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I top e flop degli ultimi turni di campionato secondo HSHS

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(PPR/Patrick B. Kraemer)

Ogni inizio settimana, per tutto il corso del campionato, HSHS vi proporrà la rubrica dedicata ai “top e flop”, ovvero ai giocatori che secondo noi si sono distinti negli ultimi turni di campionato, così come a coloro da cui ci si aspettava invece qualcosa in più.

Vengono selezionati un portiere, due difensori e tre attaccanti tra chi ha fatto particolarmente bene e chi, invece, ha deluso le aspettative.

Di seguito la selezione basata sui turni di campionato giocati tra mercoledì e sabato.


I TOP DI HSHS

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Luca Boltshauser (Kloten): Lo scorso anno si fece trovare pronto nel momento in cui Gerber si infortunò nel finale di stagione e, a distanza di mesi, Boltshauser sembra assolutamente in grado di ripetersi e rappresentare un’ottima alternativa al veterano. Se il Kloten è riuscito a sorprendere un po’ tutti in questo weekend parte del merito è sicuramente suo. Entrato venerdì nel terzo tempo per sostituire l’infortunato compagno di reparto, ha condotto i suoi alla vittoria a Zurigo bloccando tutte le avanzate dei Lions e parando poi tutti i cinque rigori avversari. “Fatta fuori” una big, Boltshauser ha concesso il bis sabato, quando ha chiuso la saracinesca ottenendo lo shutout contro il Berna.

Raphael Diaz (Zugo): Il grande acquisto dello Zugo di Harold Kreis ha fatto subito vedere le proprie qualità, per un ritorno in grande stile nel campionato di LNA e nel suo Zugo. Lavoro a tutta pista, impostazione dell’azione e dischi portati nel terzo avversario a profusione, oltre a una gestione del power play da specialista di altissimo livello. La doppietta contro il Lugano, con un tiro dalla blu e uno splendido inserimento con polsino fulminante, è un biglietto da visita di quelli pesanti per il difensore ex New York Rangers, che può tornare ad essere uno dei migliori del campionato, di quelli che valgono quanto un ingaggio straniero.

Jonas Junland (Losanna): Lo svedese del Losanna è un giocatore tutto da scoprire, e su cui i vodesi puntano parecchio per avere impulsi di qualità anche dal reparto arretrato. Se il buongiorno si vede dal mattino Ratushny per ora può dormire sonni tranquilli, dato che Junland in queste prime uscite si è fatto apprezzare in entrambe le zone della pista. Freddezza e precisione gli hanno poi permesso di insaccare il gol decisivo contro il Friborgo, la conclusione perfetta per un weeekend da tre punti ed un bilancio di +2.

Vincent Praplan (Kloten): Con un bottino di tre gol, un rigore realizzato, e la capacità di decidere entrambe le sfide del weekend con le sue reti, il giovane Praplan è stato uno dei protagonisti di questo inizio di stagione. Venerdì a Zurigo ha portato gli aviatori sulle sue spalle, firmando una doppietta che ha portato la sfida all’overtime, prima di segnare lo shootout che ha deciso il derby della Limmat. Sabato ha invece approfittato della passività di Genoni per aprire le marcature contro il Berna, firmando una rete che a conti fatti è stata quella decisiva.

Roman Wick (ZSC Lions): Tra Wick, Shannon e Nilsson sul fronte ZSC Lions nel corso di queste prime tre partite c’è stato solo l’imbarazzo della scelta, con i tre attaccanti capaci di evidenziare immediatamente solidità e produzione offensiva. Wick si è però issato al vertice dell’intera NLA con già cinque punti all’attivo, tra cui la fondamentale rete segnata all’overtime contro l’Ambrì Piotta, che aveva fatto seguito all’illuminante apertura per l’1-0 di Shannon. Si è poi ripetuto venerdì con un bel gol al volo contro il Kloten, ma ancor più da applausi è stato l’assist per Shannon che è valso l’1-1 a Langnau.

Julien Sprunger (Friborgo Gottéron): Lo scorso anno il capitano dei burgundi è arrivato ad una sola distanza dall’ottenere il titolo di miglior realizzatore del campionato, con i suoi 25 gol che lo avevano piazzato di un nulla alle spalle di Martschini e Pettersson (26). Sprunger aveva però giocato ben sette partite in meno degli avversari e, a giudicare da questo inizio di campionato, sembra determinato a rincorrere nuovamente il titolo di cecchino della lega. In due partite ha infatti già contabilizzato tre centri, tra cui lo spettacolare gol che ha regalato al Gotteron la vittoria all’overtime contro il Ginevra. Inutile poi la sua doppietta contro il Losanna, ma il messaggio è chiaro… Il bastone di Sprunger è già caldissimo!


I FLOP DI HSHS

flop

Leonardo Genoni (Berna): Con l’arrivo di Genoni, il Berna è finalmente riuscito ad assicurarsi un portiere svizzero di assoluto livello, che promette di risolvere quell’instabilità tra i pali che per gli orsi era una costante da tantissimi anni. L’inizio per l’ex Davos non è però assolutamente stato dei migliori, con una prestazione a Kloten assolutamente da dimenticare. Incredibile la sua passività sulla rete d’apertura di Praplan, ed anche la lettura dell’azione sul raddoppio di Shore ha lasciato a desiderare. Per completare la frittata, il portiere non ha brillato nemmeno sulle altre due segnature degli aviatori, con interventi goffi che sicuramente non rispecchiano il suo talento. Rimandato a settimana prossima.

Daniel Sondell (Lugano): Ingaggiato per dare maggior classe e peso offensivo alla difesa e come riferimento del powerplay bianconero, lo svedese ha deluso su tutta la linea nel primo weekend di campionato del Lugano. A Zugo, nella sua ex pista, ha fornito una prestazione paurosa, condita da gravissimi errori (sul primo e sul quarto gol dello Zugo) e nella quale non è mai riuscito a prendere in mano la situazione in fase d’impostazione. Nel derby contro l’Ambrì Piotta le cose sono andate meglio (non che ci volesse molto) ma il numero 50 si è limitato al compitino senza commettere errori… Da uno straniero arrivato con certi numeri nei suoi primi due anni passati in Svizzera è lecito attendersi personalità, creatività e che sia il valore aggiunto in questa fase di emergenza della difesa bianconera.

Jesse Zgraggen (Ambrì Piotta): È stato un inizio di stagione complicato per il difensore di origini urane, che sull’arco delle tre partite sinora disputate non ha mai convinto. Già dalla sfida dell’Hallenstadion di mercoledì si sono notati da parte sua troppi errori di posizionamento e valutazione delle situazioni, sfociati venerdì in quelle due liberazioni del terzo scellerate che hanno regalato due gol al Davos. “Graziato” da Kossmann nel derby – che ha escluso un po’ a sorpresa Collenberg per integrare Jelovac – pure alla Resega in fase difensiva non ha brillato, anche se è da apprezzare il suo inserimento che ha portato all’assist sul gol di Lauper.

Matt D’Agostini (Ambrì Piotta): È stato un inizio di stagione frustrante per l’ex Top Scorer del Ginevra, che nelle sue prime uscite in biancoblù non è riuscito a trovare la via della rete, pur avendo diverse buone occasioni per fare centro. Se da un lato il suo killer instinct non è stato dei migliori, sarebbe sbagliato accollare troppe colpe al canadese, che paga anche una situazione di lineup che lo colloca in una linea – completata da Berthon e Kamber – che non permette all’Ambrì di usare tutte le qualità del giocatore. Sinora Kossmann ha voluto mantenere intatta prima e terza linea, scendendo a patti con una seconda unità offensiva che però non pare efficace. D’Agostini finisce nei flop per aver lasciato per strada almeno un paio di gol che sarebbero stati importanti, ma in quelle azioni mancate rimangono intrinsiche alcune delle difficoltà strutturali dei biancoblù.

Jarkko Immonen (Zugo): Il centro finlandese sembra aver ricominciato da dove aveva finito lo scorso campionato, ossia da prove incolori e senza nerbo, pochissimo rispetto a quello a cui ci aveva abituato nella scorsa regular season. Invisibile e senza troppe idee contro il Lugano nell’esordio casalingo, si è ripetuto poi nella sconfitta patita a Davos, uscendo da entrambe le sfide senza punti e con un bilancio negativo. Orfano di Bouchard e con due nuovi stranieri ancora da scoprire, Kreis si augura che il centro finnico diventi il nuovo faro del gioco dello Zugo, ma per ora la partenza è stentata.

Reto Suri (Zugo): L’ala nativa di Zurigo è uno di quei giocatori pieni di talento ma sempre incompiuti nonostante il passare delle stagioni, e uno dei limiti di Suri sta probabilmente nel suo carattere che lo ha spesso tradito e limitato. Questa forse una delle ragioni per cui si presenta dopo 4 minuti di campionato con un brutto quanto inutile cross check alle assi contro il suo ex compagno Sondell, che poteva avere conseguenze gravi e costato la rete dell’ex Bürgler nel relativo powerplay. Nel primo week end di campionato il risultato è lì da vedere, una pericolosa e inutile carica alla testa, 14 minuti di penalità, 0 punti e 1 tiro in porta… Un inizio decisamente poco esaltante.

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