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Ambrì Piotta

L’Ambrì torna da Bienne con un punto che lascia del rammarico

I leventinesi non riescono a battere un Bienne modesto, ma pure l’Ambrì ha mostrato ancora i suoi limiti. La bagarre sul fondo classifica è sempre più serrata

(PostFinance/KEYSTONE/Anthony Anex)

L’Ambrì torna da Bienne con un punto che lascia del rammarico

BIENNE – AMBRÌ

3-2

(1-0, 1-1, 0-1; 1-0)

Reti: 06’01 Kneubuehler (Rajala, Hultström) 1-0, 26’39 Tierney (Müller) 1-1, 32’44 Cajka (Sylvegard, Hultström) 2-1, 44’47 Isacco Dotti (Joly, Müller) 2-2, 61’07 Hultström (Andersson, Sylvegard) 3-2

Note: Tissot Arena, 5’817 spettatori
Arbitri: Borga, Hungerbühler; Francey, Bichsel
Penalità: Bienne 1×2, Ambrì Piotta 4×2

Assenti: Michal Cajkovsky (sovrannumero), Inti Pestoni (infortunato), Philip Wüthrich (ammalato)

BIENNE – È parso di rivedere un po’ il copione delle partite giocate la scorsa settimana, con la differenza che l’Ambrì Piotta stavolta ha dovuto accontentarsi di un punticino. Dalla trasferta di Bienne è però nata anche giovedì sera una partita nel complesso di basso livello, che bene ha riassunto il perché leventinesi e seeländer si trovino a battagliare sul fondo della classifica.

Vista l’importanza dei punti in palio ci si poteva forse attendere qualcosa di più da parte delle due squadre, che invece non hanno mostrato chissà che urgenza o mordente nel contendersi l’esito di una partita per lunghi tratti di scarsa attrattiva. Davvero tanti infatti gli errori d’imprecisione da parte dei giocatori in pista, con un’esecuzione lacunosa che ha ribadito quanto Ambrì e Bienne siano lontane dalla loro miglior versione.

In tutto questo contesto comunque la squadra di Landry si è mostrata perlomeno intraprendente, e lo è stata più del Bienne per i primi due periodi. Con un po’ di killer instinct Formenton e compagni avrebbero infatti potuto indirizzare la contesa sui propri binari, ma proprio il canadese è stato nuovamente tra i principali attori nei ruoli di “sciuponi” davanti a ottime opportunità da gol.

(PostFinance/KEYSTONE/Anthony Anex)

Peccato, perché il Bienne si è presentato in pista con chiare difficoltà e pure con i suoi uomini migliori in pessima forma – impressionante vedere Rajala in questo stato, ma anche i vari Andersson e Sylvegard – ma d’altro canto pure ad Ambrì le individualità faticano a incidere.

Il primo tempo è stato avaro di emozioni, fatta eccezione per il gol di Kneubuehler ed il “giallo” della revisione video, con un tocco con il bastone di Miles Müller che ha reso irrilevante il calcio con il pattino dell’avversario. I connotati della sfida non sono comunque cambiati un granché, con un generale equilibrio ed un Ambrì capace di farsi leggermente preferire nel periodo centrale, quando è arrivato il meritato pareggio di Tierney.

Nei minuti successivi i biancoblù hanno vissuto la loro miglior fase, salvo però ritrovarsi un po’ dal nulla di nuovo in svantaggio quando Cajka – un altro ex di turno – ha battuto Senn con un disco deviato inavvertitamente da De Luca. Da lì il Bienne ha saputo crescere ed è salito in cattedra il portiere leventinese, che soprattutto nel terzo tempo – dopo il pareggio di Isacco Dotti – ha permesso di mettere in cassaforte un punto con almeno 3-4 interventi difficili e determinanti.

(PostFinance/KEYSTONE/Anthony Anex)

Nel finale infatti l’Ambrì ha ballato parecchio, andando vicino alla capitolazione con vari dischi pericolosi che il Bienne non è riuscito a ribadire in gol. In quei momenti i biancoblù hanno anche saputo soffrire, bloccando un totale di 22 tiri, ma ritrovandosi anche in balia dell’avversario tanto da indurre Landry a chiamare il timeout. Nell’overtime poi Hulström ha messo il sigillo definitivo sulla sfida – anche a risultato di una penalità ingenua di Zgraggen – ma nessuna delle due squadre sicuramente sarà ritornata rinfrancata negli spogliatoi.

A livello di classifica l’Ambrì resta vivo ed ha evitato di veder sfuggire troppo lontano il Bienne, ma anche ripensando alle partite della scorsa settimana si fatica a vedere un “click” in termini di disperazione agonistica ora che siamo veramente alla stretta finale della regular season. Per i leventinesi pensare di guadagnare qualche posizione in classifica rimane un obiettivo chiaramente raggiungibile, ma con 12 partite all’appello ci vorrà qualcosa di più per abbandonare perlomeno il penultimo posto nella bagarre lì in basso alla graduatoria.

Sabato alla Gottardo Arena arriverà il Kloten. Quella sì che sarà una partita da non sbagliare.


IL PROTAGONISTA

Gilles Senn: Nell’ambito di una partita in cui l’esecuzione da parte dei giocatori è stata piuttosto scarsa, il portiere dell’Ambrì è stato sicuramente l’elemento singolo che ha avuto maggior impatto sulla sfida. Con i suoi interventi tra il finale del secondo tempo e nel corso del terzo ha permesso ai suoi di portare la sfida all’overtime, sfoderando alcune di quelle parate decisive che nel recente passato non era riuscito ad assicurare.


HIGHLIGHTS

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