
FINLANDIA – SVIZZERA
3-2
(0-2, 0-0, 2-0; 1-0)

Reti: 14’14 Riat (Jäger) 0-1, 15’26 Niederreiter (Suter) 0-2, 53’54 Aho (Luostarinen) 1-2, 58’48 Heiskanen (Hintz) 2-2, 63’23 Lehkonen (Lundell) 3-2
Note: Milano Rho Arena, 3’090 spettatori
Penalità: Finlandia 2×2, Svizzera 2×2
Assenti: Akira Schmid (sovrannumero), Kevin Fiala, Denis Malgin (infortunati)
MILANO – Tanto vicini a quello che sarebbe stato il risultato migliore della storia ai Giochi Olimpici dell’era moderna, tanto lontani mano a mano che il tempo sul cronometro indietreggiava. Il gol di Lehkonen all’overtime di questo quarto di finale elimina la Svizzera dalla corsa alle medaglie, ma la rete del finlandese ha di fatto confermato quanto si stava vedendo arrivare da ormai diverso tempo.
La squadra rossocrociata ci ha provato nel finale a tenere in piedi la baracca sostenuta da un Genoni ancora una volta straordinario ai massimi livelli mondiali, ma era chiaro da tempo che la crescita della compagine nordica e l’indietreggiamento elvetico a difesa di un risultato che si faceva più stretto non sarebbe andato a favore dei ragazzi di Patrick Fischer.

Era insomma difficile pensare di poter proteggere quel 2-0 costruito nel primo tempo soffrendo così a lungo, mostrando sì una bella solidità, ma quando la Finlandia si è messa a spingere a tutta già nel periodo centrale si è capito che sulla profondità delle quattro linee la Svizzera non aveva argomenti pari. Solo il blocco di Hischier ha saputo dare un gioco e respiro regolare ai rossocrociati tra un attacco e l’altro della Finlandia, anche se a un certo punto, prima del cinquantesimo minuto l’impresa pareva assolutamente fattibile.
Poi la Svizzera si è chiusa troppo sul portiere dello Zugo, autore di più interventi spettacolari, spinta da una Finlandia decisa ad andare a fondo a toni “o la va o la spacca” per cercare di rientrare in partita, e quando Aho ha avuto tutta quella libertà di andare al tiro con la benevolenza di un Siegenthaler troppo distante la partita è cambiata profondamente.

(Andrea Branca | HSHS)
Il pareggio in sei contro cinque è arrivato in maniera quasi naturale, impensabile che Genoni potesse arrivare ovunque su tutti quei tentativi avversari, e anche se nell’overtime l’occasione c’è stata, è bastato un posizionamento sbagliato di Kukan a lanciare Lehkonen e la Finlandia verso le semifinali, lasciando Josi e compagni con ancora quel senso di incompiuto molto amaro simile alle finali mondiali.
Il percorso della Svizzera comunque è stato valido, non straordinario e nemmeno da biasimare, dato che si è arrivati ai quarti di finale alla fine nella miglior posizione preventivabile alla vigilia, oltretutto nel girone del Canada delle superstar. Non è stato straordinario perché i quarti di finale sono l’obiettivo che i vice campioni mondiali dovevano puntare, pensando poi al colpaccio di giocarsi le medaglie in caso di avversario abbordabile.

(Andrea Branca | HSHS)
La Finlandia è una squadra forte, profonda e completa sia sul piano tecnico che quello fisico, ma l’impressione è che ci fosse margine per fare di meglio e cercare quel traguardo appunto straordinario che sarebbe sfociato nel giocarsi una medaglia nel torneo olimpico più competitivo di sempre. E proprio per questo risulta così difficile capire se essere amareggiati dall’eliminazione oppure sentirsi soddisfatti di essere arrivati fino a lì e di averla giocata fino in fondo, il classico sentimento svizzero.
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