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Ambrì Piotta

Ambrì Piotta confuso e nervoso, il Rapperswil vince per 4-2

garage

rapperswil
RAPPERSWIL – AMBRÌ

4-2

(1-2, 3-0, 0-0)

ambri
Reti: 2’30 Persson (Walser, Danielsson) 1-0, 5’06 Hall (Dostoinov, Steiner) 1-1, 7’35 Hall (Duca) 1-2, 21’40 Persson (Danielsson, Johansson) 2-2, 35’47 Danielsson (Murray) 3-2, 38’54 Rizzello (Hürlimann, Walser) 4-2

Note: Diners Club Arena, 3’824 spettatori. Arbitri Massy, Prugger; Bürgi, Tscherrig
Penalità: Rapperswil 5×2′, Ambrì 7×2′

RAPPERSWIL – Peggio di così non poteva andare. La trasferta di Rapperswil doveva portare punti e qualche certezza in più all’Ambrì Piotta, che ha invece finito per rendersi protagonista di una delle peggiori partite del recente passato, uscendo sconfitto dalla Diners Club Arena per 4-2.

La concretezza del risultato conta però ben poco di fronte a quanto mostrato in pista dai biancoblù, capaci solo in alcuni sprazzi del primo periodo e in un paio di frangenti del terzo di mettere sotto pressione il Rapperswil. Per il resto della gara, invece, quanto visto è stato piuttosto preoccupante, pur considerando l’attenuante “temporale” di essere solamente alla terza partita di campionato.

Con Zurkirchen tornato tra i pali, Pelletier ha riproposto la stessa formazione che è stata battuta per 5-1 dagli ZSC Lions, con la sola eccezione rappresentata dal debutto di Jesse Zgraggen, schierato al fianco di Grieder in seguito all’assenza per infortunio di Sidler.

Con la stessa impostazione il coach sperava probabilmente di ottenere un risultato diverso dato l’avversario di caratura decisamente inferiore ma – vanne a capire i motivi – il risultato è stato ben peggiore di quanto visto all’Hallenstadion, dove l’Ambrì aveva dato prova di sapere il fatto suo per almeno una trentina di minuti.

Iniziata immediatamente in salita con una rete incassata al primo powerplay concesso – gol a dire il vero piuttosto fortunoso di Persson – l’Ambrì ha immediatamente reagito ottenendo il pareggio con Hall e approfittando poi di un errore di valutazione del portiere Wolf per segnare il 2-1 in shorthand. Pregevole nell’occasione il lavoro di Duca nel recuperare il disco ed il preciso tiro del canadese.

Da quel momento in avanti, però, le evidenti buone intenzioni degli ospiti non sono bastate per bilanciare delle lacune che, al momento, appaiono evidenti. Iniziare dagli special team appare quasi scontato ma, per quanto possano rappresentare uno spunto di discussione basilare, è proprio lì che l’Ambrì si dimostra incapace di fornire le risposte che ci si attenderebbero.

Le troppe penalità commesse – problema già nato in amichevole e ripresentatosi subito venerdì contro il Berna – tolgono tante energie agli uomini migliori, energie che poi mancano in altre fasi di gioco. Hall conferma le sue caratteristiche e si comporta bene, ma l’utilizzo di Aucoin pone qualche interrogativo, che porta a chiedersi perché non impiegare piuttosto Schlagenhauf in boxplay… Opzione che permetterebbe anche al numero 29 di recuperare il fiato e mantenere freschezza e velocità per altre occasioni.

Sull’altro fronte il powerplay ha fatto sinora registrare una sola rete, ed anche a Rapperswil è risultato lento e prevedibile, questo pur riuscendo a fornire qualche disco interessante per il tiro al volo di Giroux, al momento l’unica vera arma della superiorità leventinese. Birbaum dovrebbe portare più mobilità, mentre Gautschi non sembra rispondere al meglio al ruolo assegnatogli.

Al termine del primo tempo, comunque, si poteva avere l’impressione che l’Ambrì Piotta – pur non destinato a giocare una partita eccelsa – sarebbe comunque riuscito in qualche modo a venire a capo dei Lakers. Un secondo periodo completamente da dimenticare ha invece compromesso la serata, con i gol di Persson e Danielsson in powerplay ed il 4-1 di Rizzello addirittura in shorthand che hanno definitivamente tagliato le gambe ai ticinesi.

Vistosamente frustrati, i biancoblù hanno con il passare dei minuti perso calma, lucidità e soprattutto organizzazione di squadra, con alcune individualità che hanno cercato di alzare la voce, ma complessivamente è mancata una vera reazione corale per poter sperare di raddrizzare l’incontro.

Con una rosa che ha cambiato diversi punti saldi e, di conseguenza, la sua filosofia, l’Ambrì ha probabilmente bisogno di tempo per capire la propria identità e trovare il giusto sistema di gioco che sia in grado di sfruttare le potenzialità della rosa.

A non aiutare in questo senso c’è poi una difesa ancora da registrare. Anche i Lakers, in special modo con i loro stranieri, hanno saputo sfruttare gli errori di posizionamento e di valutazione della retroguardia leventinese, con i padroni di casa che troppo spesso hanno potuto approfittare di spazi che richiedevano una miglior copertura.

Il nuovo arrivato O’Byrne in questo senso non sta portando solidità e tranquillità alla manovra e, anzi, spesso è proprio lui a generare una rapida successione di eventi che sfociano nel panico davanti a Zurkirchen. Anche un ottimo giocatore come Chavaillaz sta faticando a ritrovare il suo gioco, sintomo che qualcosa a livello di sistema debba ancora essere messo a punto. Non ha invece sfigurato il nuovo arrivato Zgraggen, autore in generale di una prestazione discreta e condita anche da qualche interessante impulso offensivo.

In avanti la prima linea ha cercato di ritrovare la via del gol con insistenza nel terzo tempo, soprattutto in una lunga fase di pressione iniziata con un powerplay e continuata a ranghi completi ma – vuoi l’imprecisione, vuoi un po’ di sfortuna – di dischi alle spalle di Wolf non ne sono più passati.

Da un lato c’è dunque l’innegabile volontà ed impegno di una squadra che sa di avere tutte le carte in regola per espugnare Rapperswil, ma dall’altro vi sono ancora meccanismi ed equilibri che spesso fanno difetto. Il tempo dirà se si riuscirà a trovare la giusta ricetta per rendere efficace questo Ambrì, a partire da un weekend tosto all’orizzonte che prevede le sfide con Davos e Losanna.

Di seguito le highlights della partita dal canale YouTube ufficiale dei Rapperswil Jona Lakers.

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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