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Ambrì Piotta

L’Ambrì stringe i denti e trova la via per espugnare Friborgo

I biancoblù iniziano ottimamente ma due penalità nel periodo centrale cambiano le coordinate del match. L’Ambrì ha sofferto ma infine Bürgler ha risolto l’OT

(JustPictures | Siriane Davet)

L’Ambrì stringe i denti e trova la via per espugnare Friborgo

FRIBORGO – AMBRÌ

1-2

(0-1, 1-0, 0-0; 0-1)

Reti: 3’51 Heim (Pestoni) 0-1, 24’11 Mottet (Desharnais) 1-1, 63’49 Bürgler (Heim) 1-2

Note: BCF Arena, 9’009 spettatori
Arbitri: Stricker, Hungerbühler; Kehrli, Altmann
Penalità: Friborgo 1×2′, Ambrì 3×2′ + 1×5′ + 1×20′ (McMillan)

Assenti: Janne JuvonenLionel MarchandKilian Zündel (sovrannumero), Stefan MüllerRocco Pezzullo (infortunati), Josselin Dufey (Ticino Rockets)

FRIBORGO – Il primo tempo aveva forse tratto in inganno, ma poi il resto della partita ci ha immediatamente ricordato una delle caratteristiche fondamentali che non può mancare all’Ambrì Piotta, ovvero la capacità di soffrire. È infatti stringendo i denti che i biancoblù hanno strappato due punti significativi in casa del Friborgo, uscendo vincitori da una sfida tesa ed appassionante, ma vissuta per alcune fasi anche in apnea.

Il periodo migliore per la squadra di Cereda è stato quello d’apertura, contraddistinto da tanto possesso del puck in zona offensiva e pulite trame di passaggi, quasi a sottolineare come il tasso tecnico di questo Ambrì sia significativamente superiore rispetto a quanto eravamo abituati.

(PostFinance/KEYSTONE/Anthony Anex)

Paradossalmente il gioco di Pestoni e compagni è stato quasi “troppo bello” in quei 20 minuti iniziali, quando in alcune circostanze si è optato per dei passaggi di troppo piuttosto che andare al tiro con maggiore costanza. Il meritato vantaggio è arrivato in powerplay con Heim, ma la sensazione è che dal gioco prodotto – e dalla buona intensità mostrata, anche nei duelli – l’Ambrì avrebbe potuto ottenere di più.

Il momentum è però completamente cambiato nel periodo centrale, quando ci si attendeva sì una reazione da parte del Friborgo, ma che è stata di difficile gestione a causa di due penalità praticamente consecutive. McMillan ha infatti colpito Dufner lungo la balaustra rimediato cinque minuti ed una doccia anticipata, mentre qualche secondo più tardi Isacco Dotti si è a sua volta fatto penalizzare un po’ ingenuamente.

Episodi questi che hanno permesso al Gotteron di prendere in mano il gioco praticamente sino alla seconda sirena. In boxplay l’Ambrì se l’è cavata tutto sommato bene, incassando solamente il pareggio di Mottet, e cercando poi di ritrovare il filo del discorso con Hofer che ha preso il posto di McMillan nella prima linea dei cechi, blocco che conosce bene già dal preseason.

(PostFinance/KEYSTONE/Anthony Anex)

Invertire la tendenza quando si verificano dinamiche di questo tipo è però complicato, ed infatti gli ospiti si sono dovuti affidare all’ottima prestazione di Benjamin Conz, autore di tante parate fondamentali – alla fine saranno 35 – ed aiutato anche da un po’ di fortuna sui due ferri colpiti dai burgundi.

Per calmare e stabilizzare il gioco l’Ambrì ha dovuto attendere la terza frazione, quando anche i singoli sono tornati a mostrarsi con più definizione. Tra gli stranieri i più in evidenza sono stati i due difensori, con in particolare Virtanen autore di una prova di spessore in entrambe le zone della pista.

Chlapik e Spacek si sono visti a tratti, ma hanno mostrato in alcune fasi di avere una forte presenza sul ghiaccio – e ci riferiamo in particolare al primo – ed una buona tecnica, sfiorando in più occasioni nel finale di partita il gol risolutore. Per trovare più regolarità avrà invece bisogno un po’ di tempo la linea di Shore, Zwerger e Pestoni, ma questo era preventivabile visto che l’americano e l’austriaco hanno mancato una fetta importante della preparazione.

(PostFinance/KEYSTONE/Anthony Anex)

A trovare la soluzione ad una serata diventata complicata è così stato il gruppo, che ha saputo stringere i denti (ben 21 i tiri bloccati) e ritrovare gradualmente coraggio nel terzo tempo, quando il gioco si è stabilizzato. Certo, qualche brivido è arrivato su quel powerplay nato da una penalità rimediata da Conz – su cui si può sollevare delle perplessità – ma in generale anche l’Ambrì si è costruito delle ottime opportunità per infilare la seconda rete.

In alcuni momenti è forse mancato un po’ di mordente nell’andare a creare confusione nello slot basso davanti a Berra, ma il finale si è rivelato di quelli esaltanti e che restituiscono al gruppo tutte le energie spese. L’overtime è infatti stato spettacolare, con continui ribaltamenti di fronte e tante occasioni su ambo i fronti. Spacek ha avuto due volte sul bastone il disco della vittoria, ma a risolvere la sfida è stato Bürgler, che con la sua solita freddezza non ha sprecato il perfetto assist di Heim.

L’Ambrì Piotta ha così portato a casa due punti significativi, conquistati un po’ grazie a quelle maggiori capacità tecniche mostrate nel primo tempo, ma soprattutto stringendo i denti nei momenti più difficili. Di solo fioretto, d’altronde, in questo campionato non vincerà nessuno.


IL PROTAGONISTA

Benjamin Conz: In tanti si aspettano una stagione di alto livello da parte di Juvonen, ma nella prima uscita stagionale Conz ha ricordato a tutti di essere un elemento su cui la squadra può fare affidamento senza alcun ripensamento. Il portiere leventinese non si è mai scomposto, ha tenuto la sua posizione e controllato anche diversi rebound, risultando determinante per la vittoria dei suoi.


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