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Ambrì Piotta

5 spunti da Ambrì: trappole tecnologiche, powerplay da NHL, numeri e maglie, il mercato

Dopo ogni weekend di campionato HSHS vi proporrà una rubrica “semiseria” dedicata agli ultimi impegni di Ambrì Piotta e Lugano, da cui abbiamo tratto una serie di spunti che vi lasciamo di seguito.

Verranno selezionati cinque episodi o fatti interessanti che hanno caratterizzato i match delle squadre ticinesi, a volte con l’obiettivo di analizzare quando successo sul ghiaccio, altri semplicemente per strapparvi un sorriso!


uno Trappole tecnologiche

È stata una delle tematiche più discusse della settimana ed ha ricordato come la tecnologia sia oramai diventata parte integrante delle partite, tanto da poterle segnare in maniera importante.

Lo sa bene l’Ambrì Piotta, che con il senno di poi è consapevole che il primo gol ottenuto dal Friborgo venerdì era viziato da un netto offside, ma le cose in panchina sono andate velocemente e nel poco tempo a disposizione lo staff non ha avuto modo di accertarsi dell’irregolarità dell’azione. Nel dubbio – considerata anche la penalità di 2 minuti conseguente ad un challenge perso – si è deciso di non rischiare.

In questo senso il club biancoblù si era già chinato sul problema, e proprio venerdì sera ha testato per la prima volta un sistema che permette alla panchina di visualizzare in tempo reale i tagli video fatti dall’addetto che si trova in tribuna (che non è un video coach, ruolo specifico che ad oggi l’Ambrì non ha a disposizione, anche per una questione di budget), così da avere un elemento in più nelle proprie decisioni.

Come ogni novità, anche questa avrà però bisogno di un po’ di rodaggio, con l’obiettivo di aiutare a ridurre tempi e margini d’errore.

Nel frattempo, sempre nella serata di Friborgo, i leventinesi non hanno trovato supporto nemmeno dalle telecamere della lega. In occasione del rigore sospetto – e con tutte le probabilità irregolare – di Mottet la camera dall’alto che avrebbe potuto eliminare ogni dubbio semplicemente non era disponibile, perché non installata in una BCF Arena che è tutt’ora un cantiere aperto. L’obbligatorietà per tutte le piste di avere le riprese da sopra la gabbia entrerà in vigore solamente per il torneo 2020/21.

Insomma, la tecnologia può essere di grande aiuto e rappresentare uno strumento importante, ma nasconde anche delle trappole da non sottovalutare.

due Un powerplay da NHL

Non ci riferiamo propriamente all’efficacia del powerplay leventinese – che con il 21.48% di riuscita rimane comunque il terzo della lega! – ma piuttosto all’atmosfera che (non) si è venuta a creare alla BCF Arena in occasione della prima ed unica superiorità ospite.

Buona parte di quei due minuti si sono infatti giocati in un clima di silenzio quasi surreale, con i sostenitori del Gotteron decisamente “freddi” mentre l’Ambrì ben manovrava nel terzo offensivo. Scene che solitamente siamo abituati a vedere in NHL, dove non è certo insolito assistere a lunghe fasi di gioco in cui l’unico rumore che arriva ai microfoni è quello di puck, pattini e bastoni.

Fortunatamente a scaldare la pista ci hanno pensato come sempre i tifosi biancoblù, che anche a Friborgo non hanno mancato di portare a gran voce il loro sostegno.

tre Zitto zitto…

Probabilmente non se ne parla abbastanza, ma tra i giocatori che in questa stagione stanno mostrando un progresso non indifferente c’è anche l’attaccante Patrick Incir, che in questo inizio di 2020 si è distinto per essere tra i migliori biancoblù in pista.

Il suo non è un compito facile, chiamato a portare energia ed efficacia in forecheck spesso con compagni di linea diversi di partita in partita. Nell’ultima settimana è stato premiato anche con alcuni assist, ma il suo è un duro lavoro – che compie senza praticamente mai farsi penalizzare – che è destinato a non essere spesso riflesso nelle statistiche.

Cambio dopo cambio però diventa sempre più facile notare quando è sul ghiaccio, grazie ad un periodo che rappresenta forse la sua miglior fase delle ultime stagioni.

quattro Numeri e maglie

Sabato sera il giovane Rocco Pezzullo ha vissuto il debutto in NLA che sognava, indossando la maglia della prima squadra – con tanto di suo nome già cucito sulle spalle – ed il numero 86.

L’attento Brenno Canevascini segnala come l’86 non sia mai stato utilizzato prima d’ora nella storia biancoblù, mentre venerdì Mattia Hinterkircher ha potuto vestire per la prima volta la casacca numero 33 – che in molti ricollegano con affetto a Pauli Jaks – dopo aver giocato undici incontri con l’anonima divisa numero 25.

Ad oggi sono dunque 90 i numeri di maglia utilizzati nel corso della storia dell’Ambrì Piotta. Rimangono da indossare il 54, 56, 59, 61, 73, 76, 85, 93, 98 e 99… Tra tutti, però, l’ultimo è probabilmente destinato a rimanere rispettosamente inutilizzato ancora per molto tempo.

cinque È tempo di mercato?

“Sapete quanto Duca sia sensibile a questi argomenti, non sarò io a sbilanciarmi”. Sorridendo, ha risposto così Matt D’Agostini alla domanda circa il suo futuro alla Valascia, al termine di una settimana in cui di spifferi di mercato sul fronte biancoblù ne sono arrivati decisamente più del solito.

Dopo i rumors su un possibile ingaggio di Ciaccio, si sono aggiunti quelli di un interessamento a Horansky e Hächler, mentre a livello di stranieri oltre Gottardo c’è chi ipotizza una scommessa biancoblù su Hazen e Devos.

Come da politica del club commenti su queste voci non ce ne sono, così come si rimane in attesa delle decisioni sui diversi giocatori che necessitano di un rinnovo, tra cui tutti gli stranieri ed elementi come Trisconi e Rohrbach (entrambi hanno un’opzione), Kneubuhler, Goi, Hinterkircher, Ngoy oppure Moor ed i fratelli Neuenschwander.

Proprio la scorsa fine di gennaio l’Ambrì Piotta, a due partite dalla pausa di inizio febbraio, aveva comunicato gli importanti rinnovi di Zwerger, Müller, Dotti e Manzato. Che il “bis” sia dietro l’angolo?

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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