
(Andrea Branca | HSHS)
MILANO – Alla fine tutto è andato secondo logica, la Svizzera ha superato l’Italia nella sorta di ottavo di finale, ma la squadra azzurra ha comunque cercato di vendere cara la pelle come fatto per tutto il torneo, fatta eccezione per la scoppola subita dalla Finlandia.
“Credo che a parte quel passo falso abbiamo comunque onorato la nostra presenza – afferma Marco Zanetti – e di questo va ringraziato il gruppo di cui ho fatto parte perché ha sempre creduto in quello che stavamo facendo. Ma se mi è permesso voglio dire grazie anche ai nostri tifosi, alla mia famiglia, ai miei amici e a tutti quelli che si hanno sostenuto in questa fantastica esperienza”.
Marco Zanetti, quali sono state le sensazioni nell’affrontare in un contesto come questo la Svizzera?
“Speravo di poter giocare contro la Svizzera e scontrarmi con tanti giocatori che conosco e in particolare Thürkauf, forse si è anche visto che inizialmente eravamo un po’ tesi, anche dopo l’infortunio di Bradley che ci ha un preoccupati sul momento. Alla fine sono uscite le qualità dei nostri avversari ma abbiamo fatto di tutto per cercare di restare in partita. Ora sicuramente tiferò per la Svizzera e spero possa andare più avanti possibile nel torneo perché se lo merita, anche se mi dispiace tantissimo per l’assenza di Fiala, spero possa rimettersi al più presto”,
Come parte della squadra azzurra quali sensazioni provi alla fine del vostro percorso?
“Abbiamo fatto tutti del nostro meglio, questo è l’importante. Finire qui il torneo olimpico ovviamente non fa piacere ma ci conforta sapere che lo facciamo senza rimpianti e dopo avere dato tutto quello che avevamo. Possiamo essere comunque felici del nostro percorso, a parte la partita con la Finlandia andata storta abbiamo fatto quanto potevamo partendo ovviamente tra le meno quotate”.
E sul piano personale cosa ti porti da questa esperienza?
“Quello di cui vado fiero è che questo gruppo ognuno ha cercato in tutti i modi di portare in alto i colori dell’Italia davanti a tutto il mondo e sfidando i giocatori più forti del pianeta, gente che io potevo solo ammirare in televisione e che mai avrei pensato di trovare sul ghiaccio di fronte a me. Proprio per questo ho cercato di assimilare ogni cosa da ogni giocatore che mi trovavo davanti, perché un’esperienza del genere è unica e può solo farti crescere sotto ogni aspetto”.


