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Ambrì Piotta

L’Ambrì fatica oltremodo, ma alla fine ha la meglio sul Langnau

AMBRÌ – LANGNAU

4-2

(1-1, 2-0, 1-1)

Reti: 7’36 Duca (Kamber, Pestoni) 1-0, 15’37 Gustafsson (Bucher, Clark) 1-1, 22’17 Fora (Duca, Kamber) 2-1, 24’14 Pestoni (Fuchs, Sidler) 3-1, 41’30 Weisskopf (Bucher, Gustafsson) 3-2, 59’55 Giroux (Monnet) 4-2

Note: Valascia, 5’217 spettatori. Arbitri Dipietro, Massy; Espinoza, Kohler
Penalità: Ambrì 3×2′, Langnau 7×2′

AMBRÌ – Questo match tra Langnau e Ambrì non sarà probabilmente tra i candidati al titolo di “incontro dell’anno” per la stagione 2015/16. Blackout difensivi, controlli mancati, imprecisioni e continue amnesie hanno infatti dato vita ad una partita di livello piuttosto basso, risoltasi con il punteggio finale di 4-2 in favore di un Ambrì con un roster di qualità superiore, ma che si è spesso lasciato mettere in difficoltà da una formazione avversaria con poche idee, ma molto chiare.

Ai padroni di casa sono sostanzialmente bastati 10’ giocati a tutto gas nel secondo tempo per assicurarsi la vittoria, soffrendo invece le folate degli ospiti per il resto della partita.

A partire meglio, forti anche del 6-0 ottenuto sul Davos nella giornata precedente, sono stati i tigrotti, che hanno trovato in più occasioni diverse conclusioni pericolose. Nonostante una formazione completamente rivoluzionata – in tribuna Bastl e Chavaillaz, Fuchs impiegato al centro di Pestoni e Giroux ed Emmerton schierato in compagnia di Monnet e Stucki – gli uomini di Kossmann hanno faticato a trovare gli argomenti per rispondere, peccando anche di un’eccessiva superficialità.

A trovare il gol d’apertura sono però comunque stati i locali, al termine di un bel triangolo di passaggi tra Kamber, Pestoni e Duca concluso in rete dallo stesso capitano da sottomisura. L’azione, giunta dopo un inizio di power play poco promettente, ha una volta di più dimostrato che limitandosi ad un gioco rapido e diretto i risultati non tardano ad arrivare.

Il gol non è però stato sufficiente a far ingranare il motore dei biancoblù, che si sono invece rilassati concedendo progressivamente ghiaccio agli avversari. Logica conseguenza il punto del pareggio ottenuto da Gustafsson al 15’, con il bernese che ha potuto bucare Zurkirchen al volo dallo slot complice una difesa biancoblù sfaldata ed immobile.

In avvio di secondo periodo la svolta, con i padroni di casa che hanno potuto beneficiare di una lunga doppia superiorità numerica. Dapprima Pestoni ha mancato l’appuntamento con il gol spedendo a lato a porta praticamente sguarnita, ma al termine di un lungo periodo di pressione Fora ha castigato Ciaccio con una gran sassata dalla blu.

Il giovane ticinese, come sempre tra i più positivi, è stato schierato nell’occasione come vertice alto nel power play ed ha subito convinto in quanto uno dei pochi difensori in rosa in grado di spedire bordate in porta senza pensarci troppo. In generale il gioco con l’uomo in più è apparso leggermente migliore e si sono viste all’opera nuove idee e nuovi schemi, anche se spesso vengono predilette giocate più complicate rispetto ad eventuali opzioni più dirette ed intuitive.

Sulle ali dell’entusiasmo e con i giocatori dei Tigers provati dal lungo periodo in shorthand, Pestoni ha approfittato di un brillante assist di Fuchs e di una momentanea defaillance di Ciaccio per insaccare dopo azione di aggiramento, aumentando a due le lunghezze di distanza.

Come già menzionato, gran parte del merito di questo gol va attribuita al rientrante Fuchs, autore di una partita di grande sostanza ed impreziosita nell’occasione da questo eccezionale passaggio praticamente in caduta.

Il periodo conclusivo si è aperto con il gol del 3-2 dei bernesi, bravi a far girare rapidamente il disco in superiorità numerica ed a battere il box leventinese con una facilità disarmante. Il gol subito avrebbe dovuto fungere da campanello d’allarme, ma i biancoblù non sono invece stati capaci di svegliarsi dal torpore in cui erano caduti già negli ultimi momenti del secondo tempo ed hanno invece continuato a subire il gioco della formazione dell’Emmental.

Questa difficoltà nel mantenere saldamente tra le mani il pallino del gioco deve fare riflettere, specialmente quando il momentum varia in maniera così sostanziale durante una partita. I ticinesi hanno infatti praticamente dominato nei 10’ di secondo terzo necessari a fare il vuoto, mentre per il resto dell’incontro hanno faticato a tenere il ritmo della squadra neopromossa.

Nonostante i continui affondi fossero supportati da un solo schema, la difesa biancoblù ha continuato a traballare e ha rischiato in più di un’occasione di concedere il pari al Langnau. Alla fine il fortino eretto da Zurkirchen ha però retto sino al termine e Giroux, autore di una partita piuttosto deludente, ha fissato il risultato sul 4-2 con la sua segnatura a porta vuota.

Da salvare da una serata del genere ci sono i tre punti, le prestazioni del già citato Fora e di capitan Duca, che ha portato sul ghiaccio cuore e grinta ad ogni cambio. Bene Kamber nelle situazioni speciali, mentre il numero 70 continua a faticare ad emergere in 5 contro 5.

Positivo il debutto-bis di Nordlund in maglia biancoblù, con il finlandese che si è subito proposto come faro della difesa, risultando molto solido nel proprio terzo e sempre a testa alta in fase di possesso del disco. Visto lo stato attuale della retroguardia, il suo impiego tra i quattro stranieri titolari appare da subito imprescindibile.

Vincere uno scontro diretto è un ottimo punto di partenza per lanciare il filotto di tre partite in casa che attendono i leventinesi. Le prime due in particolare, contro Losanna e Bienne, sono poi di importanza capitale per tornare prepotentemente in corsa nella lotta ai playoff.

I dettagli su cui Kossmann dovrà lavorare per far quadrare il cerchio sono ancora molti, ma al momento a contare è la sostanza. Ben vengano quindi anche tre punti conquistati soffrendo contro il fanalino di coda del campionato.

fattore2

UN PERICOLO DALLA LINEA BLU: Nel passato recente, uno dei più grandi problemi dell’Ambrì in power play è stata la mancanza di un difensore sulla blu capace di vedere la porta.

Gautschi, Birbaum e gli altri prescelti hanno fallito nel loro compito, mentre ha iniziato letteralmente col botto in questo nuovo ruolo il giovane Fora. Un tiro notevole e nessuna paura di usarlo (come in occasione del gol del 2-1) sono un ottima base sulla quale Kossmann potrà continuare a costruire il gioco in superiorità numerica dei biancoblù.

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Reto è uno studente in economia e grande appassionato di hockey a 360 gradi, si occupa delle partite dei biancoblù e della sezione dedicata alla Nazionale.

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