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Un Lugano concreto reagisce con forza vincendo a Rapperswil

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RAPPERSWIL – In una vera e propria partita “degli ex” (ben 7 tra una squadra e l’altra) il Lugano di Fischer era intenzionato a ritrovare la vittoria, dopo la battuta d’arresto patita contro i Lions la sera prima alla Resega. I motivi di interesse però erano soprattutto altri, come l’esordio del difensore Marco Maurer con la maglia bianconera, per l’occasione schierato assieme a Kienzle.

La sua presenza ha permesso a Fischer di sperimentare un inedito schieramento di quattro stranieri d’attacco, cosa che – a ranghi completi e infortuni e squalifiche a parte – a Lugano non si era mai vista nell’era play off. Quindi dentro anche Metropolit, schierato con il fido Rüfenacht e Walker, tornato all’ala, fuori Heikkinen e Fazzini e infine Walsky convocato come 13esimo attaccante.

Fortemente decisi a tornare alla vittoria, i bianconeri hanno messo subito sotto pressione la difesa del Rapperswil e ci hanno messo solo 5’27” a timbrare il cartellino, con un’azione insistita di Murray, che al terzo tentativo è riuscito a battere Punnenovs ritrovando il gusto della rete dopo ben 21 mesi.

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Da lì il Lugano ha sostanzialmente preso il controllo del match, ma terminare il primo tempo con una sola rete di scarto non era assolutamente abbastanza, e infatti, dopo nemmeno un minuto nel periodo centrale Persson – uno dei tre campioni del mondo in pista – ha fornito a Walser l’assist per il pareggio in power play, e per molti la partita sembrava indirizzata su binari pericolosi. Ma non si erano ancora fatti i conti con Metropolit, che dopo 38” ha già rimesso la sfida su sulla retta via bianconera, con un gol da opportunista dopo buon lavoro di Rüfenacht.

Questa rete ha dato la svolta all’incontro e al Lugano, che ha cominciato a premere forte dalle parti di Punnenovs, attaccando con velocità e potenza. E questa verve ha portato i suoi frutti, visto che i bianconeri sono andati a segno altre due volte in meno di 2’, con Kostner – gran polsino nel “sette” il suo – e con Ulmer, bravo ad aggirare lo slot sfruttando i blocchi dei suoi compagni e apiazzare un tiro imparabile per Aebischer, che nel frattempo era subentrato a Punnenovs.

Un problema in questa serata c’era, però, ed è stato il box play, troppo statico e chiuso e ancora una volta il Rapperswil ne ha approfittato per dimezzare lo scarto con l’onnipresente Persson. Partita riaperta? Nemmeno per sogno. Il Lugano, ancora una volta, non si è disunito, e anzi ha rischiacciato sull’acceleratore e ancor prima del 35’ sono arrivate le reti di Hirschi in power play e quella di pregevole fattura di Micflikier, dopo un’azione intelligente di Mclean.

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Il terzo tempo è stato puramente per le statistiche, unico rammarico quello di aver subito una terza rete a 38” dalla fine per eccessivo rilassamento. Negli ultimi minuti c’è stato tempo per qualche esperimento di Fischer, come l’inserimento di Walsky al posto di Walker al fianco di Rüfenacht e Metropolit.

Il Lugano è stato bravissimo nell’uccidere la partita nel secondo tempo, senza speculare, ma anzi schiacciando sul gas anche con due o tre reti di scarto, mostrando la personalità vincente della squadra. Qualche difficoltà di troppo la si è vista nelle situazioni speciali, e anche se Metropolit è tornato a far girare abbastanza bene il power play, a preoccupare di più è un box play statico e lento, che ha permesso di far bella figura anche al Rapperswil.

L’esperimento del 4 + 0 nello schieramento degli stranieri è riuscito, ma è atteso a sfide più probanti, in attesa anche che Maurer si inserisca al meglio negli schemi. Certo è che con un Metropolit in più, Fischer guadagna non poco sul piano della produttività offensiva, calcolando anche l’assenza di Fazzini e l’impiego a mezzo servizio di Walsky, insomma, alternative decisamente invidiabili.

Da sottolineare è la prova collettiva dei bianconeri, vittoriosi come squadra grazie al lavoro di tutti, e a sottolineare ciò vi sono le 6 reti segnate da 6 giocatori diversi, e un totale di 10 bianconeri andati a finire sul tabellino. Prova del collettivo con qualche spunto in più dei singoli, come Hirschi, autore della sesta rete ma anche di una gara tutta fiato e fosforo quale grande leader della difesa e del gruppo.

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Pettersson appare un po’ in comprensibile calo fisico, ma è sempre più rodato negli schemi, e la sua linea è davvero un bel vedere di velocità e imprevedibilità, grazie anche ai sacrifici di un Sannitz completamente ritrovato. Di nuovo in crescita Micflikier, sorretto da un grande Mclean e dal lavoro di Kostner, che suggella la sua prova con una grandissima rete da attaccante puro. Bravo Manzato, incolpevole sulle reti e autore di imprtanti interventi col risultato ancora in bilico.

Il Lugano ha reagito come meglio non poteva alla sconfitta contro i Lions, denotando grande fiducia e unità d’intenti, come un gruppo vero sa fare. A conferma di ciò basti guardare sulla panchina bianconera, perché -sembrerà una stupidaggine – ma mai si erano visti i giocatori così intenti a incoraggiarsi, complimentarsi e discutere tra loro sul da farsi. E l’immagine più bella della serata rimane l’abbraccio della panchina intera a Brady Murray dopo la sua prima rete dopo il lungo calvario.

Per confermare la crescita niente di meglio che andare a sfidare nella sua tana il Friborgo leader del campionato, e sarà interessante vedere lo schieramento tattico che adotterà Fischer.

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