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Lugano

Il Lugano non manca l’occasione, Rapperswil battuto 5-1

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LUGANO – L’unica maniera per dimenticare l’inopinata sconfitta contro lo ZSC Lions era quella di tornare immediatamente alla vittoria, così da riprendere quei binari da cui, per un tempo di gioco, i bianconeri sono deragliati.

Affrontare il Rapperswil in casa è sembrata l’occasione giusta, ma sempre senza sottovalutare i sangallesi, che poco o niente hanno da perdere e nelle ultime cinque partite hanno raccolto ben quattro vittorie. Ruolino di marcia pressoché simile a quello bianconero, non fosse altro che la situazione di classifica delle due contendenti è decisamente agli antipodi.

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Per la sfida della Resega, Fischer non ha potuto contare sugli assenti Conne – il quale, secondo la RSI soffrirebbe di mononucleosi – Kparghai, Micflikier, Kostner e Hirschi. Murray è tornato a disposizione, e Metropolit ha potuto riassaporare il gusto del ghiaccio. Oltre a ciò, ancora turn over in porta, dove è tornato Merzlikins.

Di certo i bianconeri hanno avuto voglia di cancellare i brutti ricordi della sfida persa con i Lions e l’inizio gara è stato a dir poco arrembante. Aggressivi, veloci e anche spettacolari con il duo delle meraviglie PetterssonMetropolit, gli uomini di Fischer hanno cavato però ben poco dal buco, trovando una sola rete grazie a Walsky nonostante le numerose occasioni da rete.

E come puntualmente capita, la beffa è dietro l’angolo: in un primo periodo giocato praticamente in apnea, al Rapperswil è bastato un appoggio di Nodari sporcato sulla sua traiettoria da Murray per pareggiare i conti e tenersi a galla.

Il secondo periodo ha visto un Lugano meno brillante, soprattutto dal lato della manovra, perché se le occasioni non sono mancate – particolarmente clamorose quelle di Reuille, Mclean e Ulmer – la fluidità di gioco ha cominciato a singhiozzare. Ma non solo: a tutti è nota la difficoltà del Lugano di esprimersi in power play, ma quei 4’ in doppia superiorità numerica sono stati da mani nei capelli, tanto erano approssimative le trame degli special teams, più volte mescolati da Fischer per cercare altre soluzioni.

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Di sicuro, perlomeno ai tifosi meno pazienti, a qualcuno sarà tornato in mente quell’orribile Lugano – Rapperswil di ottobre, ma stavolta l’impressione è stata che appena si fosse forzato la mano con ordine, la truppa di Eldebrink sarebbe crollata. L’ordine lo ha riportato Simion con una bella deviazione sottoporta su appoggio dell’ottimo Fazzini, regalando l’importantissimo – a livello morale – vantaggio bianconero.

La rete del futuro davosiano ha tranquillizzato Pettersson e compagni, e nel periodo conclusivo, il maggior pattinaggio mostrato per tutto l’incontro ha finalmente fatto cedere i Lakers, che in 3’ hanno visto Dal Pian e lo stesso Pettersson chiudere meritatamente la contesa, prima che Sannitz mettesse i titoli di coda con un pregevole quanto inaspettato assolo da scorer puro. Tre reti che sono sembrate logica conseguenza di una superiorità netta del Lugano, che però è sembrato innervosirsi col passare dei minuti quando non è riuscito ad andare in rete, mentre sull’altro fronte, un gigantesco Persson non è bastato per cogliere l’impresa.

Il Lugano ha mostrato grande ritmo nelle manovre, togliendo il fiato ai sangallesi, ma nei concitati istanti del periodo centrale ha rischiato di disunirsi, innervosito per le occasioni sprecate e gli inguardabili power play. Il maggior tasso tecnico alla fine è prevalso nettamente, ma il risultato non inganni, questo Rapperswil può fare parecchio male, soprattutto in superiorità numerica e con il blocco di uno splendido giocatore qual è Persson.

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Una vittoria che è un toccasana per forma e sostanza, maturata grazie alla vena ticinese della squadra, con Dal Pian, Sannitz (1 gol e 1 assist a testa), Fazzini (1 assist e molto movimento) e Simion (1 gol, decisivo) grandi protagonisti dell’incontro. Oltre ai giocatori nostrani, anche chi viene da oltre confine si è ben comportato, all’immagine del solito efficientissimo Ulmer e di Pettersson.

Lo svedese ha giocato probabilmente la sua miglior partita in bianconero, dispensando assist, segnando un gol, recuperando innumerevoli dischi e regalando al pubblico attimi di puro spettacolo, da solo e con Metropolit, soprattutto nel primo periodo. Anche la linea di Walsky – tornato finalmente al gol – Walker e Rüfenacht si è mossa bene, con in particolare gli ex ginevrini energici e intelligenti nell’interpretare il match.

In difesa si è visto abbastanza bene Vauclair, tra i difensori più ispirati assieme a Kienzle. Relativamente poco ma a volte impegnativo il lavoro per Merzlikins, che se tra i pali si è ben distinto, col disco sul bastone e negli appoggi mostra ancora qualche lacuna.

L’occasione per tornare alla vittoria è stata sfruttata alla perfezione, ora, nella settimana scarsa che ci divide dal derby si spera di recuperare un paio di infortunati, e si dovrà trovare il tempo di lavorare in maniera certosina su quel benedetto power play.

Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa di articoli e interviste relative all’HC Lugano e ai Ticino Rockets, con un occhio verso l’hockey europeo.

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