
BERNA – È decisamente Philip Wüthrich l’eroe della serata di Berna. 46 tiri parati, tutti e 4 i rigori intercettati e secondo shutout consecutivo. L’estremo difensore dell’Ambrì Piotta non fa però trasparire molta gioia. È un tipo di poche parole, in cui prevalgono pacatezza e modestia, figlie del suo carattere non certo focoso o spavaldo perlomeno verso l’esterno.
“Se è stata la mia miglior prestazione in biancoblù? Non lo so onestamente, ovviamente fa sempre piacere non incassare reti, ma i miei compagni mi hanno aiutato bene. Nelle ultime partite siamo piazzati meglio difensivamente, questo mi facilita il compito e così facendo abbiamo la possibilità di raccogliere punti contro tutti gli avversari”.
Sei troppo umile, sei stato semplicemente grandioso. È ancora più speciale sfoderare una simile prova a Berna contro la “tua” squadra?
“Sì, è stato divertente poter battagliare contro i miei ex compagni e amici. È veramente stata una bella serata”.
A fine partita hai ricevuto pure la standing ovation dal tuo ex pubblico. Anche questa dedica è stata qualcosa di speciale per te?
“Certamente, ho lottato al loro fianco per cinque anni e ora è il mio primo anno da avversario. Non dimenticherò mai il tempo che ho trascorso qui. Berna rimarrà sempre casa mia”.
Hai ottenuto due shutout consecutivi, cosa rara per un portiere. La tua fiducia sarà alle stelle…
“Sì, la fiducia c’è, ma non vale solo per il sottoscritto, vale per l’intera squadra. È un motivo di gioia”.
La sensazione è che stai progredendo. A inizio stagione hai giocato così così, ora invece ti stai imponendo…
“Sì, cerco di migliorarmi sempre e cercare soluzioni, per aiutare i miei compagni e nel contempo perfezionare la nostra intesa. È una sorta di aiuto reciproco in fondo”.
Tu, in qualità di portiere, ti accorgi dopo qualche minuto di essere in una serata di grazia?
“Beh, questo è sempre l’obiettivo (Wüthrich ride ndr). Onestamente c’è da dire che qui a Berna il disco è girato anche un po’ dalla mia parte e ho avuto fortuna. Due o tre volte sarei stato battuto, ma il puck non è entrato, mi porto quindi a casa volentieri la buona sorte”.



