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Lugano

Non può pensarci sempre Innala, ma è un punto che vale

In una partita a lungo piatta e poi in leggero crescendo, i bianconeri acciuffano il pareggio con un lampo del finnico nel finale, ma la giocata di Merelä regala i due punti al Berna

Non può pensarci sempre Innala, ma è un punto che vale

BERNA – È un solo punticino, ma per quanto visto nell'uggioso pomeriggio bernese e il periodo che sta attraversando il Lugano, è un punticino molto prezioso. Brutto da dire, è vero, per una squadra dalle ambizioni come quella bianconera, ma fino all'improvviso lampo di Innala – non ci fosse lui… - la squadra di Mitell è rimasta in partita più che altro anche per la poca consistenza di un Berna migliore ma non certo trascendentale, soprattutto in fase di finalizzazione.

Arrivato alla Postfinance Arena con una formazione largamente rimaneggiata a causa delle defezioni di sei titolari, il Lugano ha dovuto far fronte a certe difficoltà con un line up che vedeva i giovani Henry e Besanidis tra i titolari, e ogni quintetto modificato, con la sola coppia difensiva formata da Mirco Müller e Lassi Thomson confermata su tutta la rosa messa in pista.

Difficoltà oggettive, che però come già detto dopo la brutta sconfitta casalinga contro il Kloten, non devono impedire ai bianconeri di andare sul ghiaccio con la giusta attitudine e una certa furbizia tattica, soprattutto in una settimana durissima che vedrà Fazzini e compagni in pista ogni due giorni fino al derby di sabato alla Gottardo Arena.

Dal punto di vista dell'atteggiamento qualcosa è migliorato – auspicabile come minimo – ma quanto visto sul ghiaccio della Postfinance Arena non è certo frutto del miglior Lugano, pasticcione e inconcludente per almeno mezzora di partita.

Ancora una volta sono stati troppi i duelli individuali persi, con la conseguenza di tanti dischi lasciati pericolosamente agli avversari in uscita di zona o neutrale, con una incapacità degli attaccanti di penetrare lo slot e arrivare davanti a Hughes con delle azioni verticali. Anche in questa occasione come contro gli aviatori, i bianconeri sono stati tenuti al largo dello slot, e ogni possibile azione offensiva tentata nei primi trenta minuti si è spenta tristemente contro le balaustre o su qualche stinco avversario.

Come detto il Berna non è stato di certo irresistibile, ma fisicamente è stato migliore e ha saputo rubare più dischi rispetto ai suoi avversari, e per questo ha passato la maggior parte della partita mantenendo il possesso del gioco molto a lungo e costringendo il Lugano a inseguire l'avversario, facendogli perdere la lucidità durante i cambi.

Pochissimi i giocatori in grado di battagliare alla pari o meglio degli orsi, da Morini, Brian Zanetti, Müller e in parte Olsson (finché non si intestardisce) e Innala, l'unico tra tutti lucido e capace con la sua classe di trovare quel lampo improvviso nel finale a regalare almeno il punticino ai suoi compagni. Poteva anche essere di più, con gli arbitri non molto lineari proprio nei momenti più importanti e un powerplay strozzato subito dal fallo di Tanner, e anche l'overtime ha fatto sperare a molti nel secondo insperato punto.

Nel complesso appare difficile in questo momento giudicare la squadra semplicemente sul piano tecnico, sono tante le assenze molto pesanti che non solo privano il Lugano di grandi qualità tecniche e fisiche, ma tolgono anche gli automatismi e le intese tra le linee, oltre che minuti importanti di lavoro fisico ai compagni.

Per Tomas Mitell il lavoro principale per portare al termine nella miglior maniera possibile la prossima settimana sarà quello di lavorare su una squadra troppo arrendevole negli scontri individuali e cervellotica in alcune decisioni che mettono in pericolo la stabilità del gioco.

A volte sembrano parole scontate e banali, ma mai come in questo periodo il Lugano deve basarsi sulla semplicità e sulla voglia di lottare, per il bel gioco si può anche attendere che arrivino domeniche più soleggiate e che non sia sempre il solito Innala a cantare e portare la croce.


IL PROTAGONISTA

Waltteri Merelä: La giocata nell'overtime è di alto livello e solo quello gli fa meritare la palma di eroe di giornata, ma ogni azione pericolosa passa dalle sue mani. Imprescindibile per “cervello” tattico e fantasia, il finlandese non si è mai risparmiato nemmeno nel lavoro alle assi, vincendo praticamente ogni duelli individuale contro gli avversari.


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