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Lugano

La sconfitta del Lugano a Kloten rimescola le carte

I bianconeri perdono 2-1 all’overtime contro gli aviatori e ora vedono scivolare via il vantaggio casalingo per i playoff. Inutile il primo gol stagionale di Kupari

(PostFinance/KEYSTONE/Patrick B. Kraemer)

La sconfitta del Lugano a Kloten rimescola le carte

KLOTEN – LUGANO

2-1

(0-1, 0-0, 1-0; 1-0)

Reti: 7’30 Kupari (Brian Zanetti, Sekac) 0-1, 44’57 Henry (Ramel, Profico) 1-1, 64’26 Simic (Kellenberger, Leino) 2-1

Note: SWISS Arena, 6’404 spettatori
Arbitri: Hebeisen, Staudenmann; Schlegel, Bachelut
Penalità: Kloten 2×2, Lugano 3×2

Assenti: Mirco MüllerCarl DahlströmAleksi Peltonen (infortunati), Curtis Valk (sovrannumero)

KLOTEN – Le ultime partite di regular season nella migliore delle ipotesi sarebbero dovute servire al Lugano per consolidare quarto o addirittura terzo posto, invece a una sola partita dalla fine ci si trova con le carte rimescolate e con la possibilità che i bianconeri possano chiudere tra la terza e la sesta posizione di partenza ai playoff.

Sarebbe ovviamente un peccato perdere soprattutto il vantaggio casalingo per i quarti di finale dopo quanto si prospettava prima della pausa per i Giochi Olimpici, ma l’esito di lunedì sera non dovrà in alcun modo essere visto come una delusione nei casi peggiori, perché non andrebbe comunque a rovinare una regular season andata oltre ogni rosea aspettativa per la squadra di Tomas Mitell.

Va anche detta una cosa importante, le tre sconfitte consecutive con Losanna, Lions e Kloten coprono la flessione più lunga dei bianconeri dalle prime sei giornate di campionato in avanti per una squadra che non aveva mai più perso più di due partite di fila e non aveva mai attraversato nemmeno delle “mini crisi”, per una regolarità di rendimento che fino a inizio febbraio solo il Davos capolista aveva saputo superare.

(PostFinance/KEYSTONE/Patrick B. Kraemer)

È anche possibile che quanto si sia visto di nuovo sul ghiaccio di Kloten e in questa settimana possa essere figlio di più fattori, da una inconsapevole flessione dal raggiungimento matematico dei playoff, alle assenze pesanti di Müller e Dahlström (che si ripercuotono su tutto l’impianto di gioco) e sulla flessione di chi come Sanford è stato l’unico attaccante straniero – per Emanuelsson vale un discorso a parte – a fare la differenza per mesi e mesi e che oggi accusa un certo calo.

Sulla pista degli aviatori in fondo si è confermato un po’ tutto questo, e d’altra parte Fazzini e compagni hanno affrontato una squadra per cui questo incontro era il più importante della stagione, una vera e propria gara “6 e mezzo”, per cosi dire.

In una sfida molto stretta e impegnativa fisicamente il Lugano ha faticato mostrare fluidità di gioco, come già successo negli ultimi due impegni si è sentita la mancanza dei due giocatori migliori della squadra nel recuperare dischi in difesa e a decidere del primo passaggio in uscita, cosa che ha reso le transizioni più complicate.

(PostFinance/KEYSTONE/Patrick B. Kraemer)

Davanti non è bastato il rientro di Canonica a rendere l’attacco più performante – alla fine comunque il Lugano tre gol li aveva trovati, uno annullato in maniera molto dubbia per modalità della decisione – anche se la prima rete in campionato di Kupari è stato un bel segnale soprattutto per il finlandese che a piccoli passi sembra prendere ritmo e fiducia. Sorvolando sull’impresentabile Perlini (penalità ingenue a dischi persi a ogni cambio) anche il blocco di Thurkauf fatica più del solito, ma il terzetto con Emanuelsson e Simion è sempre “vivo” a ogni apparizione.

Alla fine il punticino serve poco o nulla ai bianconeri, mentre quello conquistato già alla terza sirena fa contento il Kloten che si salva a scapito dell’Ambri Piotta, e ora nella lotta tra Ginevra, Lugano, ZSC e Losanna tutto può ancora succede con la squadra di Mitell non piu completa padrona del proprio destino.

Un peccato, è vero, ma questa squadra ha sempre il potenziale per fare bene e recitare il ruolo da mina vagante dei playoff, a patto di recuperare le ultime due pedine che mancano, troppo importanti per una squadra che deve sempre poter operare a pieno regime per competere con le migliori.


IL PROTAGONISTA

Brian Zanetti: Finalmente una partita di grande personalità del giovane difensore, il quale sembrerebbe essersi messo alle spalle le difficoltà delle scorse giornate. Sempre presente per primo in marcatura e alle assi, si è sostituito a Müller e Dahlström per il lavoro di contenimento, proponendosi pure con coraggio in attacco, trovando l’assist per il gol di Kupari. Se saprà mantenere questo livello sarà una carta in più da giocare da Mitell nel suo scacchiere principale.


HIGHLIGHTS

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