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Ambrì Piotta

Bianchi: “Non ci abbattiamo, dobbiamo tornare a lavorare come fatto in Gara 1”

L’attaccante ha analizzato la sconfitta di Kloten: “Sapevamo che sarebbe stata dura, questa è la conferma. Non siamo riusciti a tenere il momentum dalla nostra parte, ma sappiamo come batterli”

KLOTEN – C’è poca voglia di parlare da parte dei giocatori biancoblù nei corridoi della Swiss Arena, visibilmente amareggiati al termine di un’equilibrata Gara 2. Grazie soprattutto ad un maggiore cinismo e ad una certa costanza sui sessanta minuti, Santala e compagni sono riusciti a sconfiggere per la prima volta in stagione i leventinesi, che nell’occasione hanno sprecato troppo in fase offensiva, mancando della giusta concretezza sotto porta e nel corso delle situazioni speciali.

“Nel primo tempo credo si sia visto un Kloten maggiormente presente sul ghiaccio”, ci ha spiegato Elias Bianchi. “Nel secondo, invece, abbiamo cercato di reagire mettendoli sotto pressione in alcuni frangenti, ma non siamo stati bravi a mantenere il momentum dalla nostra parte. Questo è accaduto perché abbiamo peccato di lucidità con i cambi. Spesso è capitato che una linea restasse per troppo tempo sul ghiaccio e in questo modo non abbiamo fatto altro che favorire gli aviatori con alcuni contropiedi pericolosi a causa degli ampi spazi. Naturalmente c’è del rammarico per non essere riusciti a sfruttare quella situazione di 5 minuti di superiorità numerica. Non ci sono scuse, avremmo dovuto trovare la rete”.

Una volta di più il Kloten ha dimostrato di dover dipendere enormemente dalla propria prima linea – che ha visto l’inserimento di Bieber al posto dello squalificato Hollenstein –, capace di mettere in difficoltà i biancoblù in più di un’occasione nonostante l’elevato minutaggio.

“La loro prima linea ci ha messo in difficoltà soprattutto per quanto concerne i contropiedi. Non mi sembra che ci abbiamo schiacciato troppo nel nostro terzo. Credo piuttosto che, proprio in riferimento ai contropiedi, abbiamo spianato loro la strada in più di un’occasione e loro in quel frangenti si sono resi estremamente pericolosi. È per questo motivo che avremmo dovuto essere più bravi nella gestione del disco e dei cambi”.

Spesso e volentieri quando sopraggiungono delle sconfitte in match importanti, i primi contro cui viene puntato il dito sono i leader della squadra, nell’occasione apparsi sottotono. “Sono fermamente convinto che in una serie come questa sia la squadra a vincere le partite, non i singoli. Chiaramente ci si aspetta sempre il gol dallo straniero, ma noi dobbiamo essere compatti ed uniti. Giovedì sera non lo siamo stati, siamo partiti troppo timorosi e non siamo riusciti a metterli sotto pressione come avremmo voluto. Quando lo abbiamo fatto si è visto subito un Kloten in difficoltà. Insomma, penso che gli stranieri rendano anche in base a ciò che il collettivo riesce a produrre. E in Gara 2 la squadra non è riuscita ad alzare il proprio livello”.

Se le prime due linee non hanno brillato per duelli vinti e concretezza, un discorso diverso va fatto per le altre due, apparse maggiormente aggressive e affamate. Dalle tribune ha colpito in particolar modo la prestazione del terzo blocco leventinese, capace di creare non pochi grattacapi ai padroni di casa grazie all’intensità messa sul ghiaccio.

“Sin dall’inizio ci siamo detti che avremmo dovuto dare tutto sul ghiaccio. Il nostro obiettivo era quello di mettere il Kloten in difficoltà così da riuscire a recuperare molti dischi. Penso che la terza linea abbia lavorato molto bene in questo senso, e ciò si rifà al discorso precedente legato alla durata dei cambi. Giocando con tale intensità è impossibile mantenere dei cambi lunghi, perché più si resta sul ghiaccio e minore è l’efficacia della linea. Risultato? Il momentum si sposta immediatamente dall’altra parte e si va in affanno. Ecco perché occorre essere intelligenti cambiando al momento giusto”.

Nella sfida della Swiss Arena un ruolo da protagonisti lo hanno ricoperto una volta di più i due estremi difensori, capaci di tenere ambo le squadre perfettamente in partita sino a qualche minuto dalla fine. Conz in particolare, grazie ai suoi interventi decisi, sta riuscendo a trasmettere sempre più calma e sicurezza a tutta la retroguardia biancoblù. “Credo che ambedue i portieri abbiano mostrato ottime cose. In questo momento della stagione il portiere acquisisce un livello d’importanza ancora maggiore ed è per noi fondamentale che Conz stia vivendo questo suo ottimo momento di forma proprio ora. Grazie ai suoi interventi riesce a trasmettere grande fiducia e sicurezza a tutta la squadra, e questo non può che fare bene al gruppo”.

Dopo sette vittorie consecutive sul Kloten una sconfitta del genere non deve di certo far gridare al panico in casa leventinese. Certo è che, ora che la serie è in perfetta parità, sarà fondamentale impedire agli aviatori di acquisire quella fiducia che per tutto l’arco della stagione è venuta a mancare.

Per Gara 3, l’Ambrì Piotta dovrà allora mostrarsi squadra matura per impedire a tutti i costi un break che potrebbe rivelarsi pesantissimo. “Non vogliamo guardare troppo a come reagirà il Kloten, questo perché non ne abbiamo alcun controllo. Ciò che possiamo fare è guardare in casa nostra. Sappiamo cosa è necessario fare per avere successo contro di loro e in queste due partite abbiamo dimostrato di poterli mettere in difficoltà in più di un’occasione. Il problema sta nel riuscire a farlo con costanza e in Gara 2 lo abbiamo fatto solo a tratti. Nella prossima sfida sarà importante riuscire a mettere in pista la stessa determinazione mostrata in Gara 1. Sapevamo bene ad inizio serie quanto sarebbe stata dura, ed eccone la conferma. Quel che è certo è che noi non ci abbattiamo”.



Redattore. Axl Stadler si occupa in particolar modo della copertura post partita delle partite dell'HC Ambrì Piotta. Laureato in Scienze della Comunicazione all'Università della Svizzera italiana.

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