
LUGANO – ZUGO
4-1
(2-0, 0-0, 2-1)

Reti: 16’03 Emanuelsson (Valk, Kupari) 1-0, 18’17 Alatalo (Peltonen, Marco Zanetti) 2-0, 46’14 Carrick (Valk, Emanuelsson) 3-0, 50’17 Sanford (Aebischer, Fazzini) 4-0, 58’56 Lindemann (Riva, Truog) 4-1
Note: Cornèr Arena, 5’941 spettatori
Arbitri: Lemelin, Piechaczek; Cattaneo, Bürgy
Penalità: Lugano 4×2, Zugo 4×2
Assenti: Mirco Müller, Carl Dahlström, Aleksi Peltonen (infortunati), Brendan Perlini (ammalato)
LUGANO – Alla fine il verdetto è arrivato e dice che il Lugano dovrà affrontare i campioni in carica degli ZSC Lions nei quarti di finale. Il risultato di classifica al termine della partita contro lo Zugo non è cambiato rispetto a quanto si era già delineato in coda alla sconfitta di Kloten e i tre punti conquistati contro i tori non hanno potuto cambiare il destino dei bianconeri.
Certo, perdere il vantaggio casalingo a poche giornate dal termine irrita un po’, soprattutto guardando alle prestazioni dell’ultima settimana, ma quello che deve rassicurare di più i tifosi del Lugano è il fatto che la squadra di Tomas Mitell – comunque la seconda miglior squadra del campionato per rendimento in trasferta – non ha speculato per niente e ha proposto una prestazione finalmente brillante e convincente, contro uno Zugo che la partita è venuto in Ticino comunque a giocarsela.

(Photobrusca & Luckyvideo)
È vero che per la squadra di Benoit Groulx vittoria o sconfitta non avrebbe mosso di un millimetro la classifica, però l’attitudine con cui Hofmann e compagni si sono presentati alla Cornèr Arena è stata quella di una partita vera, obbligatoriamente da sfruttare anche dagli svizzero-centrali per entrare in clima postseason visti gli imminenti play-in contro il Rapperswil già in programma questa settimana.
Sul piano fisico si è capito subito che il match sarebbe stato combattuto, i duelli individuali sono stati dall’inizio molto numerosi e hanno infittito un gioco che ha preso comunque un buon ritmo, merito tanto di un Lugano sceso in pista con convinzione oltre che con un attacco rimescolato, con Valk al centro di Emanuelsson e Kupari, e Sekac spostato all’ala, con Perlini relegato in tribuna.
Il doppio vantaggio iniziale ha rispecchiato quanto lavoro la squadra di casa stava producendo soprattutto per spingere lo Zugo verso Wolf, non tanto con azioni fluide o centrali ma cercando fare un forecheck profondo e di mantenere il possesso del disco più a lungo possibile, provocando quegli errori che sono costati per esempio il primo gol dello sgusciante numero 16, veramente una scheggia impazzita per tutto lo spazio del ghiaccio.

(Photobrusca & Luckyvideo)
E nemmeno il raddoppio è arrivato in maniera casuale, perché a sfruttare finalmente in maniera ideale una spinta di una certa durata nello slot è stato quel Santeri Alatalo che quando sente nell’aria il profumo del postseason alza i giri del motore e come a Kloten – pur con l’annullamento del 2-1 – ha pescato dal cilindro una rete di altissima classe, provando che come sempre di questi periodi lui marca pesantemente presenza.
Più difficile, di nuovo, per i bianconeri sfruttare il powerplay, esercizio sprecato nel secondo tempo anche a causa di una cronica difficoltà agli ingaggi offensivi che li costringe sempre a concedere il primo disco al box avversario, dovendo ripartire dalle retrovie. Va detto che Emanuelsson, Sekac e Simion delle ottime occasioni le hanno trovate, ma la manovra è stata troppo discontinua.
Alla squadra di Mitell però va fatto un plauso per aver impedito – anche con un paio di big save di Schlegel – allo Zugo di rientrare in partita, uccidendo la partita prima che gli ospiti potessero progettare un ultimo assalto alla gabbia del numero 34, chiudendo i conti con due splendide reti a nome Carrick e Sanford. Il numero 21, nonostante il gol, appare comunque come uno dei giocatori più in difficoltà del Lugano, probabilmente alle prese con un calo di brillantezza fisica, e di questo ne risente tutta una linea risultata piuttosto fumosa.

(Photobrusca & Luckyvideo)
Ora per i bianconeri si prospettano dieci giorni senza partite, per alcuni aspetti è sicuramente positivo, pensando a Sanford e al recupero degli infortunati, dall’altro invece c’è da capire come questo stop influirà su una squadra che ha sempre sofferto le pause, anche se il contesto ora è decisamente diverso.
Di segnali buoni però per Mitell ce ne sono diversi, da un Emanuelsson imprendibile e “elettrico”, a Brian Zanetti in netta crescita di efficienza e personalità, con la conferma che leader come Alatalo e Morini stanno entrando nella modalità playoff, in attesa di capire pure quale sarà il line up definitivo che il coach svedese presenterà venerdì prossimo alla Swiss Life Arena.
Fine delle speculazioni, ora si fa sul serio.
IL PROTAGONISTA

Einar Emanuelsson: A ogni cambio avrà pattinato per chilometri a una velocità pazzesca. La sua capacità di leggere il gioco e di entrare in possesso del disco ha tenuto impegnata la difesa dello Zugo per molti minuti e la rete segnata nel primo tempo è di nuovo figlia della testardaggine di un giocatore capace di dare un’energia pazzesca al gioco della squadra ogni volta che scende sul ghiaccio.
HIGHLIGHTS



