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Ambrì Piotta

Debutto positivo, l’Ambrì torna da Zurigo con un punto prezioso

ZSC LIONS – AMBRÌ

2-1

(0-0, 0-0, 1-1; 1-0)

Reti: 42’17 Shannon (Wick) 1-0, 58’53 D’Agostini (Mäenpää) 1-1, 60’20 Wick (Shannon, Marti) 2-1

Note: Hallenstadion, 8’433 spettatori. Arbitri Stricker, Vinnerborg; Borga, Kaderli
Penalità: ZSC Lions 2×2′, Ambrì 1×2′

ZURIGO – Con un punto in tasca ed al termine di una partita in cui l’Ambrì Piotta ha dimostrato di poter tenere testa allo Zurigo, per i biancoblù quello dell’Hallenstadion può essere definito un debutto positivo, in cui si sono già intraviste diverse caratteristiche del sistema di gioco che caratterizzeranno questa stagione dei leventinesi, unite però anche ad aspetti che ancora vanno bilanciati.


(© Berend Stettler)

Ma è giusto così, ed anche lo Zurigo ha d’altronde dimostrato di essere ben lontano dall’avere tutti gli automatismi regolati a puntino, questo nonostante abbia nelle gambe già diverse partite di CHL dal valore concreto. Con Lhotak schierato al centro ed il resto della formazione in linea con quanto visto in amichevole – nonostante il foglio partita dicesse tutt’altro – l’Ambrì è comunque stato in grado di evidenziare delle buone trame, anche se in diverse occasioni si è probabilmente cercato un passaggio di troppo piuttosto di optare per la concretezza garantita da un tiro in porta.

I biancoblù hanno mostrato quella velocità in transizione tanto voluta da Kossmann soprattutto nella prima parte di gara, quando le due squadre si sono scambiate diverse nette opportunità da gol, pur senza che nessuna riuscisse a trovare il vantaggio. In quel frangente i leventinesi hanno beneficiato di un numero importante di dischi recuperati in zona neutra o di difesa che, uniti a delle veloci ripartenze, hanno saputo impensierire anche seriamente i Lions.


(© Berend Stettler)

Le giuste misure tra iniziativa, aggressività ed un atteggiamento più conservativo devono però ancora essere trovate, ed in alcuni frangenti i biancoblù hanno sbandato vistosamente dal punto di vista della posizione sul ghiaccio, prestando il fianco agli inserimenti di Pestoni e compagni. È andata meglio in questo senso già nel periodo centrale, quello a dire il vero in cui l’Ambrì ha subito maggiormente la pressione locale, ma più per l’abilità dei Lions di far circolare il puck in zona offensiva che a causa di veri errori in retrovia.

La bravura dei due portieri, unita a degli accorgimenti tattici che via via i due allenatori hanno introdotto, ha poi dato vita ad un match rimasto a lungo sullo 0-0, e che nel momento in cui l’Ambrì è riuscito a superare quel boxplay a cavallo tra il secondo ed il terzo periodo sembrava chiaro potesse decidersi con una sola rete.

Il gol incassato per mano di Ryan Shannon al 42’17 ha però avuto il pregio di rendere l’Ambrì un pochino più concreto e, nonostante il secondo powerplay di serata non sia stato sfruttato, la prima rete “in superiorità” è arrivata a poco meno di 90 secondi dalla terza sirena, quando una deviazione di Emmerton (anche se ufficialmente assegnata a D’Agostini) davanti a Flüeler in 6-contro-5 ha impattato la contesa. Risultato tutto sommato giusto, dato che i biancoblù hanno giocato una partita da trasferta in maniera complessivamente esemplare, anche se il brutto errore di posizionamento sull’1-0 dei Lions rappresenta una di quelle tipiche azioni da rivedere più volte al video e da evitare assolutamente in futuro.


(© Berend Stettler)

Giocando sul filo della linea blu e cogliendo Zurkirchen un po’ impreparato, Wick ha poi risolto la partita in favore dei tigurini, dimostrando quanto fatale possa essere l’overtime a 3-contro-3. Nell’occasione Kossmann ha mandato in pista Emmerton, Pesonen e Mäenpää, puniti però nel giro di 20 secondi al primo passaggio impreciso.

Una nota di merito va sicuramente a Zurkirchen, autore di una prima partita lucida e che lo ha visto muoversi bene tra i pali, e specialmente su alcuni ribaltamenti di fronte nel primo periodo era risultato decisivo. Ci ha poi messo una pezza anche in quella manciata di minuti in cui i Lions avevano spinto parecchio nel periodo centrale, fase terminata senza una rete locale e che ha avuto un grande impatto sull’economia del match.

Per il resto i segnali sono stati incoraggianti, partendo da un impiego di Lhotak (50% agli ingaggi) al centro che non è apparso penalizzante e, anzi, la sua linea completata da Lauper e Kostner ha saputo giocare su un buon livello. Questa impostazione costringe però a “confinare” D’Agostini con Kamber e Berthon, con il canadese capace di emergere solo a tratti e riunito ai “top players” unicamente nella prima unità di powerplay.


(© Berend Stettler)

Visti i problemi al centro ed una situazione che dal quel punto di vista è d’emergenza, la struttura della squadra è parsa reggere bene, ed anche dal punto di vista dei faceoff l’Ambrì ha saputo uscire quasi in parità dal confronto con lo Zurigo, che lì in mezzo non ha certo gli ultimi arrivati (22 a 20 il bilancio dei faceoff in favore dei Lions).

Primo test dunque positivo per la squadra di Kossmann, che in definitiva ha saputo unire con efficacia una certa qualità tra i suoi effettivi – tecnicamente da apprezzare Pesonen, non ancora al top – alla volontà di concentrarsi sulla sostanza, pensando spesso in zona difensiva a far uscire il disco dal terzo e ripartire poi in velocità.

L’attitudine è stata quella giusta, basata su energia, entusiasmo ed una certa compattezza tra i ranghi, andata accentuandosi con il passare dei minuti nonostante qualche nota fuori sincrono di tanto in tanto. C’è però tempo per migliorare, a partire da un primo weekend che si preannuncia impegnativo.

fattore2
QUEL PASSAGGIO DI TROPPO: L’Ambrì ha disputato una buona prima partita in entrambe le zone della pista, anche se in alcune circostanze avrebbe potuto cercare con maggiore frequenza il tiro in porta.

Mettere qualche disco in più su Flüeler avrebbe creato qualche occasione “sporca” in più, situazioni queste che dovranno fare parte del bagaglio di armi offensive dei leventinesi. Il fatto di voler dialogare con frequenza con i compagni è però un aspetto tipico degli inizi di stagione,

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Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all’Università della Svizzera italiana.

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