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Il Lugano va in confusione, il Davos ringrazia e passa per 3-2

Prestazione confusa e disordinata dei bianconeri, che pagano con la seconda sconfitta consecutiva in casa. Tanti duelli persi, trascinatori ancora in ombra

Il Lugano va in confusione, il Davos ringrazia e passa per 3-2

LUGANO – DAVOS

2-3

(0-0, 0-0, 0-0)

Reti: 31’53 Chiesa (Jecker) 1-0, 35’19 Marc Wieser (Eggenberger, Baumgartner) 1-1, 37’31 Marc Wieser 1-2, 46’51 Tedenby (Ambühl) 1-3, 58’40 Fazzini (Loeffel) 2-3

Note: Corner Arena, 5’434 spettatori. Arbitri Wiegand, Ströbel; Bürgi, Wolf
Penalità: Lugano 4×2′, Davos 2×2′

LUGANO – Due partite in casa per iniziare il campionato, due sconfitte per “inaugurare” l’era Sami Kapanen. Dopo il Losanna anche il Davos infatti espugna la Cornèr Arena, al termine di una gara tra due contendenti che sembrava se la sbrigassero a chi faceva più errori sul ghiaccio.

Ed effettivamente a vincerla agli errori è stato il Lugano, confermato in toto nella formazione da Kapanen, contro dei grigionesi che sono sembrati pure più brillanti sul piano della preparazione fisica. E se è vero che la parola “pazienza” la deve fare da titolo per questo inizio di stagione, va pur detto che questa sconfitta lascia perlomeno perplessi, anche confrontandola a quanto di discretamente buono i bianconeri avevano mostrato contro il Losanna all’esordio in campionato.

Martedì sera, contro la formazione di Wohlwend, Chiesa e compagni hanno fatto un passo indietro sul piano della concentrazione e della uniformità di idee, mettendo in pista una prestazione a tratti preoccupante.

Salvati dal video sul primo gol del Davos, annullato per bastone alto, i padroni di casa già nel primo tempo avevano mostrato qualche confusione di troppo in materia di costruzione di gioco e contenimento dell’avversario, non tanto sulla temuta velocità dei grigionesi, tanto quanto sul possesso del disco nel terzo bianconero.

I continui “cycling” da parte dei gialloblù per cercare gli spazi nello slot hanno mandato fuori tempo il Lugano innumerevoli volte, lasciando spesso i tiratori avversari da soli davanti a Zurkirchen. Dopo la rete di apertura di capitan Chiesa su un appoggio facile dalla blu sul quale Van Pottelberghe non ha fatto una gran figura, i tifosi della Cornèr Arena speravano che i propri beniamini potessero sbloccarsi e giocare più sciolti, ma come già visto contro il Losanna è avvenuto il contrario.

Dopo l’1-0 il Lugano ha sbandato ancora di più, si è fatto prendere dalla foga e dalla confusione, denotando ancora pericolosi sbandamenti ogni qual volta il Davos – che non si può dire abbia mostrato hockey champagne, aggravante – prendeva possesso del terzo offensivo.

Tanta sofferenza, troppa, causata da un impianto difensivo statico e che ha perso tantissimi duelli individuali (ancora scorie dalla preparazione fisica?) troppo chiuso sul portiere in box play. Ed è proprio lì, con i bianconeri incapaci di liberare il terzo, che il Davos ha girato la partita grazie alla doppietta di Marc Wieser.

Prima un polsino potente allo scadere di un asfissiante power play, poi con un regalo di Sandro Zurkirchen, anche lui in quel momento unitosi ai disastri dei suoi compagni.

Il Lugano non è stato più in grado di reagire, ha mostrato altresì mancanza totale di idee e confusione, ingredienti aggiunti ai numerosi errori individuali – Loeffel e Chorney spesso da mani nei capelli… – che hanno prodotto il risultato finale.

Inutile il forcing negli ultimi minuti dopo l’1-3 di Tedenby, pur “rinfrescato” dal gol della speranza di Fazzini, perché una penalità per cambio scorretto ha rovinato la possibile rimonta, altro segno di una testa che ancora non ha le idee chiare.

I bianconeri hanno sostanzialmente fatto un passo indietro rispetto alla prima uscita, e le prestazioni di alcuni interpreti per ora lasciano perlomeno perplessi, tra uno Spooner molto fuori dal gioco e un Suri “ingarbugliato” con se stesso.

Sami Kapanen aveva dichiarato di non voler fare cambiamenti per evitare di creare confusione, anche se poi l’hanno creata i giocatori stessi. Nell’insidioso prossimo weekend vedremo già dei cambiamenti? Sicuramente c’è da aspettarsi perlomeno tutt’altra concentrazione, in questa maniera il lavoro non paga affatto.


IL PROTAGONISTA

Marc Wieser: La sua doppietta ha girato la sfida proprio nel momento di maggior sbandamento del Lugano e costantemente è stato una spina nel fianco per i bianconeri.

In una partita dominata dal caos era evidente che sarebbero stati gli episodi a decretare il vincitore, i gol del numero 65 sono stati quelli decisivi e alla fine hanno pesato tantissimo sull’economia della partita.


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Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa di articoli e interviste relative all’HC Lugano e ai Ticino Rockets, con un occhio verso l’hockey europeo.

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