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Lugano

Lo sforzo del Lugano è premiato con la vittoria a Berna

La squadra di McSorley agguanta il pareggio con Fazzini a un minuto dal termine e si impone ai rigori. Bianconeri alla quarta vittoria nelle ultime cinque partite

Lo sforzo del Lugano è premiato con la vittoria a Berna

BERNA – LUGANO

2-3

(0-0, 1-1, 1-1; 0-1)

Reti: 29’41 Riva (Bertaggia, Josephs) 0-1, 36’42 Henauer (Conacher, Varone) 1-1, 49’28 Andersson (Kahun, Scherwey) 2-1, 59’03 Fazzini (Alatalo, Loeffel) 2-2

Rigori: Varone, Fazzini, Fahrni, Loeffel (2)

Note: PostFinance Arena, 13’444 spettatori
Arbitri: Stricker, Urban; Wolf, Stalder
Penalità: Berna 5×2′, Lugano 5×2′

Assenti: Yannick Herren (infortunato), Leland IrvingLibor HudacekMatteo Nodari (sovrannumero), Davide FadaniEvan TschumiNicolò UgazziJari NäserAlessandro VillaRiccardo Werder (Rockets)

BERNA – Quanto può cambiare l’hockey in pochi secondi. A meno di un minuto dal termine il Lugano era virtualmente a un solo punto dall’undicesimo posto ora occupato dal rampante Ginevra, il tiro al laser di Fazzini ha permesso ai bianconeri di rigiocarsi le proprie possibilità e andare poi a quasi agganciare proprio gli orsi in classifica.

Certo, la graduatoria non fa ridere in quella zona, la squadra di McSorley non è al riparo da molte sorprese ma il ruolino di marcia innestato dalla ripresa dopo la pausa di novembre permette delle proiezioni ottimistiche dato che Arcobello e compagni sono la miglior squadra proprio da quel momento, con undici punti conquistati su quindici e andati a punti in ogni partita disputata.

E di punti il Lugano poteva incamerarne sicuramente uno in più nella serata della Postfinance Arena, in un incontro di grande valenza e che i bianconeri hanno interpretato benissimo soprattutto sul piano del lavoro offensivo e del carattere, scontrandosi spesso con un Wüthrich eccezionale (non da meno Schlegel dall’altra parte della pista) e con una mira piuttosto storta.

Tanti i tiri scagliati dai bianconeri verso la porta bernese a intervalli brevi e regolari per tutto l’incontro (90 i tentativi totali, tra tiri in porta, fuori e bloccati!) ma troppa l’incapacità del Lugano di tramutare in gol tutto quel lavoro, che con un Berna intraprendente ha dato sostanza a una partita che finalmente ha onorato le sfide del passato tra le due squadre.

Lugano più manovriero e gestore del disco, Berna più da contenimento e contropiede ma praticamente solo la linea di Kahun ha macinato azioni pericolose con regolarità, mentre la squadra di McSorley ha saputo fare gioco con tutti i quattro blocchi mettendo in pista anche l’ormai consueto “peso” fisico. Il problema come detto è stato semmai quello delle occasioni da rete lasciate per strada in quei momenti prolungati in cui il Lugano ha messo pressione su Wüthrich, facendo girare il disco con velocità nel terzo.

Su questo punto vien da chiedersi se un Hudacek non possa dare quella profondità in più nelle azioni offensive ma McSorley ha fatto capire di preferire Boedker – che di fatto sarebbe quello tatticamente più sacrificabile rispetto agli altri – dato che il danese è più importante per la manovra collettiva e nel recupero dei dischi rispetto allo slovacco, attaccante puro ma spesso solista “isolato”.

Di questo problema il Lugano ha pagato dazio nel secondo periodo dopo essere andato in vantaggio e aver dato l’impressione di poter prendere il largo, e su una delle sue ripartenze con i bianconeri scoperti il pareggio di Berna ha riequilibrato le cose. Non è stata la prima volta in cui il Lugano si è fatto sorprendere in contropiede, con la zona neutra fatta saltare da Conacher e banda, ma complessivamente in quel momento gli ospiti avrebbero avuto tutte le possibilità per scavare un solco magari già decisivo.

E invece ci si trova con il Berna capace anche di andare in vantaggio con una beffa bell’e pronta, prima dell’assalto finale che oltre alla rete fondamentale di Fazzini ha detto di un Lugano che caratterialmente è una squadra ritrovata.

Visto anche lo svolgimento dell’overtime – e il risultato fino al 59’ – non è sbagliato dire che la partita sarebbe potuta andare a chiunque, ma i due punti premiano comunque la squadra migliore, quella che ha messo in pista un impianto di gioco funzionante di fronte a un avversario combattivo ma molto basato sulle individualità e mostrato una gran forza caratteriale collettiva, ma che paga ancora la mancanza di concretezza sotto porta di alcuni uomini, stranieri su tutti. Questo per sottolineare come i margini di miglioramento possano ancora essere larghi.


IL PROTAGONISTA

Philip Wüthrich: Dall’altra parte Niklas Schlegel ha messo in pista una grandissima prestazione, ma le parate del portiere bernese hanno permesso agli orsi di restare in partita e portare a casa almeno un punto, resistendo fino a quel tiro impossibile di Fazzini nel finale. Incredibile la tranquillità che ha messo nei suoi interventi e la reattività sugli attacchi ravvicinati, con 44 tiri parati di cui la metà dallo slot.


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