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Ambrì Piotta

Cereda: “Compitino per 50 minuti, mancavano le emozioni per concretizzare il lavoro”

Il coach biancoblù è comunque soddisfatto del weekend: “Abbiamo fatto passi avanti nella gestione delle partite, ma ci è mancato quel 5% di emozioni che abbiamo portato solo nel finale”

AMBRÌ – Dopo una larga vittoria a Davos e un derby giocato comunque in maniera combattiva nonostante la sconfitta, l’Ambrì Piotta può guardare ad un weekend per diversi aspetti positivo, che ha consegnato ai biancoblù una classifica incoraggiante al giro di boa della 25esima partita.

“Non abbiamo giocato una brutta partita – ci spiega Luca Cereda al termine del derby – anzi, credo sia stata abbastanza equilibrata. Negli ultimi 10 minuti abbiamo messo quel qualcosa in più a livello di emozioni dopo la bagarre, e se lo avessimo fatto prima probabilmente avremmo avuto migliori chance per vincere. Questo è l’unico aspetto che un po’ mi fa rabbia”.

Complessivamente, nonostante un buona prova, l’impressione è però che l’Ambrì Piotta non abbia fatto tutto il necessario per riuscire a vincere, ed anche in questo senso Cereda afferma che “abbiamo fatto il compitino per i primi 50 minuti, durante i quali abbiamo vinto pochi duelli. Nel primo tempo non avevamo in mano il pallino del gioco, cosa che è cambiata nel secondo e terzo, ma senza quel 5% in più che ti danno le emozioni è difficile concretizzare il lavoro”.

Decisivo in questo senso è stato il secondo tempo, quando l’Ambrì ha provato a spingere ma lo ha fatto in maniera sterile, mentre il Lugano ha trovato il raddoppio in contropiede. “Abbiamo effettuato molti tiri, ma parecchi di questi erano con la visuale libera del loro portiere, dunque facili da controllare. L’episodio di Cunti si è invece rivelato essere il game winning goal, ma dovevamo riuscire a superare quel momento e andare a avanti… A Davos avevamo reagito bene alle reti avversarie, stavolta un po’ meno”.

“Il bilancio del weekend rimane comunque molto positivo”, conclude l’allenatore biancoblù. “Abbiamo fatto dei passi avanti nella gestione della partita, anche se come detto non aver messo abbastanza emozioni per 50 minuti è un aspetto negativo, a cui si aggiunge il fatto di aver perso per squalifica D’Agostini nel prossimo match”.

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all’Università della Svizzera italiana.

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