
LOSANNA – LUGANO
2-5
(0-0, 1-2, 1-3)

Reti: 24’28 Niku (Riat) 1-0, 26’18 Alatalo (Müller) 1-1, 37’44 Sanford (Fazzini, Simion) 1-2, 46’12 Simion (Fazzini, Sanford) 1-3, 52’00 Czarnik (Brännström) 2-3, 57’12 Thürkauf (Simion, Müller) 2-4, 57’57 Tanner 2-5
Note: Vaudoise Arena, 9246 spettatori
Arbitri: Hebeisen, Stolc; Gnemmi, Meusy
Penalità: Losanna 5×2, Lugano 6×2
Assenti: Rasmus Kupari, Carl Dahlström (infortunati), Mike Sgarbossa (sovrannumero)
LOSANNA – Tra le tante cose negative che si imputavano al Lugano la scorsa stagione vi era il fatto di essere una squadra senza carattere e con leader o presunti tali nascosti dietro le apparenze. Oggi di questa squadra vanno tessute delle lodi completamente agli antipodi, non solo per la sostanza di classifica e qualità del gioco, ma anche per il carattere e gli attributi che vengono portati sul ghiaccio praticamente ogni sera.
La sfacciataggine, la voglia di prevaricare l’avversario e di gonfiare il petto che hanno avuto i bianconeri in quel di Losanna si sono mischiate alla consueta qualità di gioco e disciplina difensiva a cui la squadra di Tomas Mitell ci ha abituati, “cucinando” una vera e propria prova di forza che ha lasciato di stucco il pubblico della Vaudoise Arena, decisamente poco abituato a vedere la propria squadra uscire a secco dal ghiaccio di casa, cosa successa solamente cinque volte in questa stagione, ohibò, a due riprese per mano bianconera.
Se nella prima occasione autunnale, quella impostata dai ticinesi era stata una gara prudente, accorta e basata soprattutto sul contenimento di una squadra che quando spinge sul serio può diventare devastante, a questo giro Thürkauf e compagni hanno deciso di affrontare a viso aperto i biancorossi, perché se a dividere le due squadre oggi ci sono solo tre punti, vorrà pur dire che anche i bianconeri possano sentirsi autorizzati ad armarsi di coraggio e prendere a calci un po’ di mobilio del padrone di casa.

(PostFinance/KEYSTONE/Cyril Zingaro)
È successo soprattutto nel secondo periodo, proprio nei momenti in cui i bianconeri sono riusciti a ribaltare l’iniziale vantaggio degli uomini di Geoff Ward, mettendo sullo slot e la porta del Losanna una pressione costante e continua con quattro linee – e le apparizioni sporadiche del rientrante Perlini – pur mantenendo la solita proverbiale attitudine difensiva.
È successo anche nel terzo periodo, fino al 3-1 di Sanford in powerplay, con quell’assalto a Fort (A)Pasche in cui si sono resi protagonisti un po’ tutti, con un quarto blocco di nuovo sugli scudi e Simion finalizzatore del game winning gol con la seconda rete di serata in powerplay, su splendido suggerimento di Fazzini. Il topscorer bianconero ha pure vinto la sfida interna tra i due migliori marcatori elvetici della National League, contro un Rochette al solito molto attivo ma anche impreciso e frettoloso, quasi da far pensare che non abbia digerito bene la mancata convocazione per i Giochi Olimpici.
Il Lugano ha vissuto momenti di difficoltà, ci mancherebbe altro non capitasse a Losanna, ha sofferto però soprattutto per un momento nel primo periodo e poi su quelle due penalità consecutive di Sanford nel terzo periodo, ma ancora una volta da quella sofferenza il Lugano ne è uscito più forte.
Ha raffreddato i ritmi di gioco con un’autorità notevole, ha di nuovo ripreso il possesso del disco e appena il Losanna ha abbassato la guardia ha affondato il colpo decisivo con Thürkauf. Un gol, quello del 4-2, che per come è stato preparato, abbassando i ritmi della sfida per calmare i padroni di casa e gestire il disco va menzionato come una prova di intelligenza tattica di alto livello, portata avanti proprio nel momento più difficile per gli ospiti, segno di grande maturità e capacità di lettura del gioco anche dalla panchina.

(PostFinance/KEYSTONE/Cyril Zingaro)
Quella che ha proposto il Lugano alla Vaudoise Arena, soprattutto nel secondo tempo e poi fino al 3-1 di Simion, è stata una delle performance migliori per qualità, sostanza e lettura tattica, in casa di una squadra che non si è risparmiata e che ha dato prova di poter dare alle partite ritmi devastanti. La bravura del Lugano è stata proprio in questo, riuscire a togliere il possesso del disco a Rochette e compagni nel loro momento migliore per “addormentarli”, gestendo la partita e le risorse con quattro linee ispirate sia fisicamente che tatticamente.
La squadra di Tomas Mitell ha voluto dare prova riprendendosi il quarto posto che il suo non è un bluff, i bianconeri se la possono giocare con tutti a qualsiasi livello vengano sfidati, proponendo un hockey che per miscela di qualità e sostanza in pochi possono permettersi di mettere sul ghiaccio.
E ora che si sono battute in sequenza la seconda e la terza forza del campionato, perché non provare ad andarle a prendere?
IL PROTAGONISTA

Dario Simion: Qualità e sostanza, forse la migliore partita del valmaggese di questa stagione. Ha lavorato moltissimo alle assi e nello slot, instancabile in box play e forecheck, premiato dal game winning gol e l’assist per il 2-1 di Sanford. Queste sono le sfide che esaltano le qualità di Simion, con Thürkauf e Emanuelsson forma un terzetto instancabile e fisicamente d’acciaio.
HIGHLIGHTS



