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Ambrì Piotta

5 spunti dalle partite del weekend di Ambrì Piotta e Lugano

Alcune considerazioni “semiserie” per ripercorrere il fine settimana vissuto dalla due squadre ticinesi

Dopo ogni weekend di campionato HSHS vi proporrà una rubrica “semiseria” dedicata agli ultimi impegni di Ambrì Piotta e Lugano, da cui abbiamo tratto una serie di spunti che vi lasciamo di seguito.

Verranno selezionati cinque episodi o fatti interessanti che hanno caratterizzato i match delle squadre ticinesi, a volte con l’obiettivo di analizzare quando successo sul ghiaccio, altri semplicemente per strapparvi un sorriso!


uno UN INVESTIMENTO SBAGLIATO
Sabato la partita di Adrien Lauper è durata solamente 31 secondi, giusto il tempo di lasciar cadere i guantoni per una regolata di conti con Wellinger, dopo che il numero 96 biancoblù si era innervosito anche per il guantone alzato nei suoi confronti da Merzlikins. Una scelta dettata dal clima focoso del derby, ma che si è rivelata essere per Lauper un investimento purtroppo infruttuoso. A rimediare una penalità di partita è infatti stato solamente lui, mentre il bianconero non ha reagito per le rime e se l’è cavata con un semplice 2+2. Qualche consiglio in questo senso a “Bouby” potrebbe darlo capitan Fora, che qualche anno fa “l’investimento” lo aveva azzeccato, togliendo dal lineup il top scorer del Ginevra con una scazzottata, ovvero Matt D’Agostini!

due LA RIGIDITÀ DEL REGOLAMENTO
Non ha lasciato certo soddisfatto Luca Cereda l’episodio che ha deciso il derby della Valascia, con il giovane Zwerger che ha rimediato due minuti per aver richiamato l’attenzione dell’arbitro picchiando il bastone sulla balaustra. Bürgler non si è fatto pregare ed ha deciso il derby, provocando la reazione del coach biancoblù. Regolamento alla mano, però, non si può che dare atto agli arbitri di aver applicato alla lettera il capoverso 2, della sezione 1, della regola 116. “Una penalità minore è prevista quando un giocatore colpisce la balaustra con il suo bastone o con qualsiasi altro oggetto per protestare contro una decisione di un arbitro”. Zwerger, a detta di Cereda, non stava però protestando, ma cercando di attirare l’attenzione dell’arbitro nel rumoroso ambiente della Valascia… Regolamento interpretato alla lettera, oppure applicato un po’ troppo rigidamente?

tre ESPERIMENTO ACCANTONATO, PER ORA
Kubalik
TaffeD’Agostini. Una “superlinea” straniera che Cereda ha provato a proporre a Kloten e nella prima parte del derby della Resega, salvo poi tornare sui suoi passi per riportare nel blocco di punta biancoblù l’austriaco Zwerger. Interrogato sulla questione, il coach ha spiegato di voler provare questa opzione una prima volta, nonostante i tre non si fossero nemmeno allenati assieme, così da poterla utilizzare eventualmente in futuro. “La stagione sarà ancora lunga”, ha affermato Cereda, e se affinata, la possibilità di una linea tutta straniera potrebbe diventare un interessante asso nella manica.

quattro FRIENDLY FIRE
Nel corso degli ultimi anni i derby ticinesi sono stati teatro di diverse “sfide nelle sfide” tra grandi amici fuori dal ghiaccio, che però una volta in pista si sono ritrovati a darsi battaglia, uno con la maglia biancoblù, l’altro con quella bianconera. L’ultimo capitolo di questa speciale saga ha visto protagonisti Elvis Merzlikins ed Elia Mazzolini, sabato faccia-a-faccia nel corso del periodo centrale, con l’attaccante lanciato tutto solo contro l’amico lettone. Stavolta il portiere ha avuto la meglio, ma il momento è stato sicuramente di quelli particolari. “Non ero mai stato così nervoso per un contropiede avversario”, ha scritto Merzlikins su Instagram… Indubbiamente l’amicizia dà alla sfida una dimensione tutta nuova!

cinque RAZZI IN RAMPA DI LANCIO
Sono Misha Moor ed Elia Mazzolini, che in combutta per poco non hanno permesso all’Ambrì Piotta di mettere a segno un gol spettacolare nel derby della Valascia. Il giovane difensore sta cercando di trarre il meglio dai pochi minuti di ghiaccio che ha a disposizione, e nel periodo centrale ha liberato il terzo di difesa trovando con un passaggio perfetto il compagno ai Ticino Rockets, che si è involato tutto solo verso Merzlikins. Il razzo stavolta non è decollato, ma potrebbe essere in rampa di lancio…


 

uno CHI PRIMO ARRIVA MEGLIO ALLOGGIA
C’è una costante nel Lugano visto all’opera a dicembre che si è ripetuta anche nell’anno nuovo. Quando i bianconeri sono riusciti ad aprire le marcature per primi hanno sempre vinto, mentre quando hanno subito per primi una rete, alla fine ad esultare erano stati i loro avversari. Questo fatto va avanti da 11 partite consecutive e nemmeno i due derby, partite la cui logica spesso va alle ortiche, hanno saputo tradire questa abitudine. Solo Marco Müller nel terzo tempo della sfida della Valascia ha tentato di soverchiare gli astri, ma il ribaltamento è durato lo spazio di pochi minuti, il tempo che Sanguinetti e Bürgler ci hanno messo a riportare la tradizione in pista.

due EPPUR SI MUOVE – PARTE II
Nell’ultimo periodo, lungo un mese o poco più, Linus Klasen non è stato esente da critiche, complice un rendimento al di sotto delle aspettative – sempre molto alte – che vengono richieste a giocatori del suo calibro. Queste prestazioni sono andate a nascondere delle statistiche che sono la prova che i numeri spesso vanno divisi dalla prova materiale, anche se di tutto rispetto e migliori di quello che si pensa. Lo svedese del Lugano, infatti, in questa stagione sta mostrando cifre assolutamente di primo piano se confrontate con quelle delle altre sue annate in maglia bianconera. Addirittura questa stagione – sempre tenendo conto che manca un turno abbondante al termine della regular season – è la migliore per gli assist diretti, ben il 79% dei passaggi totali, così come la percentuale al tiro, arrivata al 13,95%, superiore anche a quella della prima stagione. Un miglioramento c’è già anche per i game winning gol, arrivati a quota due contro gli zero della scorsa stagione. Insomma, val sempre la pena fermarsi e interpretare le cifre da ogni faccia.

tre “CIAO RAGAZZI, SONO TORNATO!”
La mancanza di un pilastro difensivo e leader a tutta pista come Philippe Furrer si è fatta sentire in maniera molto pesante a Lugano, non solo in termini puramente numerici ma anche di unione di squadra e segnali forti. Lo ha fatto vedere subito nel derby della Resega, con un primo cambio da manuale in cui ha gestito e portato il disco, fatto da “metronomo” per le giocate offensive e da diga tra la linea blu e la zona neutra. Inoltre, per non farsi mancare nulla ha subito suonato la carica con qualche “scaramuccia”, episodi che durante la sua assenza erano mancati come lato caratteriale della sua squadra. Nei due derby, nello spazio di 24 ore ha messo assieme 50 minuti di ghiaccio, conditi da un assist, 4 tiri in porta e ben 7 tiri avversari bloccati. Quanto è mancato, quanto mancherà.

quattro HAI PRESO QUELLO TROPPO BUONO
È stato un episodio nato troppo prematuramente per non pensare che forse potesse essere calcolato. La scazzottata messa in atto da Adrien Lauper con Thomas Wellinger dopo soli 31” di gioco nel derby della Valascia poteva avere un qualcosa di tattico, con l’intenzione di togliere un altro difensore al Lugano sacrificando un attaccante biancoblù. Nulla di mai visto, nell’hockey su ghiaccio, e tatticamente sarebbe potuta funzionare come mossa, dato che un’esclusione del numero 95 avrebbe sicuramente potuto fare più male ai bianconeri che quella di Lauper tra le fila leventinesi, ma non si erano fatti calcoli con il carattere del mite difensore. Lauper ha infatti mollato subito i guantoni, mentre il suo avversario ha incassato senza modificare il proprio equipaggiamento, sancendo la sola esclusione dal match del leventinese. Meglio provarci con uno più focoso la prossima volta.

cinque GLI ANNI DI MCLEAN E BEDNAR…
L’assonanza con la famosa canzone degli 883 è forse tirata per i capelli, ma erano gli anni di quei giocatori, l’ultima volta che il Lugano riuscì a vincere almeno 5 derby in stagione. In quell’annata, 2011/12, i bianconeri che passarono di mano da Barry Smith a Larry Huras, le stracantonali le vinsero tutte e sei. Tanto per onore di statistica ricordiamo almeno chi furono gli uomini decisivi, con il primo alla Resega deciso da una rete di Jaroslav Bednar, poi un mese più tardi furono i rigori a dare i 2 punti ai bianconeri di nuovo in casa propria. Quindi due trasferte consecutive alla Valascia con Kimmo Rintanen e Kevin Romy a fare da cecchini, infine gli ultimi due con un game winning gol per Brett Mclean a Lugano e di nuovo Romy in Leventina.

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