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Ambrì Piotta

L’Ambrì è ancora battuto, ma mostra veri segnali di ripresa

I biancoblù creano tanto ma vengono puniti dalle chance non sfruttate e dai troppi errori evitabili. È la quinta sconfitta consecutiva, ma si è vista una reazione

L’Ambrì è ancora battuto, ma mostra veri segnali di ripresa

AMBRÌ – ZUGO

2-4

(1-1, 0-1, 1-2)

Reti: 4’38 Herzog (Bengtsson) 0-1, 10’01 Pestoni (Spacek) 1-1, 39’41 Michaelis (O’Neill, Biasca) 1-2, 43’36 Martschini (Leon Muggli) 1-3, 49’49 De Luca (Douay) 2-3, 59’00 Leon Muggli (Simion) 2-4

Note: Gottardo Arena, 6’775 spettatori
Arbitri: Stolc, Hürlimann; Cattaneo, Gurtner
Penalità: Ambrì 4×2, Zugo 9×2

Assenti: Daniele GrassiTobias FohrlerZaccheo DottiDario Bürgler (infortunati), Tim Heed (ammalato), Yannick Brüschweiler (sovrannumero), Valentin Hofer (Bellinzona Rockets)

AMBRÌ – Ha compiuto un significativo passo avanti nella giusta direzione l’Ambrì Piotta, ma questo non è bastato per evitare la sconfitta contro uno Zugo che ha saputo approfittare dei limiti che da alcune partite stanno frenando le prestazioni dei leventinesi.

Una certa mancanza di concretezza offensiva nei momenti chiave delle sfide, e soprattutto troppi errori evitabili hanno nuovamente trascinato verso il basso una squadra biancoblù che complessivamente ha comunque fornito una prova positiva, che lascia perlomeno ben sperare che la sconfitta di sabato – la quinta consecutiva – possa rappresentare “l’inizio della fine” del filotto negativo.

Peccato, perché già in questa occasione il gruppo di Cereda si sarebbe meritato un risultato positivo, soprattutto alla luce del deciso cambio di marcia in termini di determinazione che si è visto sul ghiaccio. Una reazione dopo l’opaca prestazione del derby c’è insomma stata, anche se per prendere ritmo l’Ambrì ha di fatto concesso la prima decina di minuti allo Zugo, che ne ha approfittato per sbloccare il risultato con Herzog.

Stavolta – e non succedeva da un po’ – i leventinesi sono però riusciti ad imporre un cambio di marcia alla sfida e a dettare i ritmi, costringendo spesso gli avversari al fallo ed approfittando del primo powerplay di serata per impattare la contesa grazie a Pestoni.

L’attaccante ticinese – che ha portato il suo bottino recente a quota nove punti nelle ultime otto uscite – ha giocato una delle sue migliori partite della stagione in termini di intensità ed iniziativa, anche se purtroppo da un suo maldestro disimpegno è nato il terzo gol ospite di Martschini che ha poi deciso la contesa.

La rete più pesante della serata non è ad ogni modo stata quella, ma piuttosto quella ottenuta da Michaelis a 19 secondi dal termine del periodo centrale. L’episodio, propiziato da un pasticcio dietro la gabbia da parte di Isacco Dotti e Wüthrich, ha punito in maniera crudele un Ambrì che per tutta la seconda frazione aveva operato una grande pressione dalle parti di Genoni.

Il portiere ospite è stato ottimo nel respingere diversi tentativi insidiosi, dando il meglio quando ha dovuto gestire la confusione creata dai leventinesi nello slot, anche se sull’arco della partita in un paio di circostanze è stato aiutato dai ferri. L’Ambrì ad ogni modo avrebbe dovuto ottenere di più dai suoi momenti migliori, ma il tanto gioco macinato ha faticato a produrre dei risultati.

L’intensità di Spacek e compagni ha generato ben sette opportunità di powerplay, ma dopo la rete iniziale di Pestoni gli special teams hanno mancato l’appuntamento con tanti momenti chiave che avrebbero potuto indirizzare la sfida su binari diversi. In alcune circostanze l’Ambrì ci ha provato in tutti i modi, in altre invece qualche pasticcio di troppo ha “sgonfiato” il momento, ma in generale stavolta si può rinfacciare poco alla squadra di Cereda in termini di determinazione.

Proprio per questo non sono facili da digerire i troppi errori evitabili, e che di fatto hanno permesso allo Zugo di segnare tre reti. Oltre alle già citate leggerezze sul secondo e terzo gol ospite, anche il quarto del giovane Leon Muggli è partito da un disco perso da Zündel dopo che Juvonen l’aveva rimesso in gioco, tarpando così le ali ad un ultimo tentativo di rimonta.

Una deviazione di De Luca aveva infatti rimesso tutto in discussione ad una decina di minuti dal termine, ma non erano bastate alcune fasi di pressione e due superiorità numeriche per raddrizzare la partita.

È così arrivata la quinta sconfitta consecutiva, nata però da una prestazione diversa rispetto alle precedenti, e che può comunque fare da base per una settimana di lavoro in vista del prossimo importante weekend.

Fondamentale in questo senso sarà recuperare Heed, così da dare una mano in più ad una difesa – orfana anche di Fohrler e Zaccheo Dotti – che sta davvero mostrando i suoi limiti e che comprensibilmente nel weekend ha visto anche Virtanen perdere lucidità in alcuni momenti. Nell’occasione il finlandese ha giocato oltre 30 minuti (!) ma il reparto nelle condizioni attuali non riesce a garantire molta solidità.

Hanno invece dato indicazioni perlomeno incoraggianti le combinazioni offensive, che sabato non hanno subito variazioni in corso partita. Poter lavorare con ritrovata continuità sarebbe in questo senso importante, e sabato si sono comunque visti quattro blocchi capaci di dare il loro contributo, pur con alcuni elementi chiave come Heim e Dauphin ancora sottotono.


IL PROTAGONISTA

Inti Pestoni: Rivestito del ruolo di capitano vista l’assenza di Grassi e Bürgler, l’attaccante ticinese ha indicato la via portando sul ghiaccio una partita dal grande ritmo e dimostrandosi combattivo su ogni disco. Protagonista per tante iniziativa positive, lo è stato purtroppo anche in negativo su quel puck mal gestito che ha portato alla rete di Martschini, ma in generale è questo il Pestoni di cui ha bisogno l’Ambrì per uscire dal suo momento difficile.


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HIGHLIGHTS

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