
AMBRÌ – Era una giornata tanto attesa, e finalmente l’Ambrì Piotta può ora guardare al futuro in maniera completa. Dopo l’ingaggio di Lars Weibel in qualità di nuovo DS, il club leventinese ha fatto chiarezza anche a livello dirigenziale, nominando Davide Mottis come nuovo presidente del club e portando il CdA a sei membri. Almeno un altro se ne dovrebbe aggiungere nel prossimo futuro da oltre Gottardo.
“Prendo questa carica con molta emozione, e con lo spirito che ha sempre contraddistinto il club, ovvero con l’intenzione di salvaguardare i valori e il patrimonio che l’Ambrì Piotta rappresenta”, ci ha spiegato Mottis. “La nostra responsabilità e obiettivo è quello di portare avanti tutto questo, anche se evidentemente in questo momento c’è del lavoro da fare per riacquistare credibilità e fiducia che negli ultimi mesi sono andate perse. Lavoreremo fortemente per questo”.
Davide Mottis, per te questo è anche un ritorno. Che Ambrì senti di aver ritrovato dopo gli ultimi difficili mesi?
“Sono fiero di riprendermi quel sacco che avevo consegnato a Lombardi alcuni anni fa. Ai tempi aveva già un certo peso, e pure oggi non è certo leggero, ma lo spirito è quello di portare avanti la storia del club con le giuste ambizioni, in maniera prudente, oculata ed efficiente. Questi sono obiettivi a corto termine, ma che sono nell’ottica di garantire una stabilità sul lungo periodo”.
Quali sono dunque le sfide che vedi nell’immediato?
“Innanzitutto quello di riacquistare un po’ di credibilità e fiducia, sia all’interno che all’esterno del club. Vogliamo fare un’analisi molto dettagliata per andare a ristrutturare tutto quello che è da un lato la professionalizzazione di questo club, e dall’altro l’aspetto economico e finanziario. L’assemblea ha deliberato un nuovo aumento di capitale, che sarà una base importante per poter raggiungere gli obiettivi di stabilità”.
Per quanto riguarda l’aumento di capitale, cosa puoi dirci?
“L’assemblea ha deliberato il cosiddetto margine di variazione, ovvero si potranno emettere degli aumenti di capitale anche in più tranche, per un 50% del valore attuale. Nelle prossime settimane usciremo con le informazioni giuste, vogliamo essere trasparenti e concreti, e speriamo di raccogliere un buon successo. In questo senso sarà fondamentale recuperare dei sostenitori dal Cantoni Uri dopo gli attriti che ci sono stati negli ultimi 12 mesi. Di cifre non possiamo ancora parlare. Solamente dieci giorni fa mi è stato chiesto di assumere il ruolo di presidente, tre giorni fa ho sciolto le mie riserve e oggi sono stato eletto, dunque voglio parlare con coscienza di causa. Faremo un lavoro serio”.

Una componente importante è quella del tifo. La Gioventù Biancoblù vi ha accolto anche con uno striscione, che rapporto vuoi costruire con la Curva?
“Ho apprezzato questo striscione, e sicuramente sarà nostro compito riallacciare anche degli strappi con i tifosi della curva. So che ci sono cose che non hanno funzionato, sono stato anch’io frequentatore della curva e dunque non c’è alcun tipo di preclusione, anzi. Mi auguro che nelle prossime settimane ci si possa sedere anche con loro e magari ricevere dei suggerimenti. Chiaramente poi in CdA dovremo ragionare in termini strategici, ma da parte nostra c’è la totale apertura”.
Sportivamente siamo in pausa, ma si presenterà presto anche alla squadra?
“Andrò sicuramente a parlare con il gruppo, ma non sarò un Presidente presente come lo era Filippo Lombardi. Un po’ perché lui è ineguagliabile, ma anche in seguito al mio carattere, che è diverso. Evidentemente la squadra attendeva di sapere quali fossero gli sviluppi a livello di governance, dunque prossimamente incontrerò i giocatori. Ma sarà lo staff tecnico, DS e CEO che si occuperanno degli aspetti sportivi”.
Hai detto che qualche giorno fa hai sciolto le tue riserve sul diventare il nuovo Presidente. Cosa ti ha convinto?
“Il fatto che conoscessi già questo ruolo, anche se l’avevo ricoperto da vice. Onestamente non mi aspettavo di ricevere questa proposta… Certo, c’era stato il toto-presidente dove era apparso anche il mio nome, ma solamente il 26 gennaio mi è stato chiesto. A quel punto ho realizzato che avrei dovuto pensarci sul serio, e le riserve le ho sciolte in seguito al mio senso di appartenenza verso questo club. Sento un senso di riconoscimento per chi ha fatto tanto in questi 89 anni di storia, a partire dal Presidente uscente e dai tifosi. Mi sono dunque detto che avrei dovuto dare ancora qualcosa. Sarà un impegno importante e invasivo in ordine di tempo, però me la sento di farlo, con una grossa responsabilità. Ho però anche una personalità diversa da Lombardi, dunque tanti aspetti verranno delegati alle persone operative. Dal punto di vista sportivo bisogna invece dire che l’hockey corre, rispetto a quello che era nel 2009 è ben diverso, dunque dovrò informarmi e prepararmi ai cambiamenti”.

Nel CdA manca ancora almeno una figura d’oltre Gottardo…
“Diciamo che non c’è ancora. Attualmente siamo in sei sui nove posti al massimo disponibili, ma questo proprio perché si vuole riservare qualche posto a rappresentanti della Svizzera centrale. Per noi è fondamentale ricucire lo strappo con questa comunità, ci sono in corso delle discussioni con dei potenziali membri. Uno degli obiettivi nei prossimi mesi è identificare qualche rappresentante di questa area geografica, in cui ci sono tanti tifosi dell’Ambrì. Vogliamo dunque arrivare ad avere uno o due membri da oltre Gottardo”.
Vi siete già fatti un piano a livello di tempistiche per raggiungere quella stabilità economica che più volte viene citata?
“Quando si fanno piani di questo genere si deve ragionare in termini di 5-10 anni. Oggi chiaramente ci sono delle urgenze da risolvere, come il credito Covid e il finanziamento dell’Ufficio Federale dello sport che vogliamo arrivare a rimborsare il prima possibile. A questo si aggiungono una serie di situazioni debitorie che analizzeremo con degli esperti in materia, e cercheremo delle misure per andare a ristrutturare il debito per dare stabilità finanziaria alla società. Vogliamo essere un club comunque ambizioso, perché così deve essere, ma nell’ambito delle nostre possibilità”.
Si è parlato tanto anche di credibilità. Tu come hai vissuto gli ultimi mesi, in cui l’Ambrì si è un po’ sgretolato da questo punto di vista?
“Ha fatto dispiacere, così come ha fatto dispiacere vedere che alcuni valori sembravano essere stati persi. Leggere alcuni commenti dei tifosi, come quelli che ci sono sul vostro portale, ha reso chiaro che era fondamentale riacquistare fiducia e credibilità”.
Filippo Lombardi ti ha dato qualche consiglio? Lui ne ha vissute parecchie da presidente dell’Ambrì Piotta…
“Devo dire che in queste settimane, soprattutto da quando ha saputo che il mio nome era stato proposto, mi è stato molto vicino. Mi ha chiamato e ci siamo confrontati tanto. Ho apprezzato molto questa sua presenza, e anche il fatto che abbia ribadito la sua presenza. So che lui ci sarà, continuerà ad essere vicino all’Ambrì e al CdA. Questo è importante, perché l’unità ha sempre fatto il successo di questo club”.


