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Lugano

Nella sconfitta della Ilfis c’è tutto il Lugano della stagione

Un inizio disastroso compromette tutto per i bianconeri, usciti dal weekend con zero punti. La classifica torna precaria, all’orizzonte c’è il derby di martedì

(PostFinance /KEYSTONE/ Marcel Bieri)

Nella sconfitta della Ilfis c’è tutto il Lugano della stagione

LANGNAU – LUGANO

6-4

(3-1, 2-1, 1-2)

Reti: 6’50 Sturny (Pascal Berger, Saarijärvi) 1-0, 7’11 Michaelis (Pesonen, Erni) 2-0, 8’27 Diem (Lepistö, Schmutz) 3-0, 14’04 Fazzini (Josephs, Thürkauf) 3-1, 23’34 Michaelis (Pesonen, Saarijärvi) 4-1, 25’10 Carr (Herburger) 4-2, 39’06 Schmutz (Saarela, Weibel) 5-2, 42’14 Alatalo (Bennett, Morini) 5-3, 50’14 Connolly (Andersson, Wolf) 5-4. 50’30 Schmutz (Saarijärvi) 6-4

Note: Ilfishalle, 5’421 spettatori
Arbitri: Piechaczek, Urban; Kehrli, Huguet
Penalità: Langnau 3×2′, Lugano 4×2′

Assenti: Julian WalkerStephane PatryMarkus GranlundMikko Koskinen (infortunati), Loic Vedova,  Yves Stoffel (Ticino Rockets)

LANGNAU – Siamo nell’era del Metaverso, delle ricerche su Marte, i buchi neri. E chissà mai se qualche ricercatore troverà un universo parallelo nel quale il Lugano torna dalla Ilfis di Langnau con una vittoria, che non debba per forza essere facile, ma perlomeno pulita, autorevole e ordinata.

Perché di questi tempi sarebbe un bel rifugio per quei tifosi che puntualmente rivedono lo stesso e lo stesso film ogni volta giunti nell’Emmental, tanto poco sorpresi da certe dinamiche da non riuscire quasi più ad arrabbiarsi sul serio, scivolando – ovviamente con l’aiuto poco gradito di una stagione che continua a trascinarsi malamente – in una frustrazione che ad oggi sa quasi da gesto di abbandono.

E l’abbandono dei tifosi è la cosa peggiore che possa succedere a una squadra sportiva, l’Hockey Club Lugano non ritroverà l’affetto dei propri sostenitori invitando alla partita personaggi come DJ Francesco o qualche “star” delle piattaforme online, ma solo dimostrando con i fatti di cercare di fare di tutto per aiutare chi ha voluto come proprio allenatore.

(PostFinance /KEYSTONE/ Marcel Bieri)

Certo, siamo anche provocatori, il marketing e la divisione sportiva sono cose separate, i movimenti di un club in termini di visibilità globale sono fondamentali al giorno d’oggi. Ma le cose si uniscono all’occhio del semplice tifoso, colui che cerca del conforto nei risultati, nel gioco sul ghiaccio, nei movimenti di mercato e non certo nelle pagine dei social network, dove mettere un like è solo un gesto rapido e passeggero e l’attuale silenzio dalla parte sportiva è invece costante e alquanto significativo. Ci si pensi nelle sedi competenti, ce ne auguriamo (e magari sta avvenendo) senza però nemmeno voler passare per pretestuosi, solo realisti.

Rapido, non passeggero ma tremendamente spietato lo è stato invece il Langnau. Non si era nemmeno fatto in tempo a capire se il Lugano fosse entrato in pista con il piglio giusto che il tabellone portava già uno sconfortante 3-0 in favore degli uomini di Paterlini.

Black out difensivi, ritardo sulle marcature, evidente sorpresa (sul serio, di nuovo?) dal ritmo di un Langnau riposato che approfittando dell’unico impegno del week end è sceso in pista come di consueto come se dovesse affrontare l’Anticristo. Se non fosse che per parte del secondo e nel terzo periodo i bianconeri ci hanno pure provato a riaprire la partita, si può semplicemente dire che i Tigers hanno messo sul tavolo la loro lezione di compattezza, attaccamento ed efficienza.

Flavio Schmutz (col timbro puntualissimo…), Guggenheim, Sturny, sono sicuramente buoni giocatori, dei professionisti meravigliosi per la maglia che indossano, ma non ci risulta siano ad oggi i primi sostituti di Timo Meier o Roman Josi in Nazionale. Eppure di fronte al Lugano sono parsi dei demoni, maestri di cinismo e killer instinct, impressionanti per la sicurezza mostrata nei propri mezzi e per la fiducia nei compagni.

Di fronte un Lugano impaurito, senza personalità, leader veri (quelli che fanno tremare anche la panchina) e senza idee. A lungo andare il Langnau alla fine ha quasi ceduto ovviamente e sul 5-4 di Connolly i bianconeri hanno ancora pensato di arrivare a punti, ma lo hanno fatto per 14 secondi, il tempo che ci ha messo un nuovo black out per sbriciolare tutto.

Anche Gianinazzi avrà le sue responsabilità in tutto questo, ma siamo sicuri di una cosa, che il giovane coach sta dando tutto quello che ha in corpo per questa squadra e questo club, e lo sta facendo con i mezzi che ha a disposizione che, ripetiamo, oggi non sono certo il meglio che potrebbe pretendere. E forse il gioco che vuole proporre sembra ancora troppo per qualche giocatore, soprattutto in difesa, in evidente difficoltà, ma è giusto che lui persegua la sua causa.

(PostFinance /KEYSTONE/ Marcel Bieri)

Pur senza Granlund, che rimane il miglior giocatore della squadra, per classe e rendimento, il 30enne ha schierato solo 5 stranieri, lasciando a riposo l’acciaccato Koskinen per riproporre Schlegel. Non ha colpe il portiere bianconero, anzi, ha pure evitato che le cose si facessero pure più pesanti.

Ma ad oggi il Lugano ha un pacchetto stranieri tra i meno performanti della lega pur con Connolly e Carr tornati al gol, con Josephs a fare il suo (e sì, lo fa pure abbastanza bene ma non può bastare da solo), un Bennett che non sembra più saper reggere il ritmo di un campionato oggi entrato nel vivo e quell’Arcobello che continua a latitare per presenza e rendimento con la C sul petto.

Un quadretto mica da ridere, soprattutto dopo aver lasciato partire Kaski con la prospettiva di poterlo sostituire come meglio si credeva, attendendo con estrema calma un mercato forse arido ma che qualche opportunità l’ha già offerta. Lo ripeteremo fino alla nausea: Gianinazzi deve poter lavorare nelle miglior condizioni possibili che, messi assieme i fattori di cui sopra, non sembrano decisamente essere quelle attuali e il silenzio dalla gestione sportiva dovrà pur avere uno sbocco prima o poi, visto anche che la classifica non ne vuole sapere di migliorare e rimane a dir poco delicata e preoccupante.

“Ah, e martedì c’è il derby” (cit.)


IL PROTAGONISTA

Flavio Schmutz: Come i tori con il drappo rosso, quando l’attaccante dei Tigers vede bianconero si esalta particolarmente. Ormai il suo timbro sul cartellino contro il Lugano sembra cosa scontata e la sua doppietta con game winning goal lo ha ancora dimostrato. E il quinto gol trovato nel miglior momento del Lugano è stato un tocco da attaccante vero.


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