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Lugano

Nessun problema per il Lugano, Lakers dominati e sconfitti 7 a 1

rapperswil

LUGANO – Se è vero che per ogni squadra, a fronte di una “bestia nera” c’è sempre una vittima sacrificale, si potrebbe affermare quasi con certezza che le vittime preferite dal Lugano ultimamente sono i Rapperswil Lakers. Dopo un 8 a 1 della stagione scorsa e un 9 a 1 di questo autunno è arrivato il 7 a 1 mancante, che segna anche le 300 reti insaccate dai bianconeri ai sangallesi da quando quest’ultimi sono saliti in LNA nel 1994.

Partita particolare, visti i tempi che corrono, quella della Resega, che ha visto affrontarsi due squadre inusualmente senza stranieri della NHL, con il solo Sbisa in pista come rappresentante della massima lega nordamericana. Dopo le statistiche spazio alle novità, e la più attesa era sicuramente l’esordio di Pavel Rosa nel primo blocco del Lugano, cosa che ha relegato di nuovo a quinto straniero Nummelin. Oltre a ciò vi è stato il ritorno tra i titolari di Leandro Profico – schierato da Huras per ovviare all’assenza di Steiner – e di Dario Simion, di ritorno dai mondiali U20. Hanno completato la lista degli infortunati i soliti Domenichelli, Blatter, Brady Murray, Fazzini e Morant.

rosa
(Wikimedia commons)

Ci sarebbe poco da dire su un incontro dominato in lungo e in largo dai padroni di casa, e allora vanno spiegate le ragioni di un così largo successo. Sicuramente la difesa dei Lakers e Aebischer non sono di grande aiuto a Rogenmoser nel raggiungere i suoi intenti, ma sono stati parecchi i meriti dei bianconeri. Dapprima la pazienza mostrata nell’inseguire la prima rete, che nonostante i numerosi attacchi è caduta a pochi secondi dalla prima sirena, risultando già quasi decisiva per il proseguo dell’incontro.

Un altro punto forte è stato il forechecking applicato a centro pista, che ha arginato una squadra capace di ripartire solo ed esclusivamente in contropiede e impedendo agli attaccanti ospiti di poter tirare in maniera pericolosa verso il bravissimo Manzato. Le reti sono cadute con buona regolarità, ma soprattutto in momenti chiave del match, instradandolo con decisione al 20’38” grazie al 2 a 0 di Hirschi e chiudendolo al 35’06” con il 4 a 0 di Profico.

Il lucchetto sulla catena è stato poi messo dal quinto gol per mano di Jordy Murray, dopo soli 18″ dall’inizio del tempo conclusivo, permettendo ai Lakers di rendersi leggermente pericolosi in quei cinque minuti in cui il Lugano ha accusato un rilassamento. Il giovane Scherrer – che ha sostituito un Aebischer macchiatosi di un gesto vergognoso verso la propria squadra rientrando per protesta negli spogliatoi e lasciandoli senza riserva – poco ha potuto, come sulla cannonata di Heikkinen in power play (100% di riuscita) e su quella di Mclean, subendo le ultime reti di una serata assolutamente a senso unico.

(© A. Branca)(© A. Branca)

Tra i singoli ottima prestazione per la seconda linea d’attacco, che ha messo lo zampino in tre reti, con un Murray finalmente meno fumoso e un Kostner quasi indispensabile per intelligenza e visione di gioco. Come al solito spettacolare Metropolit, che si è trovato al proprio fianco un Rosa ancora fuori condizione ma che ha comunque piazzato due assist e che ha già dato diversi saggi delle sue capacità puramente offensive. L’intesa con i compagni è già buona, e allora i tifosi possono sognare. Tra i difensori è emerso Ulmer, che fa della capacità di posizionamento il suo punto forte, ovviando a evidenti mancanze fisiche. Ottima la prova di Manzato, che ha approfittato della buona copertura della difesa, ma che ha comunque sfoderato interventi sempre sicuri e puliti. Buona prova anche per Pivron, capace come pochi di sfruttare il suo fisico imponente, e le mani non sono poi così scarse come si possa credere.

In una partita del genere è difficile dire dove comincino i meriti dei vincitori e i demeriti degli sconfitti. Il Lugano ha mostrato molte belle combinazioni offensive ed è andato a segno con sette uomini diversi, risultando pericoloso con tutti i blocchi. In difesa ci sono ancora piccole cose da sistemare, ma la strada intrapresa in questo nuovo anno sembra quella giusta. Quello che è certo è che il Lugano ha potuto giocare una buona metà di partita con assoluta tranquillità, risparmiando forze importanti per il derby domenicale.

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