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Ambrì Piotta

Senza disperazione e carattere, l’Ambrì non è ancora squadra

I biancoblù affrontano in maniera deludente lo scontro diretto e scivolano al penultimo posto. Buona la reazione nel periodo centrale, ma questo non basta

Senza disperazione e carattere, l’Ambrì non è ancora squadra

AMBRÌ – LOSANNA

2-3

(0-2, 2-1, 0-0)

Reti: 6’31 Fuchs (Gernat, Sekac) 0-1, 14’42 Frick (Sekac, Riat) 0-2, 22’07 Bürgler (Heed, Pestoni) 1-2, 26’59 Chlapik (Spacek, Pestoni) 2-2, 33’51 Kovacs (Gernat, Emmerton) 2-3

Note: Gottardo Arena, 6’004 spettatori
Arbitri: Tscherrig, Eriksson; Altmann, Burgy
Penalità: Ambrì 2×2′, Losanna 4×2′

Assenti: Dario WüthrichNick Shore (sovrannumero), André HeimRocco PezzulloStefan Müller (infortunati)

AMBRÌ – Ci è voluta una buona mezz’ora prima di vedere i giocatori dell’Ambrì Piotta uscire dallo spogliatoio al termine della partita. C’era evidentemente tanto da dirsi dopo una sconfitta che è probabilmente la più difficile da accettare in questo tribolato campionato, e l’impressione è quella che si sia arrivati ad un crocevia.

La classifica è cortissima ed essere scivolati al penultimo posto non è ad oggi il vero problema, ma ora è tempo che il gruppo biancoblù diventi davvero squadra ed inizi a portare sul ghiaccio compattezza e disperazione, perché non è giocando come martedì che la squadra di Cereda potrà acquisire carattere e raggiungere i suoi obiettivi.

Lo sanno benissimo i giocatori stessi, visto che la prolungata discussione al termine dell’incontro non ha coinvolto lo staff tecnico, ma è stata voluta immaginiamo per confrontarsi e cercare di ricompattare il gruppo. Nell’analizzare la partita contro il Losanna bisogna infatti essere onesti e, se da un lato è vero che il match è stato tutto sommato equilibrato e contro una squadra vodese dai nomi importanti, dall’altro la carica agonistica con cui l’Ambrì ha affrontato questo scontro diretto ha lasciato delusi.

Insufficiente il primo tempo, che sarebbe anche potuto finire con un parziale in favore dei leventinesi – Spacek e Kostner hanno colpito l’asta, mentre Juvonen è stato sfortunato sul raddoppio ospite – ma che in definitiva non ha visto in pista un Ambrì con una sufficiente energia e determinazione.

Immaginiamo che i muri dello spogliatoio leventinese abbiano – a giusta ragione – tremato durante la prima pausa, perché alla ripresa si è vista sul ghiaccio una squadra finalmente trasformata, e che ha saputo mettere alle strette un Losanna che è andato in difficoltà quando Spacek e compagni hanno spinto sull’acceleratore.

La rete di Bürgler in powerplay ed il gol valso il pareggio di Chlapik sono arrivati in rapida successione e nell’Ambrì Piotta si è riacceso il fuoco delle emozioni, ma la fiammata è stata troppo breve e non è andata oltre il periodo centrale. Questo è un problema che sostanzialmente affligge i leventinesi sin da inizio stagione e – senza naturalmente dimenticare varie buone prestazioni, alcune anche recentissime – non crediamo sia sbagliato constatare che “il vero Ambrì” sinora non lo si è ancora visto.

Le squadre di Cereda si sono infatti sempre distinte per saper “martellare” con grande ritmo ed intensità, elementi questi che sinora si sono però visti con troppa poca costanza. Questo argomento non è nuovo e ne avevamo già parlato nell’editoriale pubblicato durante la pausa, ma l’incapacità di giocare duro e mettere una marcia in più sta impedendo all’Ambrì – che sulla carta ha tutto per ambire ai pre-playoff – di esprimere il suo potenziale.

Le individualità d’altronde non mancano, ed anche la partita di martedì ce lo ha ricordato. Spacek e Chlapik ad esempio hanno mostrato di cosa sono capaci con diverse iniziative d’alto livello, McMillan stavolta ha portato in pista una buona dose di energia, ma qualcosa è ancora mancato per creare l’alchimia giusta.

Non è insomma un caso che Cereda decida di cambiare continuamente le linee, sia tra una partita e l’altra che a match in corso. Nell’occasione per cercare di provocare una scintilla è arrivato addirittura a spostare Jannik Fischer in attacco nel corso del periodo centrale, rinunciando ad utilizzare uno Zwerger che purtroppo sta confermando le sue difficoltà e che in questo momento fatica a dare un contributo.

In tutto questo il Losanna non ha giocato una partita eccezionale, ma ha svolto il suo compito sfruttando le sue occasioni ed infilando in powerplay la rete decisiva con Kovacs nel periodo centrale. Nel terzo tempo infatti l’Ambrì Piotta non ha più presentato degli argomenti convincenti per mettere in dubbio il risultato, e nemmeno gli stimoli di Cereda – timeout e rimescolamento delle linee – hanno sortito degli effetti.

Peccato, perché sull’altro fronte da metà incontro Punnenovs ha lasciato spazio a Stephan, veterano che in questa stagione ha disputato solamente due partite da titolare (!) e che da fine settembre aveva giocato complessivamente appena 55 minuti.

Con una pressione più costante si sarebbe insomma potuto metterlo in difficoltà, ma per farlo ci sarebbe voluto “il vero Ambrì Piotta”. Quello che Cereda sta ancora cercando, e che a Stephan non avrebbe fatto vivere una serata così semplice.


IL PROTAGONISTA

Filip Chlapik: In combutta con il compagno Spacek cerca di sbattersi e di creare più pericoli possibili alla porta del Losanna, ed anche martedì ha trovato addirittura otto conclusioni in porta di cui una finita alle spalle di Punnenovs. Nel terzo tempo si è reso protagonista di una bella azione personale che poteva valere il 3-3, anche se pure lui ogni tanto finisce per incaponirsi cercando la soluzione individuale.


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