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Ambrì Piotta

Rimonta con energia e carattere, per l’Ambrì è un punto prezioso

I biancoblù ingranano per davvero nel terzo tempo, dopo una prima parte con varie chance ma senza l’agonismo per mettere in difficoltà la capolista

Rimonta con energia e carattere, per l’Ambrì è un punto prezioso

AMBRÌ – GINEVRA

3-4

(0-2, 0-1, 3-0; 0-1)

Reti: 3’23 Praplan (Omark, Pouliot) 0-1 18’36 Omark (Tömmernes) 0-2, 24’49 Omark (Tömmernes, Praplan) 0-3, 40’29 Bürgler (Heed, Pestoni) 1-3, 46’14 Formenton (Heed) 2-3, 53’27 Chlapik (Zwerger, Eggenberger) 3-3

Rigori: Tömmernes

Note: Gottardo Arena, 6’113 spettatori
Arbitri: Mollard, Holm; Cattaneo, Duc
Penalità: Ambrì 6×2, Ginevra 4×2

Assenti: Diego KostnerMichael Spacek (infortunati), Kilian Zündel (sovrannumero), Rocco PezzulloLionel Marchand (Ticino Rockets)

AMBRÌ – La fase della stagione in cui ogni punto vale oro è oramai arrivata, e quello che l’Ambrì Piotta ha saputo strappare alla capolista Ginevra è davvero importante e manda in secondo piano i due lasciati per strada. Sì perché innanzitutto i biancoblù hanno ribadito di essere un gruppo compatto e determinato anche quando si sono ritrovati sotto per 3-0 con un solo tempo da giocare, e la reazione avuta per portare Omark e compagni sino ai rigori è stata da applausi.

Certo, se i leventinesi sono usciti in maniera entusiasmante – ed anche sorprendente, visto il passivo alla seconda pausa – dal buco in cui erano scivolati nei primi due tempi, ciò significa anche che non tutto è andato per il meglio nella prima metà di gara, e da questo va sicuramente tratto insegnamento.

L’entrata in materia non è infatti stata nuovamente delle migliori, con il Ginevra subito “sul pezzo” grazie principalmente alle sue capacità tecniche, mentre la squadra di Cereda ha faticato a trovare pattinaggio ed intensità, rendendo la vita un po’ troppo facile ad un avversario che ha saputo sin qui dominare il campionato e che in 20 uscite in trasferta è andato a punti in 17 occasioni.

Per i primi due periodi la sensazione era infatti quella che l’Ambrì Piotta non si stesse dando una vera chance di impensierire il Servette, ed anche se il parziale di 3-0 era oltremodo severo, nel gioco biancoblù non si era vista quella carica agonistica ed intensità indispensabile per rendere il forecheck efficace. Troppo pochi infatti i dischi recuperati in profondità, e troppo frequenti le uscite pulite dal terzo di difesa da parte del Ginevra, con l’Ambrì che in alcune fasi è sembrato perdere un po’ la pazienza nel costruire il gioco concentrandosi sui propri punti di forza.

In tutto questo Chlapik e banda le loro occasioni le hanno avute – in buon numero, e di qualità – ed è stata per una questione di centimetri che la partita ha preso una direzione piuttosto che un’altra. Nel finale di primo periodo, così come in avvio di secondo, l’Ambrì è infatti andato ad un nulla da una rete che avrebbe probabilmente cambiato alcune coordinate, ed invece sul terzo punto di Omark si aveva il sospetto di trovarsi in una di quelle serate in cui le cose vanno tutte storte.

La situazione è però gradualmente iniziata a cambiare dal timeout chiamato da Cereda a metà partita, in cui il messaggio è stato probabilmente quello di continuare ad insistere, perché a quel punto c’erano ancora una trentina di minuti da giocare e gli episodi per cambiare il momentum erano comunque arrivati.

Un importante rimescolamento delle linee e la rete immediata di Bürgler in powerplay hanno rappresentato la miccia necessaria per cambiare la sfida, e da lì è iniziato un terzo tempo in cui l’Ambrì ha dominato a tutta pista il Ginevra, arrivando ad impattare la contesa addirittura nel giro di 13 minuti.

In vista del finale di stagione è dunque stato importante vedere il carattere mostrato da una squadra che non ha voluto arrendersi, ma l’altro lato della medaglia è rappresentato da due periodi – ed in particolare il secondo – in cui il Ginevra non aveva dovuto pagare un prezzo altissimo per costruirsi il vantaggio. L’Ambrì ha insomma reso la vita un po’ troppo facile ad una squadra che è già fortissima di suo – e all’appello mancavano i vari Filppula, Vatanen e Winnik – ma alla fine il “click” per affrontarla nella giusta maniera è arrivato.

Non da dimenticare inoltre che i biancoblù sono scesi in pista senza il loro miglior giocatoreSpacek tornerà non prima di una settimana – ed hanno comunque saputo trovare ben 39 tiri contro un Ginevra che in media ne concede una decina in meno, e costringendo anche gli avversari a bloccarne 26.

Dalla sfida con la capolista è insomma emerso un Ambrì Piotta che si è dimostrato squadra, ma non con la ricetta ideale per affrontare i prossimi impegni, che richiederanno delle prestazioni più complete a livello di ritmo. Alla fine il punto extra l’ha intascato il Ginevra grazie al rigore di Tömmernes – e chi sennò? – ma alla squadra di Cereda è rimasta la consapevolezza di averne guadagnato uno molto prezioso.

Ora però sotto con il Langnau, contro cui l’obiettivo sarà quello di ottenere la posta piena.


IL PROTAGONISTA

Henrik Tömmernes: Il difensore svedese si è dimostrato una volta di più il vero pilastro del Ginevra. È rimasto sul ghiaccio per oltre 30 minuti giocati con grande qualità e dinamismo, con due assist offerti a Omark ed infine la realizzazione del rigore che ha deciso la partita. Questa potrebbe essere stata la sua ultima apparizione alla Gottardo Arena, ed ha ricordato a tutti quali sono le sue qualità.


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