoni risultati solo se tutto va alla perfezione e le motivazioni del gruppo sono ai massimi livelli, se manca una di queste componenti, tutto va a catafascio. I bianconeri dagli scorsi playoff ad oggi si sono persi qualcosa per strada, il carattere, la voglia di sacrificarsi e di applicarsi, ma anche lo staff tecnico non sembra aver avuto in mano la situazione per più di qualche partita.

Non può bastare la semplice spiegazione del gap tecnico presente tra i bianconeri e le squadre di vertice come Berna e ZSC Lions, perché il Lugano vale molto di più della squadra con la peggior difesa del campionato e che va a perdere 14 volte in trasferta. Fosse così facile probabilmente si sarebbe già intervenuti con quei ritocchi che molti auspicano ancor di più oggi, ma è difficile credere che basti questo se non come il classico placebo.

Qualcuno oggi spera nell’effetto Spengler, ma la verità è che la scorsa edizione fu un “upgrade” per una squadra che aveva già trovato i meccanismi necessari, mentre questa volta, a 3/4 di regular season ormai andata, dovrà essere usata per ritrovare serenità e guardarsi in faccia. Di nuovo, purché sia l’ultima volta.

fattore2UNA DIFFERENZA CHE NON DOVREBBE ESSERCI: Sia chiaro, a roster completi i Lions sono con il Berna la squadra più forte del campionato, ma il Lugano non dovrebbe essere molto sotto.

O almeno non dovrebbero esserci tali differenze di gioco e potenza offensiva come la sfida dell’Hallenstadion ha detto. Il risultato di 4-2 non inganni, i bianconeri hanno sofferto per 2/3 dell’incontro, e le reti dei padroni di casa sono giunte con ritardo ma conseguenza logica dello sforzo prodotto.

Il Lugano ha creato le proprie occasioni in power play e solo sporadicamente a ranghi completi, troppo poco per una squadra come quella bianconera e per sperare di farla franca nella tana dei leoni.

galleria

(Clicca le frecce per scorrere le fotografie)

highlights

Click to comment

Altri articoli in Lugano