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Interviste

Ireland: “Lo scorso anno ci ha lasciato tanta fiducia, ma non daremo nulla per scontato”

Il coach guarda alla prossima stagione: “Sappiamo che il lavoro che facciamo a Lugano funziona, ma solo con la giusta etica. In squadra c’è tanta competizione interna e in difesa ora siamo molto più mobili”

LUGANO – Ad un paio di settimane dal debutto in una competizione ufficiale – la prima partita di CHL è in calendario per il 30 agosto – il Lugano ha iniziato finalmente la sua preparazione sul ghiaccio, scendendo in pista agli ordini di coach Greg Ireland e dei suoi due assistenti, Jussi Silander ed il nuovo arrivato Chris Depiero.

“Oggi era la prima uscita ufficiale, ma a dire il vero ci siamo già allenati nella giornata di domenica, ed entrambi gli allenamenti si sono svolti su un ottimo livello”, ci ha spiegato Ireland. “La competitività interna è già molto serrata, e questo permette di mantenere alto il ritmo. Sono soddisfatto… Avevamo presentato la sfida ai giocatori di ritornare con la stessa attitudine ed etica al lavoro dello scorso anno, e sinora lo stanno decisamente facendo. Ora guardiamo al preseason un giorno alla volta, non diamo nulla per scontato e vogliamo migliorare ogni giorno”.

Greg Ireland, quest’anno avrai due assistenti, ci sarà anche Chris Depiero oltre a Jussi Silander…
“Esatto, e per me questo è un grande aiuto, perché credo che avere un paio di mani in più non possa che rendere migliore il nostro staff. Il lavoro di Jussi non cambierà, il suo compito sarà sempre quello di coordinare la difesa e resterà la mia spalla principale in panchina. L’arrivo di Chris porta invece tanta esperienza e conoscenza, ci permetterà di passare più tempo individualmente con gli attaccanti e lavorare su parti specifiche del loro gioco… Lavoreremo assieme sulle sessioni video e ci occuperemo del lavoro agli ingaggi, un’area questa in cui vogliamo sicuramente migliorare. Sostanzialmente alcuni compiti che ero solito affrontare da solo li delegherò in parte a lui, il che ci permetterà di concentrarci maggiormente sullo sviluppo degli attaccanti”.

Hai tre nuovi difensori quest’anno, e tutti avranno un ruolo fondamentale… Che tipo di lavoro è necessario nel preseason per assicurarsi che si integrino bene nel sistema?
“Sicuramente vogliamo fare in modo che si sentano a loro agio il prima possibile, ma nel contempo non vogliamo mettere loro alcuna fretta… Basti vedere quanto successo con Wellinger, che ha alzato il suo livello in maniera importante solamente dopo la pausa olimpica. Non ci aspettiamo che siano dei “superman” dalla prima partita, devono prima unirsi bene al gruppo, e per farlo devono essere a loro agio ed avere fiducia… Questi sono due fattori essenziali, assieme alla consapevolezza di ciò che ci si aspetta da loro e dell’intensità che devono portare sul ghiaccio. Da questi primi allenamenti posso però già dire che mi piace molto la maggiore abilità di pattinare che hanno i nostri difensori… Non eravamo male nemmeno lo scorso anno, ma i ragazzi che sono arrivati portano il nostro reparto ad un livello maggiore”.

Anche sul fronte offensivo hai tante decisioni da prendere… Una di queste è dove impiegare Lapierre, che era stato molto efficace all’ala…
“Se penso a lui, la caratteristica principale che mi viene in mente è la sua versatilità, poi il resto è sostanzialmente il ghiaccio che lo decide. Il fatto di poter inserire Lapierre in diverse posizioni del lineup contribuisce inoltre ad aumentare la competitività interna, così come ad esempio Jörg o Walker che possono giocare a destra oppure sinistra… Abbiamo l’abilità di muovere le nostre pedine in tanti modi diversi, e questa lo scorso anno nei playoff è stata una risorsa fondamentale. Detto ciò, non credo che riuscirò mai ad etichettare Lapierre come “centro” oppure “ala”… Ogni giocatore deve avere l’intelligenza di giocare fuori posizione e l’abilità di leggere il gioco, e lui è un attaccante che sa fare benissimo tutto questo”.

Il finale della passata stagione è stato speciale, nonostante la sconfitta quali sono gli elementi dello scorso campionato che possono fare da base al prossimo?
“Lo scorso anno è finito, oramai è nel passato, ora si ricomincia da capo e ogni giorno è una battaglia. Una cosa che però credo possiamo prendere in eredità è la fiducia che abbiamo in noi stessi, la squadra sa di avere le risorse per superare le avversità… La scorsa stagione ci sono stati dei momenti duri, tra infortuni ed alti e bassi nei risultati, ma grazie al nostro percorso abbiamo capito che alcuni cliché rappresentano effettivamente la base: concentrarsi solo sulla prossima partita, attendersi al sistema, sostenere i compagni. Sappiamo però anche che le nostre avversarie conoscono bene il tipo di gioco che facciamo, dunque dovremo essere sempre pronti. Il lavoro che portiamo avanti a Lugano funziona, ma solamente se si arriva alla pista con la giusta etica al lavoro”.

Per Linus Klasen la prossima sarà una stagione molto importante, dopo le difficoltà di quella precedente… Cosa ti aspetti da lui?
“Linus è indubbiamente un uomo molto orgoglioso, vive per questo sport ed è sempre il primo giocatore ad arrivare alla pista e l’ultimo ad andarsene. Non ho nessuna esitazione nell’affermare che sicuramente vivrà una buona stagione, e questo non solo se andremo a guardare a quanti punti farà, ma anche se soprattutto per l’attitudine che porterà in squadra. Klasen è un giocatore estremamente talentuoso, e quando mette al servizio il suo talento ai compagni e al nostro sistema di gioco, i punti sul tabellino diventano una logica conseguenza”.

Quest’anno tornerete a disputare la CHL… È importante giocare già partite con un significato quasi un mese prima dell’inizio del campionato?
“Sicuramente, è sempre importante tornare ad assaggiare il sapore della vera competizione. Dal nostro punto di vista speriamo di avere l’intera rosa in salute per l’inizio della CHL, così da poter vedere tutti i nostri giocatori scendere in pista in un contesto più significativo delle normali amichevoli. L’intenzione è quella di coinvolgere tutti, anche per evitare di spremere troppo i nostri elementi migliori sin dall’inizio, visto che i campionati non si vincono certo a fine agosto”.

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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