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Lugano

La qualità dei Lions prevale anche contro il miglior Lugano

In vantaggio fino a meno di due minuti dal termine, i bianconeri vengono puniti da Kukan. La squadra è stata comunque protagonista di una partita di alto livello

La qualità dei Lions prevale anche contro il miglior Lugano

LUGANO – Deve essersi rivisto ai Giochi Olimpici di Milano in maglia Svizzera, Dean Kukan, quando è partito in contropiede per segnare un gol all'overtime identico a quello messo a segno a febbraio contro la Cechia.

A far notizia non sarà però di certo il gol risolutivo a favore di una corazzata zurighese che per strada ha lasciato finora solo due punti - di cui uno appunto alla Cornèr Arena - piuttosto l'errore clamoroso di Luca Fazzini che dalla sua "piastrella" pochissimi secondi prima e tutto indisturbato ha clamorosamente ciccato il disco lasciando pista libera al numero 14 avversario. E non ne ha davvero azzeccate molte l'attaccante ticinese nella serata di venerdì, con quell'errore a suggellare una serata storta che purtroppo può sempre capitare.

Però se il Lugano è arrivato fino a lì, anzi, se ha costretto i Lions a cercare e trovare il pareggio negli ultimi due minuti di gara in sei contro cinque con sul ghiaccio un arsenale mica da ridere tra nazionali rossocrociati e stranieri di primo livello, significa che qualcosa di buono, anzi molto buono lo ha fatto, seppure con la giornata storta di uno dei suoi leader.

Fino a quel momento infatti i bianconeri - ma anche dopo, suvvia - erano stati protagonisti di gran lunga della loro miglior prestazione stagionale, completa in ogni zona della pista (o quasi) e giocata con un livello collettivo molto alto da parte di quattro linee, con un forecheck costante sui primi tre blocchi zurighesi che ha impedito a Andrighetto e Malgin in particolare di mettere a ferro e fuoco la difesa.

A impressionare è stata la continuità con cui la squadra di Mitell ha continuato a macinare gioco, senza coprirsi in difesa per ripartire e chiudersi di nuovo, ma giocando a viso aperto contro la formazione di Claude Julien senza paura e grande fiducia nei propri mezzi, prova ne è che gli allarmi delle scorse settimane erano probabilmente affrettati e fuori luogo.

Il coach bianconero ha riproposto logicamente la formazione vincente in quel di Losanna, e ha fatto bene, soprattutto guardando alle prestazioni del quarto blocco con un Morini ormai di nuovo “inchiodato” al suo posto e un Nick Shore in grande spolvero. L'ex centro tra gli altri dell'Ambrì Piotta ha messo in pista una performance di grande qualità, mostrando le sue capacità di abbassare il ritmo del gioco con la squadra in difesa e di rilanciare improvvisamente, come fatto in quel grandissimo lavoro preparatorio al gol di Tanner in shorthand, oltre all'assist per Thürkauf in powerplay.

Proprio la linea del capitano è stata assieme alla quarta la più pericolosa con costanza dalle parti di Zumbühl, ma a fare difetto spesso è stata la mira, con molti tentativi fuori dallo specchio - e un palo - ma pochi a costringere il portiere zurighese alla parata decisiva. E qui si arriva anche al fattore decisivo che divide ancora le due squadre - o gli ZSC dalle altre, diciamo - ossia la finalizzazione delle azioni da rete.

Il Lugano ha infatti tirato 47 volte verso la porta avversaria con 25 dischi arrivati su Zumbühl, mentre Andrighetto e compagni hanno sempre tirato nello specchio di Schlegel - ottima prestazione la sua - in 36 tentativi, oltre ai 18 bloccati dalla difesa dei bianconeri, senza mai gettare un disco sulle balaustre. Una statistica impressionante, che mostra un divario difficilmente colmabile a livello di qualità finale, ma se Thürkauf e compagni sono rimasti lì fino all'ultimo significa che la prestazione è stata di quelle veramente toste.

È una sconfitta di quelle che bruciano, per la maniera in cui è arrivata e per la consapevolezza di aver giocato una partita di altissimo livello per più di sessanta minuti contro la squadra ancora imbattuta di questo campionato. Però se il Lugano continua con questa crescita, sia collettiva che individuale, e riuscirà a ripetere certe prestazioni o perlomeno mettere con costanza tanto del buono visto venerdì sera, allora i risultati arriveranno di conseguenza. Come Tomas Mitell sempre insegna.


IL PROTAGONISTA

Nick Shore: Partita di grande sostanza e qualità del centro statunitense, uscito con due grandi assist sulle reti bianconere. Non è un caso se le situazioni speciali siano migliorate con il suo ambientamento nello scacchiere bianconero, e anche la sgroppata in shorthand a favore di Ramon Tanner ne è la dimostrazione. Oltre a questo la solita buona prestazione agli ingaggi con il 55% di duelli vinti contro una squadra piena di specialisti di questo esercizio. Mancano tre settimane alla scadenza del suo contratto, ma queste prestazioni parlano solo a suo favore.


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