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Ambrì Piotta

Pestoni: “Bello fare punti ma io voglio vincere, la rimonta sul Berna ci ha fatto riflettere”

Il ticinese ha giocato al fianco di Shore: “È un giocatore incredibile, ha vinto quasi tutti gli ingaggi ed iniziare l’azione con il disco ti permette di giocare a hockey. È sempre pronto a scherzare, fa bene a tutta la squadra”

BIASCA – È iniziato con la classica amichevole contro i Ticino Rockets il preseason dell’Ambrì Piotta, che venerdì sera a Biasca è stato protagonista delle prime pattinate che lanciano il mese di avvicinamento al debutto stagionale in casa del Friborgo.

Già interessanti alcune combinazioni proposte da coach Luca Cereda, con ad esempio Inti Pestoni che ha potuto giocare al fianco di Nick Shore in una combinazione che vedremo se sarà confermata nelle prossime uscite.

“La prima partita è sempre un po’ difficile, specialmente il primo tempo, ma penso che abbiamo iniziato bene”, ci ha raccontato proprio Pestoni. “Sul ghiaccio abbiamo cercato di applicare il più possibile le indicazioni di Cereda, e da questa amichevole iniziale ci sono tante cose positive così come altre sicuramente da migliorare, ma siamo abbastanza contenti”.

Inti Pestoni, hai potuto giocare al fianco di Nick Shore, com’è andata?
“È un giocatore incredibile. Ha vinto quasi tutti gli ingaggi, e quando inizi l’azione con il disco sul bastone è sicuramente un fattore positivo e che ti permette di giocare a hockey. Già solo da quello si capisce come potrà darci una mano, ed inoltre è bravo quando ha il puck e difensivamente dà un grande contributo. Sa fare praticamente tutto, dunque non posso sicuramente lamentarmi! Come tipo è inoltre sempre pronto a ridere e scherzare, non è mai negativo e questo fa bene a tutta la squadra”.

L’anno scorso hai vissuto un’ottima stagione, con tanti punti e costanza nel tuo gioco… Ora si tratta di rifare la stessa cosa, o c’è qualcosa da cambiare per migliorare ancora?
“Sicuramente per me stesso e per il morale fa bene riuscire ad ottenere dei punti, ma io preferisco vincere. Quando ci riesci con la squadra ti diverti molto di più. Questo è quello che vogliamo fare. Quest’anno ad esempio abbiamo i due cechi che potrebbero fare più punti di me, ma non cambia nulla… L’importante è avere tutte le sere le quattro linee che girano bene, poi chi segna poco importa. Voglio vincere con la squadra”.

Avevate finito la stagione con quell’incredibile rimonta sul Berna, seguita dalla bella serie con il Losanna. Che eredità ha lasciato quel periodo nello spogliatoio?
“È un’impresa che ci portiamo dentro e che ci ha fatto comunque riflettere su tutto quello che avevamo fatto prima. Quando arrivi alla fine e riesci a fare una cosa del genere, significa che qualcosa nella squadra c’è, e dunque arriva anche la consapevolezza di aver buttato via delle occasioni in passato. Quest’anno abbiamo tutto questo nella nostra testa e sappiamo che possiamo fare bene per l’intero campionato. Non deve più esserci la mentalità di dire “vabbè, è normale venir battuti quando andiamo a Berna o Zurigo”, perché abbiamo le capacità di imporci ovunque se diamo il 200%”.

L’anno scorso avevate il peggior powerplay della lega, ci state già lavorando?
“Non abbiamo ancora iniziato a lavorare su quello, anche perché manca sempre Zwerger ed in generale non tutti siamo al 100%. Penso che cominceremo presto, perché sappiamo che al giorno d’oggi si vincono le partite con il powerplay e si perdono se si prendono troppe penalità, ed anche quello è un aspetto da migliorare”.

L’Ambrì è alla ricerca del suo nuovo capitano, è un ruolo a cui ambisci?
“Non ci penso tanto onestamente, e se dovesse essere il caso non mi porterebbe a cambiare il modo di comportarmi. Rimarrei la stessa persona che sono adesso, e se dovessi avere questo privilegio sicuramente per me sarebbe un grande onore. Sin da piccolo ero tifoso dell’Ambrì e dunque sarebbe un sogno. Come sono in spogliatoio? Sono molto sulle mie e non mi piace alzare la voce, penso che ognuno sa cosa deve fare… Ci sono dei leader che parlano molto ed altri invece non lo fanno, è una cosa molto personale. Penso che l’esempio perfetto sia Bürgler, non è uno che parla molto ma lo fa nel momento ideale, e poi sul ghiaccio fa sempre le cose giuste. Per me è questo il profilo di un capitano piuttosto di qualcuno che strilla a tutti, perché tutti sbagliano e dunque nessuno ha il diritto di gridare troppo”.

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