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Lugano

Errori, brividi e confusione, il Lugano salva solo i tre punti

Bianconeri privi di concentrazione, il match attraversa momenti di caos. Primi gol di Hofmann e Bürgler, ma ora si tratta di fare un deciso salto di qualità

Errori, brividi e confusione, il Lugano salva solo i tre punti

LUGANO – LOSANNA

4-3

(1-1, 2-0, 1-2)

Reti: 1’10 Vauclair (Loeffel, Bertaggia) 1-0, 6’41 Zangger (Herren, Jeffrey) 1-1, 29’07 Sannitz (Jecker, Walker) 2-1, 33’34 Bürgler (Loeffel, Hofmann) 3-1, 40’06 Bertschy (Genazzi) 3-2, 43’51 Hofmann (Bürgler, Loeffel) 4-2, 45’29 Herren (Kenins, Grossmann) 4-3

Note: Corner Arena, 5’890 spettatori. Arbitri Massy, Urban; Fuchs, Wolf
Penalità: Lugano 5×2′, Losanna 2×2′

LUGANO – Se la partita di Zugo di una settimana fa un allenatore non avrebbe più voluto rivederla, ma almeno il pubblico si era divertito, ecco che lo “spettacolo” messo sul palco da Lugano (in particolare) e Losanna siamo sicuri che nemmeno la gente in platea ne acclamerebbe il bis.

Una partita degna di quelle tristi sere di qualche anno fa, con i bianconeri alle prese con vari problemi e perennemente alla ricerca di un’identità, sempre in balìa di campionati anonimi e con poco senso. Forse oggi non è (ancora) il caso di tirare fuori certi scheletri dall’armadio, ma quello che si è visto sul ghiaccio luganese per disciplina, concentrazione, intensità e furbizia ha ben poco a che fare con quello che il Lugano ha dimostrato di essere in grado di fare.

Solo pochi mesi fa par impossibile che questa squadra si sia giocata il titolo contro gli ZSC Lions, ma la mancanza di quell’identità e di quello spirito di abnegazione sta portando a galla anche qualche lacuna di gioco. Un’immagine può riassumere la serata del Lugano, ossia la rete del 4-3 in entrata di terzo periodo, con un due contro uno del Losanna direttamente da ingaggio d’inizio con i bianconeri in box play.

Un gol inaccettabile da subire, a dimostrazione che in questa serata di inizio weekend nessuno nelle fila della squadra di casa era concentrato. Nessuno tranne Elvis Merzlikins, autore di qualche intervento fondamentale ma che nel finale, a un secondo dalla terza sirena, ha rischiato la frittata clamorosa, non accorgendosi del disco arrivatogli a palombella e a fil di sirena.

Tutto è bene ciò che finisce bene allora? Insomma, i tre punti salvano i bianconeri e Greg Ireland dai primi possibili pesanti mugugni, ma la verità è che occorre analizzare quello che è successo in questa partita.

Dai difensori – tutti – non c’è stata la capacità di offrire con regolarità uscite dal terzo pulite, i duelli contro gli attaccanti del Losanna sembravano impossibili da vincere, la zona neutra sembrava la vasca di palline colorate dei parchi giochi, non si sapeva mai cosa potesse spuntare, né quando né dove.

Di conseguenza tutta la manovra ne ha risentito, con gli attaccanti prevedibili e molli, tiri da distante e con visuale libera, guarda caso solo quando il Lugano si è deciso a mettere un po’ di muscoli su Boltshauser la baracca ospite ha ceduto.

Un po’ per questo e un po’ per la differenza tecnica in porta il Losanna si è pure messo in difficoltà da solo, mancando quelle occasioni nel primo periodo che avrebbero rischiato di mandare già al tappeto Lapierre e compagni, fortunati a chiudere i primi venti minuti su un sostanzialmente comodo pareggio.

Alla fine la vittoria è arrivata in una maniera un po’ difficile da leggere, l’allungo del secondo periodo dei bianconeri è arrivato in un buon momento ospite e lo spunto di Hofmann e Bürgler nel periodo conclusivo per i game winning gol (e per il primo centro stagionale del numero 15) è arrivato nell’unica azione offensiva veramente degna di tutto il match.

Inguardabile per quasi tutto il match, la manovra bianconera sembra priva di spunti “fantasiosi” (leggasi: Cunti e Klasen) ma a partire dalle retrovie non garantisce sicurezza e molti uomini sembrano fuori posizione per poter rendere appieno, come nel caso di Romain Loeffel.

L’ex ginevrino ha sfiorato la prima rete stagionale (tiro deviato da Bürgler), ma certi errori di passaggio e posizionamento denotano mancanza di chiarezza nella manovra e insicurezza, e il discorso si potrebbe allargare ad altri compagni di reparto.

Per ora non si capisce fino in fondo come Ireland stia regolando il motore della sua squadra, ed è chiaro che son assenze importanti sul piano del gioco e della fantasia come quelle di Cunti e Klasen non è facile convivere, ma occorrerà anche mettere i giocatori nella condizione di rendere al meglio.

A conti fatti un po’ tutti hanno da lavorare a fondo, anche perché martedì c’è il primo derby stagionale alla Cornèr Arena, presentarsi di fronte all’Ambrì Piotta nelle condizioni di venerdì sera potrebbe essere alquanto controproducente.


IL PROTAGONISTA

Elvis MerzlikinsNel primo periodo ha sfoderato un intervento tra il volley e il calcio per salvare i suoi su un disco deviato davanti alla propria gabbia, lì si è capito che il Lugano si sarebbe potuto appigliare a lui.

Per tutto il match si è mostrato pronto sugli attacchi vodesi e va detto che non è stato aiutato molto dai suoi compagni di reparto. Salvato anche dal palo in una circostanza, ha chiuso le saracinesche nel concitato finale, anche se quell’ultimo disco che si è ritrovato ai piedi ha fatto venire un brivido un po’ a tutti…


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HIGHLIGHTS

Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa di articoli e interviste relative all’HC Lugano e ai Ticino Rockets, con un occhio verso l’hockey europeo.

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