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Lugano

Le aquile granata frenano il volo del Lugano, battuto all’overtime

In vantaggio per primi i bianconeri si fanno raggiungere nel finale e poi superare a pochissimo dai rigori. Il Gunevra spodesta il Lugano al quarto posto

(PostFinance/KEYSTONE/Martial Trezzini)

Le aquile granata frenano il volo del Lugano, battuto all’overtime

GINEVRA – LUGANO

2-1

(0-0, 0-1, 1-0; 1-0)

Reti: 20’29 Alatalo (Thürkauf) 0-1, 52’53 Sutter (Saarijärvi) 1-1, 64’44 Rutta (Manninen) 2-1

Note: Les Vernets, 6’023 spettatori
Arbitri: Tscherrig, Gerber; Stalder, Bichsel
Penalità: Ginevra 3×2 + 1×20, Lugano 2×2

Assenti: Rasmus KupariCarl Dahlström (infortunati), Mike Sgarbossa (sovrannumero)

GINEVRA – L’aquila ceca di nome Rutta ferma il volo del Lugano, lo fa festeggiando all’overtime mimando il battito d’ali, ma anche se i bianconeri escono da Les Vernets con un solo punto, non significa che ora abbiano perso quota.

Certo, i granata con questa vittoria hanno spodestato proprio Thürkauf e compagni dal quarto posto, andando ad occupare un’altitudine probabilmente più consona al loro potenziale, ma la performance degli ospiti ha ribadito che si meritano di stare dove stanno ora, e la sconfitta non intacca nemmeno il minimo dubbio su quanto detto finora dei bianconeri.

La partita era da chiudere prima? Certo, sarebbe stato possibile. La squadra di Mitell poteva gestire meglio l’overtime? Assolutamente vero pure questo. Ma non va scordato che di fronte c’era comunque una squadra che sta giocando per gli stessi obiettivi di alta classifica e che nel finale, vista la maggior freschezza, si è potuto permettere di sforzare i suoi uomini migliori, la sua piccola “nazionale” finlandese e i vari Rutta e Le Coultre, mentre probabilmente i ticinesi hanno risentito di qualche livello di brillantezza in meno a causa dello sforzo della sera prima in quel di Losanna.

(PostFinance/KEYSTONE/Martial Trezzini)

E la partita non è che sia stata certo a senso unico, anzi, Ginevra e Lugano se le sono date a fasi alterne, un po’ di dominio di una squadra e poi di quell’altra, un secondo periodo a rimbalzarsi powerplay sprecati e con i portieri sugli scudi – in particolare Van Pottelberghe, straordinario su Puljujärvi e Granlund – e poi un finale più a marca granata ovviamente.

A determinare le due reti del Ginevra dopo il vantaggio assegnato ad Alatalo (ma sembrano esserci le deviazioni prima di Emanuelsson e poi di Simion sull’appoggio del numero 22) sono stati sostanzialmente due dei pochi errori di piazzamento difensivo di un Lugano che altrimenti ha proposto la solita prestazione attenta e ad alto tasso combattivo, tenendo lontano dalla porta il più possibile soprattutto i tre attaccanti finnici, i tre grandi cervelli dell’attacco del Servette.

I due errori, dicevamo, di cui sul pareggio uno “swarm” (piazzamento con disco nell’angolo difensivo) messo in maniera sbagliata con troppi uomini chiusi verso il disco, che una volta uscito sul bastone di Saarijärvi è stato deviato da Sutter davanti alla porta, un giocatore che non doveva stare in quel luogo e sfuggito alla gabbia difensiva.

Il secondo errore decisivo è arrivato a soli sedici secondi dall’overtime, con una incomprensione tra Müller e Fazzini sulla marcatura di Rutta (probabilmente compito di Müller in quel caso) e rivelatasi fatale.

(PostFinance/KEYSTONE/Martial Trezzini)

Non va a nessuno però di puntare il dito sul Lugano per questa sconfitta, è vero che i bianconeri si trovano all’inizio di un mese di gennaio veramente impegnativo e a metà di un poker di trasferte, ma portarsi via quattro punti da questa ventiquattrore romanda è tutt’altro che da disprezzare, visti gli avversari sfidati – oltre al Friborgo – e in quanto a prestazioni generali e attitudine i bianconeri sono sempre stati sul pezzo.

Cosa da non dimenticare è che la difesa luganese continua a tenere, due reti a partita subite dalla seconda, la terza e la quarta forza del campionato con due trasferte sono ancora un segnale fortissimo, alla luce pure della bella partita proposta da Van Pottelberghe, capitato a Ginevra probabilmente nella sua miglior serata della stagione (e non solo, vien da dire) anche per la sicurezza mostrata nei movimenti.

Siamo sicuri che ai ragazzi di Mitell sia montata la rabbia per questa sconfitta, perché quanto trasmesso al gruppo dallo svedese è una mentalità vincente che fa di tutto per continuare a migliorare e non accontentarsi mai, ma per quanto visto sull’arco dell’incontro, nessuno se la sente di prendersela con i bianconeri.


IL PROTAGONISTA

Joren Van Pottelberghe: Quella del portiere bianconero a Ginevra è stata probabilmente la migliore prestazione da tanto tempo a questa parte, fatta di grande sicurezza e capacità decisionale che non può essere rovinata dal gol all’overtime. Le due grandi parate su Puljujärvi e Granlund nel secondo periodo hanno fatto mettere le mani nei capelli al pubblico granata e restituito al Lugano un portiere ritrovato e in fiducia.


HIGHLIGHTS

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