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Lugano

Il Lugano riesce a battere il Langnau solamente dopo i rigori

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LUGANO – La penultima partita di preparazione dell’Hockey Club Lugano ha visto arrivare alla Resega i Langnau Tigers allenati da Tomas Tamfal. Sempre privi degli infortunati Kparghai, Simion, e Fazzini, i bianconeri hanno rinunciato anche a Metropolit e Kienzle, dati per ammalati. In porta è stato schierato Flückiger fino a metà partita, quando è stato effettuato il cambio programmato con il terzo portiere, il lettone Merzlikins, mentre in difesa è stato recuperato Ulmer.

I ragazzi di Fischer hanno dato da subito l’impressione di aver preso la partita fin troppo per un’amichevole, visto che mancano solo dieci giorni all’esordio in campionato e sarebbe consigliato utilizzare queste ultime occasioni per entrare in clima da regular season. Troppa la leggerezza e la passività difensiva, che ha permesso a Straka e compagni di proporre diversi pericolosi contropiedi gentilmente offerti da Hirschi e compagni.

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Nonostante ciò si sperava che la prima rete di Sannitz dal suo ritorno alla Resega potesse sbloccare il Lugano, ma l’immediato pareggio di Moggi su un errore di piazzamento della difesa non ha fatto altro che riportare i bianconeri al basso livello dell’avversario. In questo senso si è visto che il Lugano deve imparare a imporre il proprio gioco contro le più deboli, evitando di farsi trascinare nella confusione vista nel primo e nel secondo periodo, forse il peggiore finora, dove Fischer ha dovuto addirittura chiamare un time out per cercare di svegliare i suoi ragazzi.

Il secondo periodo va menzionato unicamente per il gol del vantaggio marcato di nuovo da Sandro Moggi, perché per il resto ha mostrato solamente noia e confusione, permettendo al Langnau di farsi preferire ai padroni di casa. Il periodo centrale è cominciato com’era finito il secondo, ma perlomeno si è visto un Lugano volenteroso di sopraffare i Tigers, grazie anche ad un’ottima condizione fisica raggiunta dai bianconeri che gli ha permesso di uscire alla distanza. Seppur con molte difficoltà, il pareggio è stato raggiunto con un gran tiro di Vauclair, e da lì il Lugano ha capito che semplicemente giocando con attenzione e velocità avrebbero potuto battere il Langnau con molti meno patemi d’animo.

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Gli ultimi dieci minuti sono stati gli unici accettabili, e diverse occasioni da rete sono state create e sprecate da Domenichelli e compagni davanti a un Croce non insuperabile. Tutti ai rigori quindi, e qui a emergere sono stati in particolare due giovani, ossia Merzlikins e Dal Pian. Il portiere della nazionale lettone ha parato due rigori – il primo non ha centrato lo specchio della porta – e l’attaccante numero 12 ha segnato l’unico rigore della contesa, regalando la vittoria ai suoi.

Ben pochi gli spunti positivi in casa Lugano, in un match in cui gli uomini di Fischer hanno commesso l’errore di sottovalutare l’avversario per poi farsi trascinare al suo scarso livello. Le difficoltà maggiori le si sono viste in difesa, con diversi errori di posizionamento e copertura, oltre a molte indecisioni nell’uscita dal terzo. C’è da lavorare anche sul box play, ancora statico e vulnerabile, mentre il power play ha risentito almeno in parte dell’assenza di Metropolit. Tra i pochi punti positivi c’è da dire che il finale in crescendo ha mostrato un Lugano in ottime condizioni fisiche, capace di tirare fuori il fiato fino all’ultimo minuto.

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A far sorridere i tifosi c’è stata l’ottima prova di Merzlikins, dotato di talento e personalità da portiere navigato, a conferma che in porta il Lugano è coperto al meglio. Tra i pochi a salvarsi tra i giocatori di movimento ci sono stati Sannitz – ottima la partita del numero 38 – e Fritsche, che hanno condotto le proprie linee con vigore e intelligenza. Buono il ritorno per Stefan Ulmer – ottimo l’assist per il gol di Sannitz – che è stato tra i pochi difensori, assieme a Vauclair, a saper coniugare lavoro difensivo e costruzione, pure in power play.

Purtroppo ci sono da segnalare altri infortuni, capitati a Campoli (distorsione alla caviglia) fin lì di nuovo tra i migliori, Walsky (distorsione al ginocchio) e Jordy Murray (botta al polso), in attesa di precisazioni dall’infermeria.
Per Fischer c’è ancora la partita contro il Mora per raddrizzare i suoi e riportarli alle ottime cose fatte in particolare contro il Lukko Rauma, e per i giocatori è l’ultima occasione per dimostrare che sono pronti e che quella contro il Langnau è stata semplicemente una serataccia da dimenticare.

 

Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa di articoli e interviste relative all’HC Lugano e ai Ticino Rockets, con un occhio verso l’hockey europeo.

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