AMBRÌ - Ha saputo ritrovare immediatamente la sua via l’Ambrì Piotta, che dopo la sbandata di Rapperswil ha dimostrato di aver interiorizzato molto bene quelle che devono essere le basi da portare sul ghiaccio per avere successo, e così contro l’Ajoie è arrivata una prestazione matura da parte di una squadra che ha delle caratteristiche vincenti sempre più definite.
Sembra incredibile infatti vedere i leventinesi occupare il secondo posto dopo 15 incontri disputati, un numero di incontri che inizia ad essere bello sostanzioso e che scaccia i timori di un avvio di stagione troppo bello per essere vero. Basti pensare al fatto che l’Ambrì Piotta non ha praticamente mai “rubato” una partita, ma i nove successi ottenuti sin qui sono sempre stati il risultato di buone prove e - questo sì, bisogna ammetterlo - anche di qualche prodezza individuale.

I due principali nomi da fare sono naturalmente quelli di Roby Järventie, top scorer della lega con 22 punti in 15 partite, e del portiere Philip Wüthrich, che nell’occasione ha festeggiato il secondo shutout stagionale e che oggi è statisticamente il migliore dell’intera lega nel dato forse più significativo - ma ancora poco diffuso - per valutare le prestazioni di un estremo difensore, ovvero i gol evitati rispetto a quelli attesi (GSAx) che nel caso del biancoblù sono addirittura 10.52. Il primo inseguitore, Sandro Aeschlimann, è distaccato a 7.27.
Attorno a due pilastri del genere Tapola ha però costruito sapientemente una squadra che trova il sostegno di tutte e quattro le linee, ed infatti la sfida con l’Ajoie è stata decisa dai vari Müller, Muggli e Joly, anche se Järventie ci ha messo ancora decisamente del suo con una nuova prestazione trascinante ed un assist strepitoso per il raddoppio leventinese.

Che la serata di sabato fosse diversa da quella precedente lo si era capito già dalle prime battute, con un Ambrì immediatamente in pista con l’intenzione di prendere in mano il gioco, anche se nel concreto il primo tempo è stato parecchio chiuso - e anche noioso - praticamente sino al bel gol di Müller, ben imbeccato da Kreü dalle retrovie.
Il difensore svedese merita sicuramente una menzione per aver disputato una delle sue migliori partite, così come il connazionale Heed con cui forma una coppia bilanciata perfettamente ma il cui futuro sarà da determinare al momento del rientro di Virtanen.
Una marcia in più l’Ambrì l’ha poi messa in maniera evidente nel periodo centrale, quando le occasioni da gol si sono fatte più frequenti dalle parti di Tim Wolf - che era al debutto stagionale - mentre sull’altro fronte Wüthrich ha vissuto una serata relativamente tranquilla, ben protetto da dei compagni che nei primi due tempi hanno concesso all’Ajoie appena 11 conclusioni e praticamente nessuna dallo slot. Arrivato il raddoppio di Muggli e la terza segnatura firmata da Joly, la partita si è di fatto chiusa, ed è proprio in questo che l’Ambrì ha ben impressionato.

L’Ajoie non ha infatti praticamente mai avuto la chance di riaprire la contesa. Nel terzo tempo qualche pericolo in più per Wüthrich è arrivato, ma nel complesso gli ottimi stranieri dei giurassiani sono stati completamente annullati e non hanno mai rappresentato un vero pericolo. La squadra di Tapola ha così mostrato nuovamente calma e maturità, dimostrandosi solida e muovendosi in pista oramai quasi a memoria, tanto che quando lo staff decide di fare dei piccoli ritocchi alle combinazioni delle linee gli effetti sono praticamente sempre positivi, e nessuno appare mai fuori dal ritmo del gioco.
Difficile insomma trovare qualcosa da rimproverare a questo Ambrì Piotta, che ha saputo rispondere subito a quella che era stata probabilmente la peggior prestazione stagionale, e lo ha fatto con una consapevolezza da far alzare le sopracciglia.
IL PROTAGONISTA
Roby Järventie: La pausa si avvicina, e sicuramente dalla Finlandia il suo nome sarà finito tra gli appunti di Antti Pennanen in ottica Nazionale. Anche sabato il top scorer leventinese ha giocato una grande partita, fornito due assist - spettacolare quello per Muggli - e mostrato un repertorio da fuoriclasse, tanto che Järventie ad oggi si presenta in maniera piuttosto netta come lo straniero più forte della lega.
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