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Ambrì Piotta

Il grande lavoro dell’Ambrì viene premiato da un solo punto

I ragazzi di Cereda forniscono un’ottima prova, ma nonostante le tante occasioni non trovano la giocata decisiva. Hofer si è sbloccato ed ha trovato il primo gol

Il grande lavoro dell’Ambrì viene premiato da un solo punto

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AMBRÌ – ZUGO

2-3

(0-1, 0-0, 2-1; 0-1)

Reti: 11’04 Stalberg 0-1, 46’20 Hofer (Müller, Zwerger) 1-1, 53’02 D’Agostini 2-1, 55’30 Senteler (Stalberg) 2-2

Rigori: Müller, Klingberg, Stalberg

Note: Valascia, 5’837. Arbitri Stricker, Massy; Dreyfus, Kovacs
Penalità: Ambrì 3×2′, Zugo 3×2′ + 1×10′ (Alatalo)

AMBRÌ – È mancato davvero un nulla all’Ambrì Piotta. La squadra di Luca Cereda sabato sera avrebbe potuto trovare la vittoria in una miriade di modi diversi, ma alla fine ad imporsi è stato lo Zugo, al termine di un match in cui i biancoblù sono andati in crescendo sino a sfiorare i tre punti.

Quando Matt D’Agostini ha fatto esplodere la Valascia segnando in shorthand, sembrava infatti che l’Ambrì potesse regalare al suo pubblico una vittoria piena, mentre durante l’overtime due opportunità di giocare in powerplay sono state vanificate per una questione di centimetri.

Tanti i leventinesi ad aver avuto sul bastone il potenziale disco della vittoria, mentre Benjamin Conz è andato ad una sola parata dal regalare il successo ai suoi durante i rigori, ma ci si è dovuto accontentare di un solo punticino, che rappresenta comunque – Coppa Svizzera compresa – il sesto risultato utile consecutivo.

Non c’è però troppo spazio per il rammarico, che lascia velocemente spazio alla consapevolezza di aver fornito un’altra ottima prova collettiva, questo nonostante un primo tempo passato nel tentativo di adattarsi al ritmo indiavolato dello Zugo. Per un buon quarto d’ora Martschini e compagni hanno infatti controllato il gioco, mettendo in difficoltà l’Ambrì specialmente con la loro velocità d’esecuzione, che ha un po’ mandato in “tilt” la capacità dei padroni di casa di uscire in maniera pulita dal terzo.

Con il passare dei minuti le cose sono però andate meglio, soprattutto in un periodo centrale di grande lavoro e sostanza da parte dei biancoblù, capaci di macinare gioco con tutte e quattro le linee e di far registrare un minutaggio importante passato nel terzo offensivo. Troppo pochi però i tiri a sollecitare Stephan, con solamente i vari D’Agostini e Hofer ad andare vicini al gol del pareggio.

Lo Zugo a metà del primo tempo aveva infatti approfittato di un’uscita maldestra di Conz per trovare il vantaggio con Stalberg, in quello che è stato l’unico – ma purtroppo grande – errore del portiere, per il resto autore nuovamente di una prova di spessore. Queste sono però cose che capitano, ed infatti i ragazzi di Cereda non si sono scomposti più di quel tanto, sino ad arrivare al pareggio di Fabio Hofer al 46’20.

Il gol è stato costruito da lontano, sia in termini di squadra che a livello individuale. Quell’1-1 è infatti stato il risultato di un lavoro ai fianchi dello Zugo iniziato nel finale di primo periodo, e nel contempo è andato a premiare l’attaccante austriaco, che ha firmato la sua prima rete in assoluto con la maglia dell’Ambrì Piotta, anche considerando il preseason.

Liberatorio e significativo il suo urlo quando ha visto il puck finire finalmente in rete, e chissà che non possa essere di buon auspicio per rendere maggiormente produttiva una seconda linea in cui Zwerger sta faticando ad essere concreto come nei momenti migliori.

Ha invece destato un’impressione positiva Johnny Kneubuhler, che con l’infortunio di Goi ha finalmente avuto la possibilità di giocare con discreta regolarità – ha concluso il match con 8 minuti di ghiaccio – rendendosi protagonista di alcuni buoni cambi. Per un giocatore dalle sue caratteristiche giostrare al centro di Mazzolini e Lauper, una linea di sostanza con compiti principalmente difensivi, richiede un certo adattamento, ma se saprà avere l’attitudine giusta potrà sfruttare la chance per costruirsi un’identità agli occhi di Cereda.

Con il match in bilico, la partita ha visto una scossa d’assestamento delicata con quei due minuti piuttosto opinabili fischiati a Fora, decisione arbitrale che rischiava di pesare sin troppo nell’economia del bel match della Valascia. L’Ambrì però ha resistito, ed anzi ha ottenuto il già citato vantaggio con D’Agostini, a cui ha però risposto poco dopo Senteler, dimenticato in posizione ideale e smarcato in maniera perfetta dal sempre eccezionale Stalberg.

Ha poi fatto seguito un finale di terzo tempo ed un overtime in cui l’Ambrì è andato vicino in tutti i modi ad ottenere la vittoria, ma un po’ di imprecisione ha impedito ai biancoblù di superare nuovamente il bravo Stephan. L’epilogo dei rigori ha poi premiato lo Zugo, ma se dopo 65 minuti si fosse andati “ai punti” come in un match pugilistico, i maggiori meriti sarebbero andati alla squadra di Cereda.

Peccato, ma sono talmente numerosi gli aspetti positivi evidenziati dall’Ambrì Piotta, che girare pagina e guardare al prossimo impegno di Bienne viene quasi naturale. D’altronde questo è uno dei mantra di Luca Cereda, ciò che conta è il lavoro ed i risultati ne sono una semplice conseguenza. Se la sua squadra continuerà su questa linea, le soddisfazioni saranno ancora diverse.


IL PROTAGONISTA

Viktor StalbergSembra avere una sorta di interruttore nella sua mente, e quando lo accende diventa dominante e si trasforma nel giocatore più forte del campionato.

Anche nella serata della Valascia ha confermato tutto il suo talento, approfittando prima del regalo di Conz per sbloccare il risultato, e fornendo poi un assist sopraffino per il 2-2 di Senteler.

Conclude il match firmando il rigore decisivo, ed ogni volta che lo si vede in pista è semplicemente un piacere per gli amanti di questo sport.


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HIGHLIGHTS

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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