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Lugano

Nella sfida ai Tigers lo show di Thürkauf premia il Lugano

Un gran primo tempo ha illuso la Cornèr Arena, fino alla rimonta del Langnau nel terzo. Nella battaglia dei rigori il capitano ruba la scena con quattro realizzazioni

Nella sfida ai Tigers lo show di Thürkauf premia il Lugano

LUGANO – LANGNAU

4-3

(1-0, 1-1, 1-2)

Reti: 04’34 Sanford (Fazzini, Müller) 1-0, 24’49 Canonica (Fazzini, Sanford) 2-0, 31’30 Allenspach (Malone, Riikola) 2-1, 40’32 Schmutz (Pesonen, Riikola) 2-2, 48’33 Rohrbach (Riikola) 2-3, 56’38 Simion (Aebischer, Thürkauf) 3-3

Rigori: Thürkauf (4), Julian Schmutz (3)

Note: Cornèr Arena, 6’233 spettatori
Arbitri: Kaukokari, Stricker; Obwegeser, Nater
Penalità: Lugano 1×2 + 1×5 + 1×20, Langnau 1×5 + 1×20

Assenti: Rasmus KupariEinar Emanuelsson (infortunati)

LUGANO – A un certo punto, al momento dell’inizio dei rigori ad oltranza, con i soli Thürkauf da una parte e Julian Schmutz dall’altra capaci di andare a segno con il proprio tentativo, sulle tribune tutti si sono chiesti come mai non scendesse in pista il grande specialista Fazzini, che sul suo rigore aveva colpito il palo.

Ma proprio lo stesso topscorer bianconero era a spronare (quasi in segno di sfida) il proprio capitano ad andare avanti, e alla fine i quattro rigori su quattro (!) con cui il numero 97 ha freddato Boltshauser sono stati decisivi per superare i tre messi a segno da Schmutz con altrettante belle realizzazioni. Momenti anche di “leggerezza” in una sfida portata fino a quella serie interminabile da un Lugano che a perdere in casa dalla squadra di Thierry Paterlini proprio non ci stava, come sottolineato da quello sforzo finale premiato dal 3-3 di Simion arrivato in un momento di spinta convinta della formazione di casa.

Mentalmente poteva essere anche più difficile, sappiamo come i Tigers una volta in vantaggio, soprattutto in trasferta, si cementifichi su un sistema che più difensivo non si può a protezione del proprio portiere, ma alla fine anche il fortunato Boltshauser – a volte in balìa degli eventi ma sempre capace in qualche maniera di fermare i dischi – ha dovuto cedere, perché la squadra di Mitell in quel momento aveva deciso che così doveva essere. Questa convinzione, anche quando magari il sistema di gioco traballa un po’ e qualche ingranaggio salta, è ciò che ha permesso ai bianconeri di non deragliare dopo il vantaggio ospite a firma di Rohrbach, in un momento che poteva essere decisivo.

Forse per i primi quindici minuti di gara in pochi avrebbero pensato di ritrovarsi in quella situazione e di dover forzare così tanto sullo slot avversario per arrivare al pareggio, dato che quanto aveva mostrato il Lugano ad inizio gara era da leccarsi i baffi. Azioni fluide, veloci, occasioni a ripetizione e poi il gol di pura classe di Sanford a suggellare quella superiorità netta, sempre però senza fare i conti con il carattere e l’organizzazione dei bernesi.

Anche il 2-0, trovato con un colpo di furbizia dalla coppia FazziniCanonica in entrata di secondo periodo poteva far pensare che le cose potessero andare via lisce per una tranquilla domenica pomeriggio, invece già il 2-1 infilato con da Allenspach sul palo più vicino di Schlegel ha fatto traballare i bianconeri, caduti poi sulla sfortunata autorete di Dahlström e poi con il 2-3 di Rohrbach su un disco perso nell’angolo e poi con un piazzamento sbagliato nello slot.

La crescita del Langnau è passata da un aumento di ritmo dalla panchina, con gli stranieri forzati a cambi alterni e rapidissimi, e questo ha fatto vacillare la difesa di casa, non nuova a soffrire tremendamente l’organizzazione dei Tigers quando aumenta il suo ritmo, anche con un gioco molto rischioso e dispendioso ma che a conti fatti porta anche i suoi frutti.

Dal 2-1 via non è stata una partita particolarmente disciplinata da parte del Lugano, ma la forza della squadra di Mitell è anche quella di non smettere mai di giocare e di lottare di cambio in cambio, sapendo che sulle quattro linee ci sono comunque tante individualità che prima o poi possono sfruttare il lavoro collettivo, come dimostrato dal 3-3 di Simion.

Sicuramente Mitell ha sul taccuino diverse cose da correggere in allenamento, ma di domenica sera si può avere la consapevolezza che questo Lugano la maniera di uscirne la trova sempre, anche quando sembra sul punto di deragliare, qualità che solo le squadre vere riescono a mostrare.


IL PROTAGONISTA

Calvin Thürkauf: Lo show nei rigori aumenta il peso specifico della sua prestazione, ma anche durante i tempi di gioco il capitano bianconero ha spesso tracciato la via con tanto lavoro fisico e dischi recuperati in forecheck. E in coppia con Dario Simion le cose vanno sempre meglio, l’intesa tra i due è praticamente naturale.


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HIGHLIGHTS

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