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McSorley: “Abbiamo vinto con le emozioni, questa serie significava molto per me”

Il coach dopo aver guadagnato l’accesso ai playoff: “Per tutta la stagione ho sempre detto che questa è una squadra seria e abbiamo trovato il modo di vincere. Il pubblico è stato davvero il nostro sesto uomo”

LUGANO – Dopo quasi 20 anni a Ginevra e alla sua prima esperienza in Svizzera su una panchina diversa, il destino ha riservato a Chris McSorley una serie di pre-playoff contro il suo passato. La sua nuova squadra ha vinto entrambe le partite e domenica, con due giorni d’anticipo, gli ha regalato il passaggio del turno per il suo sessantesimo compleanno.

“Era una serie che significava molto per me”, racconta uno spossato, ma felice McSorley. “Non l’ho mai fatto trasparire, ma è stata sicuramente una serie molto emozionante e riuscire a vincerla per me – internamente, a livello personale, ma anche per tutta la mia famiglia – significa molto. Per tutta la stagione ho sempre detto che questa è una squadra seria e abbiamo trovato il modo di vincere”.

Vi siete insomma fatti trovare pronti ora che sono iniziati i giochi che contano…
“Devo dare credito a tutti e 22 i giocatori che sono scesi in pista, ma pure a tutta l’organizzazione. Tanto di cappello anche al Ginevra, è una squadra molto ben strutturata, hanno avuto le loro occasioni, ma tutto si è deciso nei dettagli, nei piccoli rimbalzi fortunati. Questo però è il bello, perché se non fossero questi elementi a decidere le partite, nessuno verrebbe alla pista, perché il risultato sarebbe prevedibile. Un rimbalzo fortunato, e Alatalo che ha dimostrato di essere un giocatore di classe mondiale. Per Vicky, tutta la dirigenza e in particolare per Hnat, sono davvero felice che siamo stati in grado di portare la squadra ai playoff”.

Cosa hai pensato quando hai visto Riva colpire la traversa a meno di 3 secondi dal sessantesimo?
“Stanno ancora cercando il mio cuore sotto alla panchina (ride, ndr). Posso comunque dire che nella pausa tra il terzo tempo e l’overtime, in spogliatoio regnava calma e fiducia e ho davvero avuto la sensazione che non avremmo perso. Questo dimostra quanto la nostra squadra odi prendere il bus, non volevamo proprio andare di nuovo a Ginevra e affrontarli una terza volta”.

Guardando entrambe le partite, cos’ha fatto la differenza a vostro favore?
“Siamo una squadra che gioca con molte emozioni, quindi penso che una serie corta ci abbia favorito. Siamo stati in grado di portare a casa la partita in trasferta, cosa che ha costretto il Ginevra a venire qui e pareggiare il livello di emozioni. Capisco perché da avversario sia sempre così difficile giocare a Lugano, i tifosi domenica sera hanno fatto il loro e abbiamo sentito come loro siano stati per noi il sesto uomo sul ghiaccio”.

Tifosi che in particolare si sono fatti sentire nel secondo tempo, un periodo condizionato anche dagli arbitri…
“Sono semplicemente felice che allenavo la squadra casalinga (ride, ndr). È molto più divertente essere dalla parte giusta quando a Lugano i tifosi sono arrabbiati. È stata una partita difficile per gli arbitri, ci sono state delle decisioni che potevano essere prese anche in maniera diversa, ma nessun arbitro fa un cattivo lavoro, ognuno di loro prova sempre a fare del loro meglio”.

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