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Ambrì Piotta

Per l’Ambrì è un ritorno al passato, la visione di Fischer e Weibel per il futuro è un déjà vu

Il club ha presentato il suo nuovo direttore sportivo, che ha spiegato la sua visione ragionando su una ricostruzione da costruire sull’arco di almeno quattro stagioni: “Sono convinto di poter dare un nuovo DNA all’Ambrì Piotta”

AMBRÌ – Ha presentato la sua visione per il futuro ed il rilancio del club l’Ambrì Piotta, che ha però avuto dei connotati decisamente familiari. Con le parole del CEO Andreas Fischer ed il nuovo DS Lars Weibel – presentato in questa occasione – i biancoblù hanno infatti ribadito di voler essere un club formatore, ricordando tutti i vantaggi ed insidie di questo tipo d’impostazione.

Fischer ha aperto la conferenza stampa ringraziando il lavoro fatto da Paolo Duca, e poi ad interim da Alessandro Benin, ricordando poi lui stesso che “alcuni giorni fa ho dichiarato che vogliamo sviluppare una strategia sportiva mai vista finora. Sono parole forti, ma scelte con consapevolezza”.

Nel contesto di una lega che oggi è chiaramente divisa in due tra club facoltosi ed altri più modesti in termini economici, “sono convinto che questo non debba rappresentare una scusa, ma un elemento da considerare nella costruzione di una squadra competitiva. Il fulcro della nostra visione è quello di voler essere un club formatore. Crediamo fermamente nella possibilità di offrire a giovani promettenti una piattaforma per uno sviluppo strutturato. L’obiettivo è quello di costruire in 3-4 anni una squadra che sappia crescere costantemente, e che ogni stagione compia progressi sportivi. Siamo consapevoli che questo richiederà anche giocatori esperti e carismatici, che si assumano la responsabilità e accompagnino i giovani nel percorso. Per farlo ci servono due elementi: un DS disposto a percorrere questa strada, e un allenatore capace di sviluppare profili diversi”.

Le prime parole di Lars Weibel in biancoblù sono state rivolte al passato: “Ho tanto rispetto per Paolo Duca e quello che ha fatto negli anni. Ora ho la chance di continuare a sviluppare questo club sportivamente. Mi sento pronto e orgoglioso. Sono convinto di poter dare un nuovo DNA all’Ambrì Piotta”.

Dei reali cambiamenti – anche considerando la rosa attuale, i contratti in essere e la situazione del mercato – richiederanno però anni, come confermato dallo stesso Fischer. “Non vogliamo dormire, ma ci vorranno almeno quattro anni per essere competitivi. La pazienza non è la mia forza, ma nel primo anno dovremo stabilizzarci e poi iniziare un rebuild, prendendo le giuste decisioni insieme. Spero che i risultati arrivino il prima possibile, ma il processo è importante. Sappiamo di essere diversi da altri club, ma la nostra è una diversità positiva. Vogliamo essere un club che mostra grinta e cuore, che gioca un hockey veloce e con intensità”.

Il lavoro per Weibel sarà insomma tantissimo “e ufficialmente inizierò in luglio, perché con la SIHF abbiamo degli obiettivi che prendo molto sul serio. Chiaramente però ci sono decisioni da prendere, e questi argomenti sono ijn movimento e cercherò di trovare il tempo di fare tutto. Dopo le 10 di sera posso fare quello che voglio (ride, ndr)”.

Un pensiero va ovviamente al futuro allenatore, che Weibel vuole abbia “un profilo che proponga un hockey veloce, con intensità. Che sia un profilo con esperienza e conosciuto per sviluppare i giocatori, e che abbia il coraggio di prendere questa strada e la forza di vivere questa filosofia”.

Prima di guardare avanti resterà però da chiudere nel miglior modo la stagione attuale. “Oggi mi sono presentato, anche se alcuni giocatori già li conoscevo. La situazione attuale non mi fa paura, ma può essere pericolosa. Quando le cose vanno male vedi però quali giocatori hanno carattere. Si possono raccogliere informazioni importanti per il futuro, e sono convinto che il gruppo trarrà il meglio da questa situazione”. 

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