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Ambrì Piotta

L’Ambrì perde un punto, ma può andare fiero dei due ottenuti

garage

ambri
AMBRÌ – BERNA

4-3

(0-0, 2-1, 1-2; 0-0)

berna
Reti: 20’25 Plüss (Scherwey) 0-1, 28’39 Lauper 1-1, 38’02 Steiner (O’Byrne) 2-1, 46’59 Steiner (Duca) 3-1, 57’21 Gragnani (Ritchie, Holloway) 3-2, 59’59 Ritchie (Plüss) 3-3

Rigori: Giroux, Holloway, Pestoni
Note: Valascia, 6500 spettatori (tutto esaurito). Arbitri Eichmann, Kämpfer; Küng, Zosso
Penalità: Ambrì 6×2′, Berna 6×2′

AMBRÌ – Al termine di una serata intensa, appassionante e con un clima già caldissimo alla Valascia, l’Ambrì Piotta è uscito dal ghiaccio festeggiato dai 6’500 tifosi accorsi per il debutto stagionale dei biancoblù, risultato in una vittoria ai rigori contro un Berna assetato di rivincita.

La squadra di Serge Pelletier si è presentata al debutto stagionale con Zurkirchen tra i pali, con il coach leventinese che ha confermato le linee viste all’opera nelle più recenti amichevoli, pur dovendo apportare qualche correttivo in seguito al recente infortunio di Bianchi. A salvare l’equilibrio della formazione ci ha però pensato il recupero in tempi utili di Grassi, che ha evitato così all’Ambrì di ritrovarsi a corto di un attaccante e di dover ricorrere ad un giovane, come sarebbe potuto essere Trisconi.

Nonostante un assetto oramai collaudato in diverse amichevoli – soprattutto per quanto riguarda le prime due linee – l’Ambrì ha faticato ad entrare in gara, rincorrendo il Berna per buona parte del primo periodo. Gli orsi hanno infatti evidenziato sin dalle prime battute un rimo partita già sostenuto, figlio probabilmente di diversi impegni “seri” in CHL che hanno permesso agli uomini di Boucher di avvantaggiarsi rispetto ai padroni di casa.

Comprensibile dunque come nei primi 20 minuti le occasioni da rete sul fronte biancoblù siano state rare, con il solo Pestoni e qualche spunto di Dostoinov che hanno saputo impensierire Bührer. Ad ergersi a vero protagonista è però stata la sua “nemesi”, ovvero Zurkirchen, capace nelle prime battute di sfoderare alcune strepitose parate che sono quasi valse la partita, dato che se l’Ambrì si fosse ritrovato subito in ritardo di qualche gol, la serata sarebbe stata ben più complicata.

Un primo tempo chiuso sullo 0-0 ha permesso ai leventinesi di prendere le misure dell’avversario, di scrollarsi di dosso “l’impaccio” del debutto e di cominciare poi finalmente a fare il proprio gioco, questo nonostante nel frattempo fosse arrivata la rete dell’1-0 bernese di Plüss, che dopo soli 25 secondi nel periodo centrale ha trafitto Zurkirchen tra i gambali.

Poco male però, dato che l’Ambrì non si è assolutamente scomposto e, anzi, da quel momento ha iniziato la sua vera partita. Con il passare dei minuti si è notato in maniera sempre più evidente quanto questa squadra sia diversa da quella passata, partendo da degli effettivi più fisici che si traducono in gioco più “ruvido” e volto alla lotta su ogni disco.

È così che Adam Hall e Ryan O’Byrne si sono immediatamente fatti valere, sia nelle normali fasi di gioco che nei momenti a gioco fermo, quando i rocciosi bernesi hanno trovato pane per i loro denti, accorgendosi velocemente che questo è un Ambrì che i piedi in testa non se li fa mettere tanto facilmente.

In generale, però, l’intera squadra ha avuto un approccio più duro e compatto nei confronti dell’avversario, reso necessario anche da alcuni interventi – leggasi le due cariche su Pestoni, ad inizio e fine partita – che necessitavano di una risposta immediata sulla stessa lunghezza d’onda.

Una volta trovata la confidenza, l’Ambrì è poi riuscito anche a mettere in mostra la tecnica dei suoi giocatori migliori, con un Pestoni in grande spolvero, uno Steiner in “formato settembrino” ed un Dostoinov che ha confermato le ottime impressioni delle amichevoli. Il pareggio è però arrivato da un altro nuovo acquisto, Adrien Lauper che, valutando bene un rimbalzo a centro pista, si è involtato tutto solo verso Bührer e lo ha fatto secco con un tiro preciso.

Da quel momento l’Ambrì si è nuovamente confermata una squadra che vive e si nutre di emozioni, aggiungendo tasselli dopo tasselli al suo gioco sfruttando il momentum favorevole venutosi a creare. Meritatissimo dunque il 2-1 a firma Daniel Steiner, autore di una bella azione personale che poco dopo Giroux ha cercato di imitare con uno spettacolare spin-o-rama, ma il suo disco era finito in fondo al sacco entrando di lato, in un attimo in cui la porta era fuori dai cardini.

Superato un primo tempo affannoso ed un periodo centrale dominato a fiammate, i ragazzi di Pelletier hanno creato le perfette premesse per ottenere i 3 punti grazie ancora a Steiner che, sfruttando una bella combinazione con capitan Duca, ha messo la firma sul 3-1 e sulla sua doppietta personale.

Tra le pecche evidenziate dall’Ambrì in questa prima uscita ci sono però da segnalare i troppi falli commessi – diretta conseguenza anche di una conduzione arbitrale non certo brillante – fattore questo che non ha portato ad incassare nessun gol, ma che ha tolto energie importanti ad un gruppo che in boxplay si è comunque comportato bene.

Peccato per conto non aver sfruttato meglio quella superiorità numerica caduta al 54’30, giocata con un po’ di sufficienza e che se invece concretizzata in rete avrebbe definitivamente chiuso la partita. Il Berna ha però avuto il merito di crederci e, dopo aver accorciato con Gragnani, ha incredibilmente trovato il pareggio a soli 8 decimi dalla terza sirena con Kobasew.

Peccato, indubbiamente, ma in queste prime fasi della stagione c’è tutto da imparare, e la giusta attitudine è quella di tratte insegnamento dai propri errori senza che questi finiscano per condizionare il resto dell’incontro. In un overtime in cui sono un po’ saltati gli schemi l’Ambrì è tornato a sfiorare il gol con un indiavolato Steiner, che ha colpito in pieno il palo ad un solo secondo dal 65’. I biancoblù hanno poi raccolto il secondo punto della serata grazie ai rigori messi a segno da Giroux e Pestoni, a cui ha saputo rispondere solamente Holloway.

Tralasciando un primo tempo di transizione e adattamento, l’Ambrì si è reso protagonista di una buona prima partita, nel corso della quale non è riuscito a fare nulla alla perfezione – ma ci saremmo sorpresi del contrario – ma che a tratti ha lasciato intravedere il bel potenziale di questa squadra. Il gioco proposto da Pelletier quest’anno sarà “ruvido” e carico di energia e, da questa prima uscita, il coach pare avere gli uomini giusti per farlo.

Oltre a Pestoni e Steiner, tra i singoli Hall si è fatto apprezzare per la sua presenza fisica e l’utile gioco difensivo e nello slot, anche se appare evidente che alcuni automatismi vanno ancora allenati. Stesso discorso per O’Byrne, solido ed essenziale ma che sicuramente sa dare di più. Buona partita – tra gli altri – anche di Reto Kobach, mandato in pista da Pelletier nelle fasi più calde del match e che ha saputo lottare con il consueto impegno. Ha saputo infine evidenziare una buona visione di gioco e tanto spirito combattivo Aucoin, anche lui alle prime uscite e che troverà via via concretezza.

Se, come si dice, la pratica porta alla perfezione, sabato sera l’Ambrì tornerà immediatamente in pista sul ghiaccio dei campioni in carica degli ZSC Lions, dove li aspetta un test indubbiamente interessante.


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Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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