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Ambrì Piotta

Il lavoro dell’Ambrì non è finito, Bienne finalmente piegato

Con dei conti in sospeso la squadra di Cereda gioca con grande intensità e viene premiata. Ambrì ancora con le spalle al muro, ma martedì sarà battaglia

Il lavoro dell’Ambrì non è finito, Bienne finalmente piegato

AMBRÌ – BIENNE

2-1

(1-1, 0-0, 1-0)

Reti: 8’14 Riat (Fuchs, Brunner) 0-1, 16’53 Zwerger (Kubalik, Hofer) 1-1, 53’00 Fora (Kubalik, Zwerger) 2-1

Note: Valascia, 6’500 spettatori. Arbitri Stricker, Kaukokari; Kaderli, Gnemmi
Penalità: Ambrì 9×2′ + 1×10′, Bienne 5×2′

AMBRÌ – Niente geyser sound, niente ritorno in pista per festeggiare con i tifosi, nessuna perdita di concentrazione. Finita la partita ad attendere i giocatori dell’Ambrì Piotta c’era solamente la sala pesi, per il richiamo fisico di rito prima della giornata libera di domenica e quella preparatoria di lunedì.

La squadra di Luca Cereda con la prima vittoria nella serie ha sostanzialmente riscritto la storia moderna del club – un successo nei giochi per il titolo mancava da 13 anni – ma non ci si vuole fermare qui.

I leventinesi restano con le spalle al muro, ma nello spogliatoio si vive questa situazione come una sfida in cui smentire i pronostici, convinti di potersi riprendere tutto ciò che è sfuggito di mano nella seconda e terza partita della serie. Ed è giusto che sia così, anche e soprattutto ora che finalmente la maledizione rappresentata dai seeländer è stata spezzata, e chissà che qualche dubbio anche nella testa di Fuchs e compagni non possa sorgere.

Non ci si illuda però, martedì alla Tissot Arena sarà durissima e ci vorrà una partita praticamente perfetta per ritornare alla Valascia due giorni più tardi, ma il carattere che stanno mostrando i biancoblù non permette di dare nulla per scontato. Sì vedrà, insomma, ma nel frattempo l’Ambrì si è tolto l’ennesima insospettabile soddisfazione di una stagione che già da diverso tempo definire “un successo” significa minimizzare.

Nella partita di sabato l’Ambrì Piotta ha portato in pista tutta la sua essenza, dando tutto in un clima elettrizzante e da veri playoff, in cui si sono scanditi i minuti e dato un peso determinate ad ogni disco giocato. Alla fine a decidere è stato Michael Fora, il cui tiro ha finalmente piegato un Bienne che sembrava nuovamente non volerne sapere di capitolare, anche se la squadra di Törmänen a livello di momentum ha avuto il controllo solamente in poche fasi di gioco.

L’unico frangente poco convincente da parte dei biancoblù è infatti stato l’avvio di periodo centrale, quando era venuta a mancare per alcuni minuti quell’energia che aveva contraddistinto tutto il primo tempo. Per rimettere in carreggiata la squadra di Cereda ci era voluto un boxplay, giocato molto bene e che aveva permesso all’Ambrì di ritrovare il filo del discorso, mentre da lì in avanti il Bienne ha un pochino speculato attendendo l’errore che avrebbe potuto condannare i padroni di casa.

L’errore invece non è arrivato – anche se su quella penalità di D’Agostini al 46’43 in molti avranno temuto lo stesso epilogo di giovedì – e stavolta ad avere ragione è stato l’Ambrì, che nel terzo tempo ha colpito tre volte i ferri della porta di Hiller prima di poter festeggiare la vittoria.

Quello firmato da Fora è stato il secondo gol della serata arrivato in powerplay, ma anche a 5-contro-5 i leventinesi possono essere soddisfatti di quanto mostrato. La mole di gioco prodotta dall’Ambrì è stata sicuramente superiore, ma il Bienne ha la fatale caratteristica di saper colpire in qualsiasi momento, fattore che rende imperativo stare sull’attenti per 60 minuti e non concedere quel classico metro di troppo a nessuno degli avversari.

La pena la si è vista nelle due precedenti sfide, quando i seeländer hanno saputo punire in maniera sistematica la squadra di Cereda non appena quest’ultima abbandonava anche solo per un attimo il dettame di “togliere tempo e spazio” agli avversari.

La ricetta per battere il Bienne è dunque piuttosto chiara e, anche se di difficile esecuzione, l’Ambrì ha tutti gli ingredienti per ripetersi… Ingredienti a cui si è finalmente aggiunto anche una certa efficacia agli ingaggi, con i biancoblù che ne hanno vinti quasi il 65% contro la squadra che in regular season era stata la peggiore del torneo, ma che in questa serie aveva evidenziato un’insospettabile abilità.

La vittoria ottenuta sabato rappresenta un grande punto esclamativo per una squadra che sta continuando ad imparare e crescere, perché questo è un successo che è stato costruito sull’arco di due anni di lavoro e che per l’Ambrì ha un significato che va ben oltre il 3-1 nella serie.

Bravissimi, tutti, ma non è ancora tempo di guardarsi allo specchio. Per la squadra di Cereda il lavoro è tutt’altro che finito, ma chi ha terminato la serata in sala pesi questo lo sa meglio di tutti. Appuntamento a martedì.


IL PROTAGONISTA

Luca Cereda: Nella prova di sabato sera la sua squadra ha messo in pista tutti gli insegnamenti assorbiti nel corso di due campionati, senza mai arrendersi e fornendo una prova encomiabile.

All’Ambrì Piotta si chiede proprio questo, delle partite cariche di emozioni in cui tutti scendono in pista con il coltello tra i denti. Il pubblico ne è stato elettrizzato, quasi come potesse riassaporare i vecchi tempi, e questo significa che il messaggio del coach è davvero passato a tutti i 6’500 presenti alla pista. Mica roba da poco.


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Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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